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	<title>Blog Sicilia</title>
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	<description>Un Blog che racconta la Sicilia</description>
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		<title>Ricerca online di un lavoro Executive</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/02/ricerca-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15861" title="ricerca-lavoro" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2012/02/ricerca-lavoro.jpg" alt="ricerca-lavoro" width="240" height="227" /></a>I Siciliani che vantano un particolare talento o professionalità sanno che nella maggioranza dei casi dovranno emigrare per trovare un lavoro all&#8217;altezza delle proprie aspettative, trovandosi costretti a cercare offerte per località distanti dall&#8217;isola. Un vecchio detto siciliano dice che il primo passo per riuscire nella vita è andare via dall&#8217;isola, cosa che non è vera sempre, ma che evidenzia il fatalismo che dipinge la Sicilia come una terra meravigliosa ma poco reattiva ai cambiamenti della società moderna, che richiedono ben altro dinamismo. In effetti la lista di siciliani che hanno ottenuto in ogni settore fama e successo fuori dall&#8217;isola è lunghissima, dimostrando con ciò una grande volontà di affermazione, oltre a una grande curiosità e capacità di adattamento.</p>
<p>La disparità tra il numero di posizioni qualificate tra il nord e il sud è sempre stata evidente, mostrando un divario che invece di ridursi, cresce sempre più nel tempo. Sforziamoci di vederla in modo positivo, diciamo che esistono ampi margini di miglioramento, ma al momento per i siciliani che vantano una professionalità di alto livello è più proficuo concentrare la ricerca di posizioni aperte nel centro nord d&#8217;italia, se non addirittura fuori dai confini nazionali.<span id="more-15859"></span></p>
<p>Un servizio specializzato nel mettere in contatto la domanda e l&#8217;offerta di lavoro qualificato, di livello <strong>executive</strong> con retribuzioni elevate che ci sentiamo di consigliare a chi cerca lavoro è <a title="offerte di lavoto" href="http://www.experteer.it" target="_blank"><strong>www.experteer.it</strong></a>, un sito dove è possibile ricercare e trovare moltissime <a title="lavoro" href="http://www.experteer.it/">offerte di lavoro senior</a>.</p>
<p>Per i candidati l&#8217;iscrizione al servizio <strong>Experteer</strong> è facile e gratuita, ed offre ottime funzionalità di ricerca basate sulla distanza dalla <strong>località</strong> <strong>di riferimento</strong>, sui<strong> principali</strong> <strong>settori di mercato</strong> (es. <a title="consulenza" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/settore/lavoro/consulenza">consulenza</a>, elettronica, information technology, telecomunicazioni, logistica, <a title="farmaceutica" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/settore/lavoro/farmaceutica">farmaceutica</a>, medicina etc..) e sul<strong> livello retributivo</strong>.</p>
<p>Ogni candicato può creare un <strong>curriculum</strong> in modo accurato e completo in tutte le  informazioni per aumentare la propria visibilità nei confronti di migliaia di headhunters, alla ricerca di un lavoratori di alto livello.</p>
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<p>Se si deve lasciare il sole dell&#8217;isola più bella del mediterraneo bisogna trovare le giuste motivazioni in un lavoro che valga la pena, forse è in questo la ragione del successo dei siciliani che lavorano fuori: una motivazione fuori dal comune.</p>
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		<title>Galleria di immagini di Piazza Pretoria a Palermo</title>
		<link>http://www.blogsicilia.eu/galleria-di-foto-di-piazza-pretoria-a-palermo/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 00:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title='Palermo Piazza Pretoria' width='100%' height='550' src='http://www.gallito.it/sem/service/media/get.php?id=109' frameborder='0' allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>15 cose da vedere a Palermo – Video tour</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 00:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una mappa con alcuni dei posti più belli di Palermo, raccontati attraverso dei video caricati in Youtube. 
Un modo come un&#8217;altro per fare un tour di una delle città più belle e ricche di storia del mondo, che testimonia il passaggio di dominazioni molto diverse tra loro che si sono avvicendate nei secoli.
Alcuni monumenti di Palermo fanno respirare l&#8217;anima araba di questa città, che si fonde con quella cristiana testimoniata dalla presenza di moltissime chiese. In alcuni casi lo stile arabo e quello normanno si fondono dando vita a un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/10/Palermo-Zisa.jpg"><img src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/10/Palermo-Zisa-300x200.jpg" alt="" title="Palermo-Zisa" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-14942" /></a>Una mappa con alcuni dei posti più belli di Palermo, raccontati attraverso dei video caricati in Youtube. </p>
<p>Un modo come un&#8217;altro per fare un tour di una delle città più belle e ricche di storia del mondo, che testimonia il passaggio di dominazioni molto diverse tra loro che si sono avvicendate nei secoli.</p>
<p>Alcuni monumenti di Palermo fanno respirare l&#8217;anima araba di questa città, che si fonde con quella cristiana testimoniata dalla presenza di moltissime chiese. In alcuni casi lo stile arabo e quello normanno si fondono dando vita a un nuovo stile.</p>
<p>La cattedrale di Palermo è un esempio di questa commistione di elementi arabi e normanni. </p>
<p>Il consiglio che ti diamo, se non hai ancora visitato Palermo, è di venire a vedere di persona e di vivere l&#8217;atmosfera irripetibile che si vive in questa città dalla storia millenaria.</p>
<p>In questo tour trovi un video di<br />
<strong><br />
1. Cappella Palatina e Palazzo dei Normanni  2. Chiesa del Gesù, detta anche Casa Professa  3. Chiesa della Magione  4. Chiesa della Martorana di Palermo  5. Chiesa di San Francesco  6. Chiesa Santa Maria dello Spasimo  7. Palazzo Steri  8. Catterale   9. Mercato della Vicciria  10. Palazzo Abatellis  11. Piazza Pretoria  12. Teatro Massimo  13. Piazza Vigliena, detta I Quattro Canti  14. San Giovanni degli eremiti  15. Chiesa di San Domenico</strong></p>
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		<title>Bamminiddari tradizione di natale in Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente Gesuzzu Bamminu cioè il Bambinello Gesù è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12518" title="gesu_bambino" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/gesu_bambino.jpg" alt="gesu_bambino" width="400" height="406" />Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente <strong>Gesuzzu Bamminu</strong> cioè il <strong>Bambinello Gesù</strong> è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo agro pastorale che per la prima volta <strong>San Francesco D’Assisi</strong> realizzò nel 1223. In Sicilia il piccolo Gesù fin dal medioevo era spesso in cera, eseguito con il gusto per i più minuti particolari, la cui produzione si è andata perdendo nel tempo, rappresentano oggi dei veri e propri pezzi da collezione. Custodi di quest’arte sopraffina i cosiddetti “<em><strong>Bamminiddari</strong></em>” e &#8220;<em><strong>Ceraiuli</strong></em>&#8220;. La tradizione di lavorare la cera &#8211; la ceroplastica, parte dal medioevo ed  era particolarmente diffusa in Sicilia, da Palermo a Trapani e nella regione Iblea. Attività esercitata prevalentemente nei conventi e nei monasteri, dalla seconda metà del &#8217;600 divenne una vera e propria arte eseguita da artigiani conosciuti e richiesti in tutta Europa.<span id="more-12517"></span> <img class="alignright size-full wp-image-12519" title="Bambinello 3" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/Bambinello-3.jpg" alt="Bambinello 3" width="250" height="240" />I “<em><strong>cerari</strong></em>” a Palermo si erano riuniti in maestranza e avevano stabilito bottega in una strada dietro la <strong>Chiesa di San Domenico</strong> tra il 600 e il 700, dando il loro nome alla via, proprio la <strong>via Bambinai</strong>. Di ciò riferisce anche il <strong>Pitrè</strong>: <em>“Le famiglie li acquistavano, li facevano benedire e li conservavano per devozione”</em>. Caposcuola riconosciuto di quest&#8217;arte fu il siracusano <strong>Gaetano Zummo</strong> che, dopo l&#8217;iniziale apprendistato fatto nell&#8217;Isola, venne chiamato alle migliori corti dell&#8217;epoca per eseguire i suoi raffinati lavori: così a Napoli si può oggi ammirare la sua Peste, a Firenze alcune delle sue opere più famose come il Trionfo del Tempo e la Corruzione dei corpi, a Bologna le teste anatomiche che realizzò per uno dei più famosi centri di anatomia umana dell&#8217;epoca. Ma la sua produzione più celebre è rappresentata senz&#8217;altro dal gruppo della Natività esposto al <strong>Victoria and Albert Museum</strong> di Londra che l&#8217;acquistò nel 1953.<img class="alignleft size-full wp-image-12520" title="bambinello2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello2.jpg" alt="bambinello2" width="340" height="356" /> Vanno ricordati anche <strong>Giovanni Rosselli</strong> per la sua opera al <strong>Museo Regionale di Messina</strong> nonché <strong>Anna Fortino</strong>, <strong>Giacomo Serpotta</strong> e <strong>Anna La Farina</strong>. I Bambinelli sono di fattura raffinata, preziosi e ieratici. Nel &#8217;800 sono rinomati i <em>&#8220;cerari&#8221;</em> siracusani che producono presepi interi o Bambinelli dall&#8217;espressione gioiosa o dormienti, recanti nelle mani un agnellino, un fiore o un frutto e immersi in un tripudio di fiori di carta e lustrini colorati dentro teche di vetro (scarabattole). Tra loro eccellono Fra&#8217; Ignazio Macca, del quale si conservano alcuni presepi nell&#8217;eremo di San Corrado a Noto e nel <strong>Museo Bellomo</strong> di Siracusa e <strong>Mariano Cormaci</strong> ricordato dal presepe in cera a grandezza naturale sito nella grotta di Acireale. Notevole anche il presepe conservato nel palazzo Vescovile di Noto, che rappresenta uno spaccato di vita contadina, composto da 38 figure inserite nel paesaggio dei <strong>Monti Iblei</strong>. Per quanto riguarda i Bambini di cera i <em>“Bammineddi”</em> è opportuno osservare alcune differenze. A prescindere dalle dimensioni, la loro lavorazione può distinguersi per una fondamentale caratteristica: vi erano botteghe di “<em><strong>Bamminiddari</strong></em>” che offrivano il prodotto “<em>cavo</em>” mentre altri plasticatori realizzavano statuette piene. <img class="alignright size-full wp-image-12521" title="bambinello_teca" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello_teca.jpg" alt="bambinello_teca" width="224" height="300" />Queste ultime pare avessero due momenti di fusione: all’esterno veniva realizzata una consistente patina spessa diversi millimetri (anche in rapporto alle dimensioni) e dentro quest’involucro più raffinato, sia nella materia prima che nella necessaria lavorazione, veniva versata altra cera grezza conferendo così maggiore consistenza alla statuetta. E evidente che all’interno di queste due principali categorie vi erano poi tanti altri caratteri distintivi in funzione dell’abilità e della sensibilità artistica del modellatore. Un’altra diversità essenziale stava nel modo di realizzare gli occhi del Bambino. E chiaro che l’impiego di bulbi oculari finemente lavorati in pasta vitrea comportava contatti con ambienti tecnologicamente avanzati, per non dire di carattere industriale. Quindi sarà difficile riscontrare specie nel XVIII secolo l’impiego di questo specifico accessorio nella produzione di un Bambinaio magari abile, non ritenuto un artista quindi emarginato. A parte gli esemplari conservati nei vari Musei dell&#8217;Isola, una produzione non indifferente di questi piccoli capolavori appartiene all&#8217;eredità, tramandata di generazione in generazione, di molte famiglie siciliane che li hanno gelosamente custoditi quasi fossero divinità che proteggono la famiglia.<img class="aligncenter size-full wp-image-12522" title="Gaetano Zummo 2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/Gaetano-Zummo-2.jpg" alt="Gaetano Zummo 2" width="667" height="318" /> Una curiosità del passato ma ancora in voga in alcune parrocchie e quella, con una sorta di “lotteria” tra i fedeli, sorteggiavano il Bambinello esposto nel presepio. Chi lo vinceva, oltre a sentirsi “prescelto dalla fortuna” si impegnava a dargli una adeguata sistemazione all’interno della sua casa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12524" title="G. Zummo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/G.-Zummo.gif" alt="G. Zummo" width="461" height="297" /><img class="alignright size-full wp-image-12525" title="bambinello" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello.jpg" alt="bambinello" width="175" height="324" /></p>
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		<title>La VIA DEL SALE &#8211; itinerario fra Trapani e Marsala</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 23:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tramonti tra i più romantici  sono  quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della Via del Sale. La costa che da Trapani va a Marsala in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l&#8217;anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che  trovano casa in questo territorio e in particolare nell&#8217;habitat della Riserva dello Stagnone di Marsala dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai  nostri occhi  sia la misteriosa isola di Mothia (culla della ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-11177" title="Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo-300x199.jpg" alt="Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo" width="300" height="199" />Tramonti tra i più romantici  sono  quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della <strong>Via del Sale</strong>. La costa che da <strong>Trapani</strong> va a <strong>Marsala</strong> in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l&#8217;anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che  trovano casa in questo territorio e in particolare nell&#8217;habitat della <strong>Riserva dello Stagnone di Marsala</strong> dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai  nostri occhi  sia la misteriosa isola di <strong>Mothia</strong> (culla della civiltà Fenicio-Punica di Sicilia),che i mulini a vento e le saline con  i monticelli di sale che è, e sarà ( se l&#8217;uomo saprà preservarlo) l&#8217;unico protagonista del territorio costiero trapanese.<span id="more-11185"></span> Quando l&#8217;acqua marina evapora al calore del sole  resta un grumo di cristalli  bianchi ed asciutti che sembrano simboleggiare, per la loro natura amara e spigolosa, la vita dura degli abitanti di questa terra. Per infinite generazioni di Siciliani della costa occidentale, il sale è  stato ed è ancora  motivo di vita e sopravvivenza: Infatti sulla costa che va da  Trapani e Marsala, sin da tempi remoti ,i residenti hanno convogliato il mare, con l&#8217;aiuto dei mulini a vento,  in basse vasche recintate di tufo . Il sole con il suo calore ha fatto il resto ,permettendo di raccogliere dal fondo delle vasche il sale  e dando  così inizio all&#8217;industria estrattiva  che ancora oggi è fonte di vita e riccheza. Da queste parti il sale è chiamato “oro bianco”: buono per conservare la carne, il pesce o per conciare le pelli, come per scacciare i demoni. Nel &#8217;500, il prezzo era pari all&#8217;oro, ed era usato come moneta di scambio fin dall&#8217;antichità (da cui il termine “salario”). I Fenici furono i primi ad estrarrre il sale in questa zona costiera  e ancora oggi  è una risorsa per tante famiglie, come per  esempio per <strong>Alberto Culcasi</strong> che oggi ha 75 anni ed ha sempre lavorato nella salina. Dalle sue proprietà vicino Paceco racconta:<em>”ho cominciato a 6 anni come bracciante addetto alla pulizia del sale; allora noi operai eravamo schiavi venduti. Poi, nel </em><img class="size-full wp-image-11182 aligncenter" title="Senza nome-True Color-02" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Senza-nome-True-Color-02.jpg" alt="Senza nome-True Color-02" width="690" height="349" /><em>1977, ho comprato dodici ettari. Dopo l&#8217;alluvione i padroni svendevano, avevano paura. Oggi è tutto mio, ma Dio sa quanto è stata dura. Sole è sudore sono gli angeli che hanno cotto la pelle del collo e delle mie mani. Io contro il mare”</em><br />
E&#8217; grazie a uomini come Alberto Culcasi se oggi i vecchi mulini a vento funzionano ancora come quattro secoli fa. I più avevano rinunciato, troppo dura e troppo poco redditizia  l&#8217;attività estrattiva. Ma lui come altri hanno tenuto duro, <em>“ la salina si lavora come un campo qualsiasi”</em> ci dice convinto, e così facendo ogni giorno vince la sua battaglia e regalandoci  anche questi paesaggi unici che oggi è  nostro compito  preservare.<br />
Per concludere mi viene in aiuto un insuperabile <strong>Gesualdo Bufalino</strong> che di sicilianitudine era un maestro: <em>“Conosco solitudini d&#8217;isola di una tenerezza infinita, intime come pieghe di carne. Persino le coste, per quanto manomesse e corrotte dall&#8217;infezione balneare, serbano ancora intatto qualche lembo d&#8217;incantesimo e di pace”</em>. Tutto risponde al vero percorrendo la <strong>Via del Sale</strong> sula costa trapanese</p>
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		<title>CALAMOSCHE Silenzio che si fa spiaggia</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 19:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se chiedete indicazioni per arrivare a Calamosche incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama &#8220;Funni Musca&#8220;. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.
Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un&#8217;area  di parcheggio protetto  dove lasciare l&#8217;auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche-01.jpg"><img class="size-full wp-image-7423 alignleft" title="calamosche-01" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche-01.jpg" alt="" /></a>Se chiedete indicazioni per arrivare a <strong>Calamosche</strong> incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama &#8220;<strong>Funni Musca</strong>&#8220;. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.</p>
<p>Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un&#8217;area  di parcheggio protetto  dove lasciare l&#8217;auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici di Eloro e l&#8217;Oasi Faunistica di Vendicari. <span id="more-7420"></span><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche1.jpg"><img class="size-full wp-image-7424 alignright" title="calamosche1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche1.jpg" alt="" /></a>La Spiaggia è abbastanza isolata e per questo non facilmente raggiungibile; ma il sacrificio è sicuramente ricompensato dalla bellezza dei luoghi. Niente bar , niente musiche assordanti , niente stabilimenti balneari, nessuna presenza molesta ad oltraggiare la natura selvaggia ed incontaminata. La spiaggia di soffice sabbia dorata, larghissima e lunga circa 200 metri, viene lambita da un mare azzurro, cristallino, trasparente , di eccezionale limpidezza e quasi sempre calmo in quanto la caletta è  riparata e circondata da due promontori rocciosi su cui cresce la tipica vegetazione del litorale. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche2.jpg"><img class="size-full wp-image-7425 alignleft" title="calamosche2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche2.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Per fortuna l&#8217;accesso dal mare è vietato ad ogni tipo di imbarcazione. La suggestione della caletta è arricchita da grotte ed anfratti, e alle sue spalle, oltre le piccole dune e la tipica macchia che la orlano, si trova un pantano frequentato spesso da uccelli migratori. Della costa Sud Orientale della Sicilia, Calamosche è sicuramente tra le spiagge più belle.Proprio per questo  nel 2005 è stata insignita dalla Guida Blu di Lega Ambiente del titolo di &#8220;<strong>Spiaggia più bella d&#8217;Italia</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7432" title="calamosche7" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche7.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>Panarea, l’isola delle Eolie piccola e mondana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 07:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.
Sulla piccina delle Eolie oggi l&#8217;atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell&#8217;arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l&#8217;unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14719" title="panarea" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a>Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato <strong>Spallanzani</strong> scriveva “<strong>Panarea</strong> sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.</p>
<p style="text-align: left;">Sulla piccina delle <strong>Eolie</strong> oggi l&#8217;atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell&#8217;arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l&#8217;unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-8245"></span>Non ha strade degne di essere chiamate tali e la sua lunghezza di non più di due chilometri e mezzo consente di percorrerla a piedi. Il suo minuscolo porto-paese è caratterizzato da  case bianchissime di calce con i pergolati sostenuti da “pulera”,( <a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/foto13-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8247" title="foto13-2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto13-2.jpg" alt="" /></a> tipiche colonne tondeggianti delle case Eoliane). Le  terrazze sul mare  e la vegetazione rigogliosa  e pittoresca  fanno dell&#8217;isola una delle mete più alla moda del Mediterraneo.<br />
Tutti insieme residenti e non, animano a tutte le ore il ristretto lungomare, unica zona pubblica ad essere illuminata. Il momento clou è l&#8217;ora dell&#8217;aperitivo, quando si vedono passeggiare molti personaggi dello spettacolo e vip  venuti da tutto il mondo in uno struscìo di sete e bermuda griffati. Tutti  sono rigorosamente a piedi nudi, come detta la moda dell&#8217;isola. Oggi gli amori nascono e muoiono tra i riflettori del <strong>Raya</strong>, albergo conosciuto ovunque e cartina di tornasole degli umori di tutta l&#8217;estate come anche il suo bar esotico lungo il porto che di notte diventa discoteca per tutte le generazioni. Ma a Pararea esistono anche luoghi silenziosi, come l&#8217;abitato di Ditella, nel nord dell&#8217;isola, tutto case candide e giardini fioriti. O come  la passeggiata che dal porto arriva fino a cala Junco: la strada tra capperi, ulivi e panoramici scorci sugli isolotti arriva fino a Drautto e nella splendida caletta degli Zimmari. <a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/dsc_0032-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8249" title="dsc_0032-2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/dsc_0032-2.jpg" alt="" /></a> Il cielo è turchese di giorno e carico di stelle la notte. Il mare è di cristallo e la roccia vulcanica disegna innumerevoli ombre. Dalla spiaggetta sabbiosa iniziano i gradini che conducono ai resti del villaggio protostorico del capo Milazzese. Stazione dell&#8217;età del bronzo. All&#8217;estremo nord, sorge Iditella con la spiaggetta di Calcara, le cui acque sono scaldate da fumarole.<br />
Tutto a Panare sa di mare e sogni anche quando questi alla fine di un&#8217;estate svaniscono e le donne del luogo dopo avere affittato e venduto tutto il possibile, si dedicano al meritato riposo. Adesso tutto il loro tempo è per figli e nipoti,e mentre in cucina preparano “spicchitedda” ,prelibati biscotti di vino cotto, salano i capperi. E quando si avvicina l&#8217;ora del tramonto, scorrendo i grani del rosario tra le dita operose , recitano le preghiere della sera.</p>
<div><a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/panarea-cala-degli-zimmari-779653.jpg"><img class="size-full wp-image-8250 aligncenter" title="panarea-cala-degli-zimmari-779653" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea-cala-degli-zimmari-779653.jpg" alt="" /></a><a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/panarea5-760532.jpg"><img class="size-full wp-image-8251 aligncenter" title="panarea5-760532" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea5-760532.jpg" alt="" /></a></div>
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		<title>Ustica, paradiso non solo dei sub</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 16:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Memory</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ustica è un&#8217;isola molto conosciuta sopratutto per la riserva marina, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.
L&#8217;isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese  ma ci sono anche comode calette per chi vuole un mare più accessibile.
L&#8217;isola è a 36 miglia a nord-nordovest di Palermo, e nelle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/ustica-cala.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8617" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/ustica-cala.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Ustica</strong> è un&#8217;isola molto conosciuta sopratutto per la <strong>riserva marina</strong>, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.</p>
<p>L&#8217;isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese  ma ci sono anche comode calette per chi vuole un mare più accessibile.</p>
<p>L&#8217;isola è a 36 miglia a nord-nordovest di <strong>Palermo</strong>, e nelle giornate più serene è possibile  vederne all&#8217;orizzonte il profilo caretteristico a tartaruga.</p>
<p>La <strong>riserva</strong> nacque dall&#8217;esigenza di salvaguardare un <strong>habitat marino</strong> molto bello ed incontaminato che ancora oggi è il fiore all&#8217;occhiello del mare <strong>Tirreno</strong>. Il fondale che circonda l&#8217;isola è molto tormentato con caverne lunghe e tortuose e secche improvvise che ospitano una varietà estrema di pesci e crostacei; sono presenti anche alghe rarissime tra cui la <strong>Laminaria</strong>. Ustica va scoperta abitandoci e vivendone il mare, unico nel suo genere. I pesci della riserva si fanno avvicinare  e toccare dall&#8217;uomo.<span id="more-14729"></span></p>
<p>Il turismo è la risorsa principale degli abitanti, ma anche la pesca e sopratutto l&#8217;agricoltura sono molto praticate. I terreni, di natura vulcanica sono  molto fertili  e pertanto consentono di produrre prodotti dalle caratteristiche inconfondibili: famose sono le lenticchie piccole e molto saporite.</p>
<p>L&#8217;isola, essendo di natura vulcanica, è prevalentemente formata da rocce laviche e tufi; famose sono le grotte  e  tra di esse le più visitate sono  la grotta azzurra e la grotta segreta o verde, chiamate così dai riflessi  che assume il mare al loro interno. Le coste sono caratterizzate anche da faraglioni: tra i più conosciuti lo <strong>scoglio  colombaro</strong> in cui si è formata per l&#8217;erosione  marina una piccola piscina naturale.</p>
<p>Scavi effettuati  hanno portato alla luce tracce di vita risalenti al 1500 a.C. Due  sono i villaggi scoperti di cui uno risalirebbe al  terzo secolo a.C. Sulla <strong>collina della</strong> <strong>Falconiera</strong> è venuta alla luce una necropoli del IV secolo a.C.</p>
<p>Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani transitarono ed abitarono l&#8217;isola e da un racconto di <strong>Diodoro Siculo</strong> sappiamo  che  ben 6000  Cartaginesi furono abbandonati nell&#8217;isola dai loro capi  a cui si erano ribellati e lì vi morirono di stenti. I naviganti da lontano potevano vederne biancheggiare le ossa, da  quì il nome <strong>Osteodes</strong> (ossario) il nome Ustica.</p>
<p>Anche <strong>Plinio</strong> racconta che l&#8217;isola era abitata e sono state trovate  numerose tracce del periodo romano. La storia più recente dell&#8217;isola racconta che fu abbandonata nel XIV secolo, periodo delle incursioni dei pirati saraceni. L&#8217;isola, essendo priva di  difese e di acque sorgive, stentò ad essere riabitata. I <strong>Borboni</strong> finalmente fortificarono l&#8217;isola nel 1763 e dopo varie vicissitudini <strong>Ustica</strong> venne ripopolata.</p>
<p>L&#8217;isola di <strong>Ustica</strong> oggi è meta di turismo  di tutti i tipi. Esistono molte strutture ricettive e negli ultimi decenni sono state costruite molte case di  vacanza utilizzate sopratutto nel periodo estivo. Anche i diportisti fanno tappa nell&#8217;isola e ne esplorano le coste ed i fondali.</p>
<p>Ustica si raggiunge con l&#8217;aliscafo e con la nave  da Palermo ed è spesso luogo di incontri internazionali degli amanti del mare e della pesca subacquea.</p>
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		<title>L’ISOLA BELLA di TAORMINA</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Isola Bella di Taormina
L&#8217;Isola Bella è il famosissimo e suggestivo isolotto, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, che si trova a pochi metri dalla spiaggia di Taormina. Una sottile striscia di sabbia la collega alla terra ferma e pertanto  la si può  raggiunge  agevolmente a piedi percorrendo  questa  bretella naturale che affiora e scompare secondo i capricci delle correnti  e delle maree.
L&#8217;isolotto venne donato nel 1806 da Ferdinando I di Borbone a Pancrazio Ciprioti sindaco di Taormina. Fu acquistata nel 1890 da Lady Florence Trevelyan, nipote della Regina Vittoria e moglie del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Isola Bella di Taormina</strong></p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/01/isola-bella-taormina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13329" title="isola bella taormina" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/01/isola-bella-taormina.jpg" alt="" width="420" height="280" /></a>L&#8217;Isola Bella è il famosissimo e suggestivo isolotto, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, che si trova a pochi metri dalla spiaggia di Taormina. Una sottile striscia di sabbia la collega alla terra ferma e pertanto  la si può  raggiunge  agevolmente a piedi percorrendo  questa  bretella naturale che affiora e scompare secondo i capricci delle correnti  e delle maree.</p>
<p>L&#8217;isolotto venne donato nel 1806 da <strong>Ferdinando I di Borbone</strong> a <strong>Pancrazio Ciprioti </strong>sindaco di Taormina. Fu acquistata nel 1890 da Lady <a title="Florence Trevelyan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Florence_Trevelyan">Florence Trevelyan</a>, nipote della Regina <a title="Vittoria del Regno Unito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittoria_del_Regno_Unito">Vittoria</a> e moglie del filantropo sindaco di Taormina prof. <a title="Salvatore Cacciola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Cacciola">Salvatore Cacciola</a> che la valorizzò costruendovi una pittoresca casetta e piantumandovi rare essenze pregiate; poi andò in eredità all&#8217;unico nipote maschio avv.<a title="Cesare Acrosso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Acrosso">Cesare Acrosso</a>.</p>
<p>Nel 1954 fu acquistata dai fratelli Busurgi, che vi realizzarono una splendida residenza con una minuscola piscina camuffata fra rocce e piantagioni.</p>
<p>Nel 1984, su sollecitazione del Comune di Taormina, l&#8217;Assessorato regionale dei Beni Culturali dichiarò l&#8217;Isola Bella un monumento d&#8217;interesse storico artistico di particolare pregio in quanto: <em>&#8220;esempio isolato di unicum come valore naturalistico, storico e culturale&#8221;</em>, sottoponendola a vincoli di tutela. Il decreto considerava l&#8217;isola come un &#8220;<a title="Monumento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monumento">monumento</a> naturale&#8221;.</p>
<p>Nel 1990 l&#8217;isola fu messa all&#8217;asta e acquistata dall&#8217;Assessorato dei Beni Culturali. Nel 1998 fu istituita <a title="Riserva naturale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale">riserva naturale</a>, gestita dal <a title="WWF" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WWF">WWF</a> e di recente passata in gestione alla <a title="Provincia di Messina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Messina">Provincia di Messina</a>.</p>
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		<title>Mazara del Vallo, non solo pesce</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La città si trova sulla foce  del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui  è  molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna  è dovuta inoltre alla  posizione geografica  che  l&#8217;ha resa ponte naturale  tra Africa ed Europa avvicinando  virtualmente le due sponde separate dal mare Mediterraneo. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci  dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara-del-vallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15653" title="mazara-del-vallo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara-del-vallo.jpg" alt="" width="483" height="350" /></a>La città si trova sulla foce  del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui  è  molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna  è dovuta inoltre alla  posizione geografica  che  l&#8217;ha resa ponte naturale  tra Africa ed Europa avvicinando  virtualmente le due sponde separate dal mare <strong>Mediterraneo</strong>. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci  dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno dei più significativi centri italiani per la pesca d’altura, ne fa anche un polo multi-etnico in cui genti e culture diverse hanno saputo trovare la via dell’integrazione.</p>
<p>Vanto della città è la statua bronzea del <strong>Satiro Danzante</strong>. Questa statua, impareggiabile  per la sua bellezza ,è stata recuperata nel 1998 da alcuni pescatori del luogo  che l&#8217;hanno trovata impigliata nelle reti durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia.  Una visita alla città parte sicuramente da piazza del Repubblica:<span id="more-15652"></span>Questa piazza, il cui impianto risale al cinquecento, è circondata da diversi palazzi del XVIII sec.  Al suo centro è collocata la statua  di <strong>San Vito, </strong>patrono della città,  opera del <strong>Marabitti</strong>. Su di essa si affacciano anche il Palazzo Vescovile con cortile e loggiato, ed il<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara_arconormanno.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-15654" title="mazara_arconormanno" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara_arconormanno.jpg" alt="" width="498" height="370" /></a> Seminario dei Chierici, in cui due ordini di archi a tutto sesto creano il portico e  il loggiato.</p>
<p>In epoca Normanna venne istituito il vescovado di <strong>Mazara</strong> e venne anche costruita l’imponente Cattedrale. L’aspetto attuale di questa è tuttavia diverso da quello originario di cui rimangono solo le mura del transetto e l’abside. Il resto venne rimaneggiato in epoca barocca e ne conserva ancora l&#8217;impronta. L’interno diviso in tre navate, conserva numerose opere d’arte. Tra queste, il <strong>gruppo della Trasfigurazione:</strong> opera cinquecentesca di <strong>Antonello Gagini</strong>. Al periodo <strong>Normanno</strong> risale anche l’elegante chiesa di<strong> S. Niccolò Regale </strong>a pianta quadrata con cupola centrale e coronamento a merli stondati, secondo i canoni dell’architettura dell’epoca. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/MAZA_01_STATSVIT_001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15655" title="MAZA_01_STATSVIT_001" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/MAZA_01_STATSVIT_001.jpg" alt="" width="432" height="650" /></a>All’interno sono stati ritrovati dei mosaici paleocristiani.</p>
<p>Passeggiando  per la città si possono  scoprire altre meraviglie di epoca barocca, come le chiese di <strong>Santa Veneranda</strong>, <strong>San Francesco</strong> e <strong>San Michele</strong>, dove le monache di clausura ancora oggi con le loro  mani virtuose producono i <em><strong>Muccuneddi, </strong></em>dolci tipici mazaresi ripieni di conserva di zucca. Non assaggiarli è un vero peccato mortale!  Una giornata a <strong>Mazara del Vallo</strong> può diventare una giornata ricca di piacevoli sorprese, quindi visitatela.</p>
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