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	<title>Blog Sicilia</title>
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	<description>Un Blog che racconta la Sicilia</description>
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		<title>PALERMO GAY PRIDE 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 14:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pride uguale orgoglio, orgoglio di vivere da gay, lesbiche, trans e bisex in Sicilia. Finalmente siamo protagonisti dell'abbattimento di un falso mito: la Sicilia come terra di luoghi comuni, un isola di mafia, di ignoranza, di chiusura, di omofobia e maschilismo. Dal 14 al 23 giugno 2013 Palermo sarà protagonista del Pride Nazionale 2013, riportando la nostra terra alla sua antica vocazione, quella dell’incontro, della tolleranza e del rispetto. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2013/04/pride.jpg"><img class="alignright  wp-image-16363" alt="pride" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2013/04/pride.jpg" width="418" height="304" /></a>Pride uguale orgoglio, orgoglio di vivere da gay, lesbiche, trans e bisex in Sicilia. Finalmente siamo protagonisti dell&#8217;abbattimento di un falso mito: la Sicilia come terra di luoghi comuni, un isola di mafia, di ignoranza, di chiusura, di omofobia e maschilismo. Dal 14 al 23 giugno 2013 <strong>Palermo</strong> sarà protagonista del Pride Nazionale 2013, riportando la nostra terra alla sua antica vocazione, quella dell’incontro, della tolleranza e del rispetto. <strong>Sicily in &amp; out tour operator</strong>, dichiaratamente LGBTQ, vuole coniugare l’impegno sociale per il riconoscimento dei diritti, all’aspetto culturale e ludico, in una terra che per la prima volta occupa un ruolo importante in un contesto europeo già all’avanguardia. Vogliamo invitarvi a partecipare al <strong>Palermo Pride 2013</strong> per essere protagonisti, voi insieme a noi, di questo cambiamento, ed insieme a noi lasciarvi affascinare da una Palermo, culla di civiltà, contraddizioni, buon cibo, sole, mare e tanto divertimento. Nella speciale cornice del Pride Nazionale 2013 vi proponiamo un soggiorno di tre notti all’insegna del relax e del piacere esclusivamente LGBTQ. Hotel friendly, passeggiate culturali ed all’insegna dello svago, aperitivi per godere degli splendidi tramonti sul mare ed ancora spettacoli e serate con dj per scatenarci nelle tiepide notti di inizio estate. Sicily in &amp; out tour operator sostiene che il <strong>Palermo Pride</strong> nel 2013 possa essere per la città una occasione, diventando un luogo di incontro privilegiato per uomini e donne provenienti da ogni dove, sempre pronti a rinnovare e manifestare il loro orgoglio gay, regalandovi un’esperienza indimenticabile all’insegna dell’ impegno sociale ma anche del divertimento, del relax, tra monumenti, spiagge e tanto mare.</p>
<h3> Per info vai su: <a title="gay pride 2013 palermo " href="http://www.sicilyinout.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=176&amp;Itemid=107&amp;lang=it" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">www.sicilyinout.it</span></a> <strong>oppure</strong> scrivere a <a href="mailto:info@sicilyinout.it" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">info@sicilyinout.it</span></a><a href="http://www.sicilyinout.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=176&amp;Itemid=107&amp;lang=it"><img class="wp-image-16365 alignleft" alt="Sicily in &amp; out tour operator" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2013/04/banner_sicilyinout-gay.jpg" width="556" height="191" /></a></h3>
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		<title>Teatro Massimo di Palermo e &#8220;la frase enigmatica&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 16:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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Parlando con la gente di Palermo tutti conoscono il Teatro Massimo.
Sanno dove è ubicato e financo chi lo ha fatto costruire. Non della storia del monumento intendiamo trattare ma di un enigma.
Chiediamo sempre ai palermitani se sono a conoscenza di una frase che è scolpita sul frontone del teatro. Senza indugio molti ce la recitano: &#8220;L&#8217;ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L&#8217;AVVENIRE&#8220;.
Bene siamo contenti ma&#8230; chiediamo ancora. Chi l&#8217;ha scritta ?
E&#8217; qui che nasce l&#8217;enigna. Ne abbiamo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/palermo_teatro_massimo-large1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7070 alignleft" title="palermo_teatro_massimo-large1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/palermo_teatro_massimo-large1-300x199.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Parlando con la gente di Palermo tutti conoscono il <strong>Teatro Massimo</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Sanno dove è ubicato e financo chi lo ha fatto costruire. Non della storia del monumento intendiamo trattare ma di un enigma.</p>
<p style="text-align: left;">Chiediamo sempre ai palermitani se sono a conoscenza di una frase che è scolpita sul frontone del teatro. Senza indugio molti ce la recitano: &#8220;<strong><em>L&#8217;ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L&#8217;AVVENIRE</em></strong>&#8220;.<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/teatro_massimo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7072 alignright" title="teatro_massimo1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/teatro_massimo1-300x223.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Bene siamo contenti ma&#8230; chiediamo ancora. Chi l&#8217;ha scritta ?</p>
<p>E&#8217; qui che nasce l&#8217;enigna. Ne abbiamo sentite di cotte e di crude.</p>
<p>Pirandello risulta il più gettonato, poi Verga, Giuseppe Verdi (a cui invece è dedicata la piazza), qualcuno ha risposto Camilleri, che pur avendo una certa età non crediamo possibile che fosse presente all&#8217;epoca.</p>
<p>Altri la attribuiscono all&#8217;ultimo costruttore, Ernesto Basile oppure un Anonimo. Ma!!! L&#8217;arcano rimane.</p>
<p>Ci viene in soccorso <strong>Rosario La Duca</strong> che sciolse il rompicapo in un articolo del 29 aprile 1976.<span id="more-7013"></span></p>
<p>Il grande storico di Palermo disse che c&#8217;erano sufficienti indizi per attribuire la paternità della frase al letterato, patriota, senatore del regno e sindaco di Palermo <strong>Francesco Paolo Perez</strong>.</p>
<p>Insieme a Ruggero Settimo e Vincenzo Fardella di Torrearsa fu tra i protagonisti dei moti del &#8217;48 in Sicilia, finendo in carcere. Fervente autonomista propugnava una confederazione di stati italiani con ampio decentramento che partiva dai comuni (Un Raffaele Lombardo del &#8217;800 ? ).</p>
<p>Oltre ai già citati incarichi fu Ministro dei Lavori Pubblici del Regno D&#8217;Italia nel Governo Depretis II e Ministro dell&#8217;Istruzione Pubblica nel Governo Cairoli II.</p>
<p>E&#8217; ricordato anche da un monumento, opera di D. De Lisi, nella chiesa di S. Domenico.</p>
<p>Anche se una risposta è stata fornita, per dovere di cronaca dobbiamo ricordare come la fervida fantasia della gente panormita di inizio secolo abbia partorito una seconda frase in dialetto, sulla falsa riga delle più famosa: &#8221; <strong>L&#8217;ARTI RINNOVA I POPOLI E NNI LEVA LA VITA. VANU E&#8217; TRAVAGGHIARI SI NUN CI SUNNU PICCIULI PI MANCIARI</strong>&#8220;.</p>
<p>Visti i tempi di crisi che corrono nulla di più appropriato.</p>
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		<title>Bamminiddari tradizione di natale in Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 17:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente Gesuzzu Bamminu cioè il Bambinello Gesù è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12518" title="gesu_bambino" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/gesu_bambino.jpg" alt="gesu_bambino" width="400" height="406" />Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente <strong>Gesuzzu Bamminu</strong> cioè il <strong>Bambinello Gesù</strong> è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo agro pastorale che per la prima volta <strong>San Francesco D’Assisi</strong> realizzò nel 1223. In Sicilia il piccolo Gesù fin dal medioevo era spesso in cera, eseguito con il gusto per i più minuti particolari, la cui produzione si è andata perdendo nel tempo, rappresentano oggi dei veri e propri pezzi da collezione. Custodi di quest’arte sopraffina i cosiddetti “<em><strong>Bamminiddari</strong></em>” e &#8220;<em><strong>Ceraiuli</strong></em>&#8220;. La tradizione di lavorare la cera &#8211; la ceroplastica, parte dal medioevo ed  era particolarmente diffusa in Sicilia, da Palermo a Trapani e nella regione Iblea. Attività esercitata prevalentemente nei conventi e nei monasteri, dalla seconda metà del &#8217;600 divenne una vera e propria arte eseguita da artigiani conosciuti e richiesti in tutta Europa.<span id="more-12517"></span> <img class="alignright size-full wp-image-12519" title="Bambinello 3" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/Bambinello-3.jpg" alt="Bambinello 3" width="250" height="240" />I “<em><strong>cerari</strong></em>” a Palermo si erano riuniti in maestranza e avevano stabilito bottega in una strada dietro la <strong>Chiesa di San Domenico</strong> tra il 600 e il 700, dando il loro nome alla via, proprio la <strong>via Bambinai</strong>. Di ciò riferisce anche il <strong>Pitrè</strong>: <em>“Le famiglie li acquistavano, li facevano benedire e li conservavano per devozione”</em>. Caposcuola riconosciuto di quest&#8217;arte fu il siracusano <strong>Gaetano Zummo</strong> che, dopo l&#8217;iniziale apprendistato fatto nell&#8217;Isola, venne chiamato alle migliori corti dell&#8217;epoca per eseguire i suoi raffinati lavori: così a Napoli si può oggi ammirare la sua Peste, a Firenze alcune delle sue opere più famose come il Trionfo del Tempo e la Corruzione dei corpi, a Bologna le teste anatomiche che realizzò per uno dei più famosi centri di anatomia umana dell&#8217;epoca. Ma la sua produzione più celebre è rappresentata senz&#8217;altro dal gruppo della Natività esposto al <strong>Victoria and Albert Museum</strong> di Londra che l&#8217;acquistò nel 1953.<img class="alignleft size-full wp-image-12520" title="bambinello2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello2.jpg" alt="bambinello2" width="340" height="356" /> Vanno ricordati anche <strong>Giovanni Rosselli</strong> per la sua opera al <strong>Museo Regionale di Messina</strong> nonché <strong>Anna Fortino</strong>, <strong>Giacomo Serpotta</strong> e <strong>Anna La Farina</strong>. I Bambinelli sono di fattura raffinata, preziosi e ieratici. Nel &#8217;800 sono rinomati i <em>&#8220;cerari&#8221;</em> siracusani che producono presepi interi o Bambinelli dall&#8217;espressione gioiosa o dormienti, recanti nelle mani un agnellino, un fiore o un frutto e immersi in un tripudio di fiori di carta e lustrini colorati dentro teche di vetro (scarabattole). Tra loro eccellono Fra&#8217; Ignazio Macca, del quale si conservano alcuni presepi nell&#8217;eremo di San Corrado a Noto e nel <strong>Museo Bellomo</strong> di Siracusa e <strong>Mariano Cormaci</strong> ricordato dal presepe in cera a grandezza naturale sito nella grotta di Acireale. Notevole anche il presepe conservato nel palazzo Vescovile di Noto, che rappresenta uno spaccato di vita contadina, composto da 38 figure inserite nel paesaggio dei <strong>Monti Iblei</strong>. Per quanto riguarda i Bambini di cera i <em>“Bammineddi”</em> è opportuno osservare alcune differenze. A prescindere dalle dimensioni, la loro lavorazione può distinguersi per una fondamentale caratteristica: vi erano botteghe di “<em><strong>Bamminiddari</strong></em>” che offrivano il prodotto “<em>cavo</em>” mentre altri plasticatori realizzavano statuette piene. <img class="alignright size-full wp-image-12521" title="bambinello_teca" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello_teca.jpg" alt="bambinello_teca" width="224" height="300" />Queste ultime pare avessero due momenti di fusione: all’esterno veniva realizzata una consistente patina spessa diversi millimetri (anche in rapporto alle dimensioni) e dentro quest’involucro più raffinato, sia nella materia prima che nella necessaria lavorazione, veniva versata altra cera grezza conferendo così maggiore consistenza alla statuetta. E evidente che all’interno di queste due principali categorie vi erano poi tanti altri caratteri distintivi in funzione dell’abilità e della sensibilità artistica del modellatore. Un’altra diversità essenziale stava nel modo di realizzare gli occhi del Bambino. E chiaro che l’impiego di bulbi oculari finemente lavorati in pasta vitrea comportava contatti con ambienti tecnologicamente avanzati, per non dire di carattere industriale. Quindi sarà difficile riscontrare specie nel XVIII secolo l’impiego di questo specifico accessorio nella produzione di un Bambinaio magari abile, non ritenuto un artista quindi emarginato. A parte gli esemplari conservati nei vari Musei dell&#8217;Isola, una produzione non indifferente di questi piccoli capolavori appartiene all&#8217;eredità, tramandata di generazione in generazione, di molte famiglie siciliane che li hanno gelosamente custoditi quasi fossero divinità che proteggono la famiglia.<img class="aligncenter size-full wp-image-12522" title="Gaetano Zummo 2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/Gaetano-Zummo-2.jpg" alt="Gaetano Zummo 2" width="667" height="318" /> Una curiosità del passato ma ancora in voga in alcune parrocchie e quella, con una sorta di “lotteria” tra i fedeli, sorteggiavano il Bambinello esposto nel presepio. Chi lo vinceva, oltre a sentirsi “prescelto dalla fortuna” si impegnava a dargli una adeguata sistemazione all’interno della sua casa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12524" title="G. Zummo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/G.-Zummo.gif" alt="G. Zummo" width="461" height="297" /><img class="alignright size-full wp-image-12525" title="bambinello" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello.jpg" alt="bambinello" width="175" height="324" /></p>
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		<title>CIBO DI STRADA &#8211; lasciatevi tentare</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2012 19:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altrove lo chiamerebbero Street Food o Finger Food. È la splendida tradizione del Cibo di Strada, viva come in nessun altra parte d’Italia. Una gastronomia da passeggio che qui mantiene solido il suo legame con la cucina casalinga e si sostanzia in un boccone veloce che nasce però in alcuni casi anche con lunghi procedimenti. Un mix, dunque, tra lo slow e il fast che si ritrova anche nelle reintepretazioni degli chef più bravi d’Europa. Fiorisce soprattutto nei mercati, luoghi autentici come la Vucciria, il Capo, Ballarò e il Borgo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11553" title="Arancini_002" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Arancini_002.jpg" alt="Arancini_002" width="495" height="371" />Altrove lo chiamerebbero <strong><em>Street Food</em></strong> o <em><strong>Finger Food</strong></em>. È la splendida tradizione del <strong>Cibo di Strada</strong>, viva come in nessun altra parte d’Italia. Una gastronomia da passeggio che qui mantiene solido il suo legame con la cucina casalinga e si sostanzia in un boccone veloce che nasce però in alcuni casi anche con lunghi procedimenti. Un mix, dunque, tra lo slow e il fast che si ritrova anche nelle reintepretazioni degli chef più bravi d’Europa. Fiorisce soprattutto nei mercati, luoghi autentici come la <strong>Vucciria</strong>, il <strong>Capo</strong>, <strong>Ballarò</strong> e il <strong>Borgo Vecchio</strong> a <strong>Palermo</strong>, per continuare a <strong>Catania</strong> con la <strong>Pescheria</strong> (detta anche la <em>“Fera”</em>). Ma sono i carretti vocianti che animano giornalmente le strade di Palermo urlando: <em>“è bellu cavuru, è bellu vieru, chi cianuro! <span id="more-11554"></span>Ora u sfuinavo ora, cu tasta torna arreri, accattativi ‘u sfinciuni”</em> <img class="alignright size-full wp-image-11555" title="pane-ca-meusa" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/pane-ca-meusa.JPG" alt="pane-ca-meusa" width="495" height="372" />che danno quel tocco mediorientale alla vita cittadina. Così nelle friggitorie dove il tempo sembra essersi fermato. Ma una volta trovato il posto giusto , cosa scegliere? Grazie al <strong>Commissario Montalbano</strong>: <em>“Gesù! Gli arancini di Adelina!”</em>, il più conosciuto tra i prodotti di strada isolani diviene divo del cinema come golosità a base di riso: a Catania li chiamano arancini, a Palermo arancine. Gli <strong>Sfincioni</strong> si trovano, invece, da Pachino a San Vito lo Capo: pasta lievitata, arricchita con sarde salate, cipolla, pecorino fresco o caciocavallo, origano, olio, salsa di pomodoro e mollica di pane. Per i palati più curiosi ecco il <strong>panino ca’ meusa</strong>: una morbida pagnottella con semi si sesamo, farcita con interiora di vitello (milza, polmone, etc…), tagliate a fettine, pre bollite e fritte nello strutto in tegami di rame. C’è la <img class="alignleft size-full wp-image-11556" title="Pane_e_panelle" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Pane_e_panelle.jpg" alt="Pane_e_panelle" width="495" height="372" />versione <em>schietta</em>, con solo qualche goccia di limone, e la <em>maritata</em>, con ricotta fresca e caciocavallo. E poi le <strong>stigghiola</strong>, <strong>a quarume</strong>, <strong>a frittula</strong>, tutti a base di frattaglie. Oppure u pani chi panelle, pane con quadratini di farina di ceci fritte in olio di oliva. Il migliore a Ballarò, da <strong>Franco u Vastiddaru</strong> sul Cassaro e <strong>Minà</strong> alla Vucciria rigorosamente a Palermo. Luoghi che solleticano il palato e la fantasia. Lasciarsi tentare e d’obbligo, ma senza timore.</p>
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		<title>Natale 2012 con il &#8220;Genio di Palermo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2012 16:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Memory</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il progetto &#8220;Il genio di Palermo&#8221;, finanziato dalla Fondazione con il Sud (che ha come finalità la coesione sociale e  l&#8217;interculturalità), parte sabato 8 Dicembre alle ore 10 con l’apertura al pubblico dell’installazione artistica dal titolo “Praesaepe. 
Dall’8 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 si possono  visitare  dei  bellissimi presepi, frutto di lavoro collettivo, dove ogni personaggio è stato pensato e realizzato da un artista differente. Nell&#8217;Oratorio di Santa Chiara sono esposte  opere  originali di artisti che nel realizzarle si sono ispirati liberamente ma tenendo conto della tradizione presepistica.  
Nel primo salone del Complesso di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/genio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16262" title="genio" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/genio.jpg" alt="" width="134" height="179" /></a>I<em>l progetto &#8220;Il genio di Palermo&#8221;, finanziato dalla <strong>Fondazione con il Sud </strong>(che ha come finalità la coesione sociale e  l&#8217;interculturalità), parte sabato 8 Dicembre alle ore 10<span style="text-decoration: underline;"> </span>con l’apertura al pubblico dell’installazione artistica dal titolo “<strong>Praesaepe. </strong></em></p>
<p><em><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/santa-cita.jpg"><img class="wp-image-16263 alignright" title="santa cita" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/santa-cita.jpg" alt="" width="151" height="163" /></a>Dall’8 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 si possono  visitare  dei  bellissimi presepi, frutto di lavoro collettivo, dove ogni personaggio è stato pensato e realizzato da un artista differente. </em><em>Nell&#8217;<strong>Oratorio di Santa Chiara </strong>sono esposte  opere  originali di artisti che nel realizzarle si sono ispirati liberamente ma tenendo conto della tradizione presepistica.  </em></p>
<p><em></em><em>Nel primo salone del <strong>Complesso di Santa Cita</strong>,  sono presenti dei  personaggi e degli  anim</em>ali <em>che hanno  riferimenti al mondo materiale. Successivamente un cunicolo introduce il visitatore al secondo salone dove un&#8217; installazione di angeli ed altri personaggi classici del presepe, indirizzano i visitatori alla sacra grotta.</em></p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/Santa-Chiara.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16264" title="Santa Chiara" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/Santa-Chiara.jpg" alt="" width="136" height="182" /></a>I<em>l Presepe allestito presso la <strong>Chiesa di San Mamiliano</strong>, in via Squarcialupo 3, sarà visibile fino al 6 gennaio 2013: la visita è consentita tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19, tranne durante le celebrazioni liturgiche,  il 25 e 26 dicembre, ed il primo gennaio. L’ingresso ha un costo di 2,50 euro ed è gratuito per ragazzi fino a 18 anni e gli over 65.</em></p>
<p><em>Gli appuntamenti  proseguono con la <strong>&#8220;Notte della Luce &#8221;</strong>: da mercoledì 12  a domenica 13 dicembre , si intrecciano  storia, cultura e tradizione per celebrare insieme <strong>S. Lucia</strong>. Un torneo di calcetto, sfilate di bambini, degustazioni di arancine e panelle ed artigianato delle comunità etniche locali della 1° circoscrizione sono gli eventi  ospitati presso la <strong>Chiesa di san Giorgio dei Genovesi, della Chiesa di San Mamiliano, dell&#8217;Oratorio di Santa Cita, della Chiesa di Santa Maria di Valverde, dell&#8217;Oratorio di San Domenico. </strong>I tickets  per le degustazioni, sono acquistabili in loco ed hanno un costo di 6 euro. Per tutti gli appuntamenti è possibile consultare il sito <strong>www.ilgeniodipalermo.com</strong> o chiamare il numero 091.332779.</em></p>
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<div><em><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/san-domenico.jpg"><img class=" wp-image-16265 alignright" title="san domenico" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/san-domenico.jpg" alt="" width="174" height="142" /></a>E&#8217; possibile inoltre effettuare visite gratuite alle opere del <strong>Serpotta</strong>, con la ricostruzione teatrale del Barocco  attraverso figuranti in costume, sempre ad opera del &#8220;Genio di Palermo&#8221;. Le aperture mattutine con visite guidate hanno un costo di  5 euro intero &#8211;  4 euro ridotto &#8211;  2 euro ragazzi, mentre le visite guidate pomeridiane e serali sono gratuite. </em></div>
<div></div>
<div><em>Venerdì 21 dicembre alle ore 18 nella <strong>Chiesa di Santa Cita</strong> alle ore 18 ci sarà la preentazione al pubblico delidipinto <strong>“L’Adorazione dei magi” di Pietro D’Asaro detto Monocolo di Racalmuto. </strong>Dopo oltre 50 anni, grazie alla collaborazione con la Arcidiocesi di Palermo, il Museo Diocesano e la Confraternita del SS. Rosario in Santa Cita, il dipinto del Monocolo, ritroverà  finalmente la sua antica collocazione.</em></div>
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<p><em><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/martorana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16266" title="martorana" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/12/martorana.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>E&#8217; in calendario presso <strong>l&#8217;Oratorio di Santa Cita</strong> , sabato 22 dicembre alle ore 21  l’attesissimo <strong>Concerto di Natale del Coro e Orchestra Infantile: </strong>Partecipa per la prima volta l’Orchestra ed il Coro infantile del “Genio di Palermo” che” vede impegnati cento bambini  distinti in due unità. La prima unità comprende 40 piccoli musicisti, tutti in età compresa tra i 5 ed i 13 anni, delle diverse etnie presenti nel centro storico di Palermo, che si cimentano, guidati dal direttore Pietro Marchese, nei brani classici legati al Natale. La seconda unità è formata  da  60 bambini, sempre tra i 5 e i 13 anni che  guidati dalla direttrice Valentina Casesa, intonano le più  belle canzoni del repertorio classico natalizio.</em></p>
<p><em>La <strong>&#8220;Notte della stella&#8221;</strong> chiude le iniziative legate al Natale. Il 23 dicembre ci sarà l&#8217;apertura notturna di Chiese ed Oratori del centro storico con Concerti di musica sacra e visite guidate. E&#8217; importate notare che finalmente, dopo  il suo restauro, apre al pubblico la  <strong>Chiesa di Santa Maria dell&#8217;Ammiraglia</strong> ( Martorana) e si potranno inoltre effettuare visite guidate degli <strong>Oratori di S. Cita e S. Domenico.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dolce di Santa Lucia  – la Cuccìa</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 08:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La leggenda vuole che i palermitani (esiste la stessa storia ambientata a Siracusa nel 1646 ), nel corso di una tremenda carestia che li stava decimando, nel giorno di Santa Lucia, 13 dicembre di un lontano e non precisato anno, videro arrivare in porto un vascello pieno di grano, che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perdette tempo a macinare il grano per confezionare pane e pasta ma bolli il cereale e lo mangiò così come usciva dalla pentola. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12151" title="cuccia " src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/cucci-4.jpg" alt="cuccia " width="447" height="268" />La leggenda vuole che i palermitani (esiste la stessa storia ambientata a Siracusa nel 1646 ), nel corso di una tremenda carestia che li stava decimando, nel giorno di <strong>Santa Lucia</strong>, 13 dicembre di un lontano e non precisato anno, videro arrivare in porto un vascello pieno di grano, che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perdette tempo a macinare il grano per confezionare pane e pasta ma bolli il cereale e lo mangiò così come usciva dalla pentola. Negli anni successivi i palermitani festeggiarono questo insperato salvataggio consumando il 13 dicembre un piatto di grano cotto. <span id="more-12150"></span>Ma poiché le passate urgenze non  pressavano più, addolcirono il piatto mescolando il grano cotto alla crema di ricotta, e chiamarono il tutto <strong>Cuccìa</strong> (forse il nome deriva da <em>&#8220;si cuccìa&#8221;</em> dal verbo <em>&#8220;cucciari&#8221;</em> derivato da <em>&#8220;còcciu&#8221; </em>cosa piccola, chicco). Questa tradizione <img class="alignright size-full wp-image-12152" title="grano" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/grano.jpg" alt="grano" width="325" height="299" />resiste ancora fermamente: quel giorno tutte le pasticcerie preparano abbondanti razioni di questo dolce – veramente gradevole – ma in moltissime famiglie si preferisce prepararlo in casa. La difficoltà di questa preparazione risiede tutta nel procedimento necessario per ottenere che ogni granello sia cotto perfettamente, si presenti morbido al dente ma compiutamente intero e compatto, in modo che sia agevole mescolarlo alla crema senza distruggerlo.<br />
Tenete presente che il rapporto tra il grano e la crema varia secondo i gusti personali.<br />
Le proporzioni giuste per 20 porzioni secondo noi sono :</p>
<ul>
<li>1 kg di grano secco</li>
<li>1,5 kg di ricotta</li>
<li>750 grammi di zucchero</li>
</ul>
<p>Il procedimento.</p>
<p><em>Fase 1:</em> mettere il grano in acqua e tenetelo dalla mattine del 10 alla sera del 12 dicembre, cambiando l’acqua ogni sera e ogni mattina. La sera del 12 aggiungete un cucchiaio di sale e cuocere per un’ora e mezza, se necessario anche due ore. A cottura avvenuta tappezzare con vecchi indumenti di lana una bagnarola, collocarvi la pentola ben tappata con tutto il suo contenuto (grano cotto e acqua residua) e rivestirla completamente di pezze di lana. La mattina del 13 si tira fuori dalla pentola il suo contenuto, che si presenta come un tutt’uno appiccicato. Sciacquarlo ben bene con ripetuti lavaggi, farlo sgocciolare e sistemarlo su strofinacci puliti e asciutti. Si può mescolare alla crema quando è perfettamente asciutto.<br />
<em>Fase 2:</em> la crema di ricotta viene preparata nel modo seguente. <img class="alignright size-full wp-image-12155" title="ricotta-pecora" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/ricotta-pecora1.jpg" alt="ricotta-pecora" width="300" height="282" />La ricotta, assolutamente di pecora, viene mescolata la sera del 12 con metà del suo peso di zucchero e lasciata riposare per tutta la notte. La mattina del 13 va passata al setaccio fine, per ottenere un composto omogeneo e vellutavo al palato, per tradizione vanno uniti al composto piccoli <strong>cubetti di zuccata</strong> (il candito di zucca bianca in uso a Palermo) e gocce di cioccolato fondente. Si ottiene così il legame della <strong>Cuccìa</strong> , nel quale va versato e mescolato il grano cotto. Man mano che si preparano le varie porzioni nelle ciotole, una spolverata di cannella in superficie ed una ciliegia rossa per decorazione esalta e conclude sia al palato che la vista la preparazione della nostra leccornia.<br />
P.S.:il rapporto tra il grano e la crema varia secondo i gusti personali. Tenete presente che la crema deve restare protagonista.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12156" title="cuccia" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/cuccia.jpg" alt="cuccia" width="400" height="300" /></p>
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		<title>A Siracusa gli occhi sono solo per Santa Lucia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 06:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È dal 1204 che Siracusa aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia  venne trafugato  dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani)  e condotto a Costantinopoli. Secoli dopo ,indetta da Papa Innocenzo III la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi  e tra questi vi erano  le sacre reliquie di Lucia.
Custodite nella chiesa di Geremia e Lucia a Venezia, ancora oggi i cittadini ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12037" title="Lucia 1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/Lucia-1.jpg" alt="Lucia 1" width="450" height="611" />È dal 1204 che <strong>Siracusa</strong> aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia  venne trafugato  dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani)  e condotto a <strong>Costantinopoli</strong>. Secoli dopo ,indetta da <strong>Papa Innocenzo III</strong> la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi  e tra questi vi erano  le sacre reliquie di Lucia.<br />
Custodite nella <strong>chiesa di Geremia e Lucia</strong> a <strong>Venezia</strong>, ancora oggi i cittadini fratelli di <strong>Archimede</strong> chiedono a gran voce il suo ritorno, ma fatta eccezione  per qualche piccola reliquia, chi di dovere non ha ancora esaudito la giusta richiesta dei siracusani, che desiderano ardentemente di  ricondurre le spoglie della loro patrona  nell’originale sepolcro che si trova in  un tempietto barocco di forma ottagonale costruito nel 1629.<br />
Ugualmente a Siracusa, il 13 dicembre, giorno del suo martirio, vengono indette grandi celebrazioni. Tutto il popolo partecipa ed aspetta con fervore l’uscita, dalla meravigliosa cattedrale, del simulacro argenteo di Lucia, che portato a spalla da 60 fedeli viene condotto attraverso le vie della città, proprio nel luogo del suo sepolcro, ove rimane per otto giorni esposto alla venerazione dei devoti. <span id="more-12038"></span>Capolavoro dell’oreficeria siciliana del ‘500, la statua alta, compreso il trabattello, 3 metri e 70 centimetri, rimane custodita e non visibile per tutto l’anno nella cappella a lei dedicata in cattedrale, e viene fuori soltanto due volte: il giorno del suo martirio e la prima <img class="alignright size-full wp-image-12040" title="3327883593_9dc7e995d7" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/3327883593_9dc7e995d7.jpg" alt="3327883593_9dc7e995d7" width="500" height="336" />domenica di maggio per la ricorrenza di <strong>Santa Lucia delle Quaglie</strong>.</p>
<p>I  festeggiamenti solenni e sentiti, vengono aperti da numerosissimi ceri votivi (più di diecimila), mentre ex voto a forma di occhi vengono appesi dai fedeli alla portantina. Alla sfilata partecipa anche la carrozza del senato, custodita all’interno di una teca di vetro entro il palazzo Municipale. Un tempo vi salivano le autorità della città, oggi invece viaggia vuota, trainata da quattro cavalli e cocchieri in livrea di color verde olivo. Di Lucia, portatrice di luce, la luce della vita, la luce nelle tenebre, la luce di Dio, si narra che: di nobile famiglia, si recò il giorno della festività di <strong>Sant’Agata</strong>, il 5 febbraio, a <strong>Catania</strong> per chiedere alla santa di intercedere per la madre, gravemente <img class="alignleft size-full wp-image-12041" title="lucia 2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/lucia-2.jpg" alt="lucia 2" width="360" height="482" />ammalata. Mentre pregava, presso il sepolcro, Lucia presa dalla stanchezza si addormentò ed ebbe la visione di Agata che chiamandola “sorella vergine di Cristo”, le disse che la madre sarebbe guarita, grazie alla sua fede e  alla profonda devozione in Dio. Tornata a casa, la giovane raccontò tutto alla madre e decide di consacrare la sua vita a Cristo. Quando comunicò al fidanzato l’intenzione di non sposarlo più, questi infuriato  per vendicarsi la denunciò all’arconte Pascasio. In forza degli editti proclamati dall’imperatore Diocleziano, Lucia venne arrestata e decapitata,( pena inflitta ai nobili), il 13 dicembre del 304 d.C.<br />
Come si può notare, non si fa menzione nel martirio dell’asportazione degli occhi però, la consuetudine di rappresentare <strong>Santa Lucia</strong> con gli occhi in mano e di ritenerla protettrice della vista, è da attribuire alla somiglianza del suo nome con quello di Lucinia, la divinità romana che gli antichi ritenevano guarisse e preservasse dalla malattie degli occhi. Lucia invece è davvero portatrice di luce perché prima della riforma del calendario gregoriano, avvenuta nel cinquecento, il giorno dedicatole coincideva con il solstizio d’inverno, ossia il giorno più corto dell’anno. E  poichè le giornate ,successive alla ricorrenza del martirio della Santa  riprendevano ad allungarsi,  Lucia  divenne il simbolo di colei che portava la luce. Dal 1970 a Siracusa,(dopo il gemellaggio con la Svezia),  durante i festeggiamenti della Santa  un bellissima bambina bionda che impersona Lucia , sfila portando sul capo una coroncina illuminata da candeline esattamente come nella tradizione nordica.</p>
<p><strong>&#8220;Lucia di Svezia&#8221; </strong>è il nome del concorso che fin dal 1927, ideato da un quotidiano di <img class="size-full wp-image-12043 alignleft" title="1573 NP St Lucia" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/SantaLuciaSvezia.jpg" alt="1573 NP St Lucia" width="272" height="383" />Stoccolma, si tiene nel paese scandinavo e  che scaturisce dalla   grande devozione che  questo paese ha per la martire siracusana. Scelgono una ragazza che vestita di una tunica bianca e adorna di  una corona di candeline , distribuisce i regali per le case secondo una tradizione svedese. In Sicilia altre città ricordato Lucia, e come nelle migliori usanze isolane, le festa continua a tavola, dove <em>uccioli</em> di <strong>Santa Lucia</strong> – pani votivi a forma di occhi – vengono consumati con le pietanze, per finire con i dolci della tradizione come <em>panelle dolci</em> e <em>cuccia</em>.<img class="alignright size-full wp-image-12056" title="sepolcro" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/11/sepolcro2.jpg" alt="sepolcro" width="380" height="377" /></p>
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		<title>Contessa Entellina: la Sicilia meno conosciuta</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 19:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Memory</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dolci colline e  spazi verdi e sconfinati e&#8230;&#8230;&#8230;  spesso in lontananza si vede il mare. E&#8217; la Sicilia più interna, collinare,  quasi sempre ignorata dai circuiti turistici. Non vi si trovano grandi alberghi ma piccole strutture ricettive che hanno il sapore di una casa accogliente.
Contesa Entellina è un Comune in provincia di Palermo che pochi conoscono. Ma chi ha la fortuna di arrivarci troverà paesaggi mozzafiato, siti archeologici ed ambienti naturali di incontaminata bellezza.
Esperienza unica è la visita al Monastero medievale di Santa Maria del Bosco che si trova alle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/quercia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16222" title="quercia" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/quercia1.jpg" alt="" width="248" height="185" /></a>Dolci colline e  spazi verdi e sconfinati e&#8230;&#8230;&#8230;  spesso in lontananza si vede il mare. E&#8217; la Sicilia più interna, collinare,  quasi sempre ignorata dai circuiti turistici. Non vi si trovano grandi alberghi ma piccole strutture ricettive che hanno il sapore di una casa accogliente.</p>
<p>Contesa Entellina è un Comune in provincia di Palermo che pochi conoscono. Ma chi ha la fortuna di arrivarci troverà paesaggi mozzafiato, siti archeologici ed ambienti naturali di incontaminata bellezza.<br />
<em><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/santa-maria-del-bosco.jpg"><img class="size-medium wp-image-16220 alignright" title="santa maria del bosco" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/santa-maria-del-bosco-300x128.jpg" alt="santa maria del bosco" width="300" height="128" /></a></em>Esperienza unica è la visita al Monastero medievale di Santa Maria del Bosco che si trova alle pendici del Monte Genuardo. Questo meraviglioso esempio di monastero è circondato da un fitto bosco di querce. Originariamente era un eremo  ma nel 400 fu trasformato in Abbazia. Il terremoto del 1968 lo  ha purtroppo  fortemente danneggiato. Il nome di &#8220;Contessa Entellina&#8221; deriva dall&#8217;unione di &#8220;Contissa&#8221; ed &#8220;Entella&#8221; ed i resti di quest&#8217;ultima sono stati rinvenuti durante gli scavi effettuati dalla Scuola Normale di Pisa negli anni 80. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/entella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16221" title="entella" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/entella.jpg" alt="" width="257" height="196" /></a>Tante cose da scoprire a Contessa Entellina: la Vecchia strada ferrata, la Riserva naturale della Grotta  Entella, il Castello di Calatamauro di epoca Saracena, i Mulini ad acqua. In paese si parla ancora la lingua &#8220;arbereshe&#8221;, poichè Albanese è l&#8217;origine dell&#8217;odierno insediamento. In occasione di alcune feste popolari e ricorrenze religiose, vengono ancora oggi indossati  i costumi tipici di origine albanese: bellissimi e caratterizzati da colori sgargianti e da  preziosi ricami in oro. Nelle Chiese della Santissima Annunziata e di San Nicolò ancora si celebrano le funzioni in  rito bizantino.</p>
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		<title>Frasi sui Siciliani di Engels, Cicerone, Giovanni Paolo II e altri</title>
		<link>http://www.blogsicilia.eu/frasi-sui-siciliani-di-engels-cicerone-giovanni-paolo-ii-e-altri/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 12:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ema</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per capire chi siamo abbiamo bisogno degli altri. Ciò vale per i singoli come per i popoli. In questo post ho voluto inserire alcune frasi sui siciliani di uomini e donne famose con radici culturali molto distanti dall&#8217;isola.
Friedrich Engels (Barmen, 28 novembre 1820 – Londra, 5 agosto 1895) è stato un economista, filosofo e politico tedesco, fondatore con Karl Marx del materialismo storico e del materialismo dialettico.
&#8220;In tutta la storia della razza umana nessuna terra e nessun popolo hanno sofferto in modo altrettanto terribile per la schiavitù, le conquiste e le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per capire chi siamo abbiamo bisogno degli altri. Ciò vale per i singoli come per i popoli. In questo post ho voluto inserire alcune frasi sui siciliani di uomini e donne famose con radici culturali molto distanti dall&#8217;isola.</p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/engelsf.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16191" title="engels" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/engelsf-233x300.jpg" alt="engels" width="149" height="192" /></a><strong>Friedrich Engels</strong> (Barmen, 28 novembre 1820 – Londra, 5 agosto 1895) è stato un economista, filosofo e politico tedesco, fondatore con Karl Marx del materialismo storico e del materialismo dialettico.</p>
<p><em>&#8220;In tutta la storia della razza umana nessuna terra e nessun popolo hanno sofferto in modo altrettanto terribile per la schiavitù, le conquiste e le oppressioni straniere, e nessuno ha lottato in modo tanto indomabile per la propria emancipazione come la Sicilia e i siciliani. Quasi dal tempo in cui Polifemo passeggiava intorno all&#8217;Etna, o in cui Cerere insegnava ai siculi la coltivazione del grano, fino ai giorni nostri, la Sicilia è stata il teatro di invasioni e guerre continue, e di intrepida resistenza. I siciliani sono un miscuglio di quasi tutte le razze del sud e del nord; prima dei sicani aborigeni con fenici, cartaginesi, greci, e schiavi di ogni parte del mondo, importati nell&#8217;isola per via di traffici o di guerre; e poi di arabi, normanni, e italiani. I siciliani, durante tutte queste trasformazioni e modificazioni, hanno lottato, e continuano a lottare, per la loro libertà.&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/200px-M-T-Cicero.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-16192" title="Cicerone" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/200px-M-T-Cicero.jpg" alt="Cicerone" width="128" height="172" /></a><strong>Maro Tullio Cicerone</strong>, celebre politico e scrittore romano (Arpino, 3 gennaio 106 a.C. –Formia, 7 dicembre 43 a.C.) . Egli conosceva a mio avviso la vera natura dei sicilani, perché scrive:</p>
<p><em>&#8220;Numquam est tam male Siculis, qui aliquis facete et commode dicant&#8221; (Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani, essi lo commenteranno con una battuta di spirito).</em></p>
<p><em><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/Papa-GVP-II.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16198" title="Papa GVP II" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/Papa-GVP-II-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></em></p>
<p><strong>Giovanni Paolo II</strong> al secolo <strong>Karol Józef Wojtyła</strong> (1920 – 2005), papa polacco della Chiesa cattolica.</p>
<p><em>Un popolo di autentici lavoratori, il cui senso religioso ha ispirato ed orientato nei secoli la vita familiare… Un popolo intelligente, coraggioso, inventivo, che vive in una realtà fatta insieme di progresso e di sottosviluppo; di impegno per la pace e di violenza assurda; di apprezzamento e di difesa perla vita e per la famiglia, ma anche di episodi di esplosione, di morte e di odio&#8230;&#8221;</em></p>
<p><strong>Francine Prose</strong> (1947), scrittrice statunitense.</p>
<p><em><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/francine_prose.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-16197" title="francine_prose" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/francine_prose-251x300.jpg" alt="francine_prose" width="150" height="170" /></a>È facile essere felici in Sicilia, ma è un&#8217;operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana. </em></p>
<p><strong>Joseph Hermann von Riedesel</strong> (1740 – 1785), viaggiatore e scrittore tedesco.</p>
<p><em>&#8220;Mio caro amico: io ho creduto dover terminare qui il viaggio, intorno alla Sicilia. Prima d&#8217;abbandonare quest&#8217;isola, vi voglio fare una breve descrizione dei suoi abitanti, di cui si raccontono tante cose che fan poco onore al loro cuore e al loro carattere, e che non ispirano affatto fiducia. Questa nazione, così come tutti i popoli orientali, ha grande finezza, grande penetrazione, grandi talenti; ma essa, nello stesso tempo è molto portata a quella inclinazione alla voluttà, a quello spirito di astuzia e di artifizi che sembrano generalmente aumentarsi, a misura che avanzarsi verso il mezzogiorno.&#8221;</em></p>
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		<title>Contro la violenza sulle donne “Parole con le Ali” – PALERMO 24 novembre 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 21:18:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Quest’anno per la Giornata internazionale per l’eliminazione della  violenza maschile contro le donne verrà organizzato un momento di musica, danza e spettacolo a partire dalle parole delle donne.
Su questo progetto l&#8217;associazione nazionale D.i.Re. Donne in rete contro la violenza ha ottenuto un contributo da Avon per un progetto di sensibilizzazione nazionale che vede tanti momenti in giro per l’Italia (per informazioni vedi il sito www.direcontrolaviolenza.it ).
SABATO 24 NOVEMBRE ORE 18 ARCHIVIO STORICO (Via Maqueda, 157).
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne Le Onde Onlus “Parole con le Ali” presenta
Letture, danza e musica per raccontare il percorso di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/evento.png"><img class="alignleft size-full wp-image-16126" title="evento" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/evento.png" alt="evento" width="472" height="450" /></a>Quest’anno per la Giornata internazionale per l’eliminazione della  violenza maschile contro le donne verrà organizzato un momento di musica, danza e spettacolo a partire dalle parole delle donne.</p>
<p>Su questo progetto l&#8217;associazione nazionale <a href="http://D.i.Re/" target="_blank">D.i.Re</a>. Donne in rete contro la violenza ha ottenuto un contributo da Avon per un progetto di sensibilizzazione nazionale che vede tanti momenti in giro per l’Italia (per informazioni vedi il sito <a href="http://www.direcontrolaviolenza.it/" target="_blank">www.direcontrolaviolenza.it</a> ).</p>
<p>SABATO 24 NOVEMBRE ORE 18 ARCHIVIO STORICO (Via Maqueda, 157).</p>
<p>In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne Le Onde Onlus “Parole con le Ali” presenta</p>
<p>Letture, danza e musica per raccontare il percorso di uscita dalla violenza delle donne, dei loro figli, delle loro figlie e le testimonianze delle operatrici e degli operatori della Rete Antiviolenza della città di Palermo.</p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/11/volantino-palermo.pdf">Scarica il volantino dell&#8217;evento.</a></p>
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