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	<title>Blog Sicilia</title>
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	<description>Un Blog che racconta la Sicilia</description>
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		<title>MOBILITA&#8217; ALLA SICILIANA CON MANDARIN SICILIA</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 20:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la copertura a banda larga con la rete WiMax, adesso Mandarin Sicilia è pronta a lanciare i collegamenti con le chiavette Usb. I primi test stanno dando risultati incoraggianti e se si proseguirà su questa strada il nuovo prodotto sarà pronto per essere immesso sul mercato all’inizio del 2011. “Il passo successivo all’espansione della nostra copertura in Sicilia è la mobilita piena tramite il WiMax -promette Vincenzo De Caro, amministratore delegato di Mandarin. Ma sarà un nuovo concetto di mobilità rispetto a quello a cui sono stati abituati gli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/mandarin.png"><img class="alignleft size-full wp-image-14820" title="mandarin" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/mandarin.png" alt="" width="484" height="194" /></a>Dopo la copertura a banda larga con la rete <strong>WiMax</strong>, adesso <strong>Mandarin Sicilia</strong> è pronta a lanciare i collegamenti con le chiavette Usb. I primi test stanno dando risultati incoraggianti e se si proseguirà su questa strada il nuovo prodotto sarà pronto per essere immesso sul mercato all’inizio del 2011. <em>“Il passo successivo all’espansione della nostra copertura <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/n364465776248_324.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-14821" title="n364465776248_324" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/n364465776248_324.jpg" alt="" width="190" height="400" /></a>in Sicilia è la mobilita piena tramite il WiMax -</em>promette <strong>Vincenzo De Caro</strong>, amministratore delegato di Mandarin<em>. Ma sarà un nuovo concetto di mobilità rispetto a quello a cui sono stati abituati gli utenti in questi ultimi anni. Più stabile, più sicura e molto, molto più veloce. Con gli ultimi modelli sono migliorate le caratteristiche delle chiavette Usb WiMax. Ne abbiamo approfittato per avviare una sperimentazione che ha già dato i primi ben auguranti risultati. Stiamo condividendo questo percorso preliminare con altri operatori WiMax nazionali -conclude De Caro- e prestissimo il WiMax porterà benefici fino a ieri inimmaginabili in moltissime aree del nostro Paese”</em>. <span id="more-14819"></span>L’obiettivo di questa seconda fase di Mandarin Sicilia (unico gestore interamente siciliano della rete WiMax, costituita dal <strong>Gruppo Franza</strong> di <strong>Messina</strong>, socio di maggioranza, e dalle imprese catanesi<strong> Temix</strong>, <strong>Korec</strong> e <strong>Medianet</strong>) è quello di offrire un accesso veloce a internet anche in mobilità. La velocità reale media è di 5-6 megabit al secondo rispetto ai 7 dichiarati dalle offerte degli altri operatori: un valore triplo rispetto a quello reale testato dagli utenti con le chiavette dei gestori mobili. Fatto questo, evidenziato anche da numerosi test indipendenti tra i quali anche SosTariffe.it e Between.<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/wimax.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-14822" title="wimax" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/09/wimax.gif" alt="" width="140" height="87" /></a></p>
<p><strong>Mandarin Wimax Sicilia S.p.A<br />
</strong> Via Anzalone 12<br />
95024 &#8211; Acireale (CT)<br />
tel. +39 095 7672282 Fax: +39 095 7513442</p>
<p>E-mail:     <a href="mailto:info@mandarin.it">info@mandarin.it</a><br />
Numero verde:<strong> 800 198 019</strong><br />
(Numero disponibile solo per contatti commerciali)</p>
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		<title>“Cacio all’argentiera” Sapori di casa.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 14:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[sapori]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordi d&#8217;infanzia
Era meravigliosamente inebriante quando alla sera, io ancora intento nei miei studi, sentivo provenire dalla cucina di mamma un intenso profumo di aglio misto ad aceto che diffondendosi per la casa, dava il via ai nostri appetiti da bambini che fino a quel momento al contrario lo studio aveva chiuso.
A casa di mia madre per questa ricetta si utilizzava il Canestrato siciliano (formaggio pecorino stagionato molto piccante). Il formaggio veniva tagliato a fette di circa 5-6 centimetri di lato e spesso mezzo centimetro. Esse venivano fritte e fuoco basso ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/cacio-22.jpg"><img class="size-full wp-image-8520 alignleft" title="cacio-22" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/cacio-22.jpg" alt="" /></a>Ricordi d&#8217;infanzia</h3>
<p>Era meravigliosamente inebriante quando alla sera, io ancora intento nei miei studi, sentivo provenire dalla cucina di mamma un intenso profumo di aglio misto ad aceto che diffondendosi per la casa, dava il via ai nostri appetiti da bambini che fino a quel momento al contrario lo studio aveva chiuso.<span id="more-8515"></span></p>
<p>A casa di mia madre per questa ricetta si utilizzava il <strong>Canestrato siciliano</strong> (formaggio pecorino stagionato <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/formaggi20a20pila2.jpg"><img class="size-full wp-image-8592 alignleft" title="formaggi20a20pila2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/formaggi20a20pila2.jpg" alt="" /></a>molto piccante). Il formaggio veniva tagliato a fette di circa 5-6 centimetri di lato e spesso mezzo centimetro. Esse venivano fritte e fuoco basso nell&#8217;olio, nel quale erano stati preventivamente imbionditi 2 spicchi d&#8217;aglio. Quando il formaggio si ammorbidiva per il calore, venivano irrorate da qualche cucchiaiata di aceto bianco e aromatizzate con una spolverata di origano.<br />
Ulteriore breve cottura e poi nel piatto per l&#8217;immediato consumo.<br />
Per me questo è uno dei sapori veri di casa.  Siciliani o del Continente provatelo e poi ditemi cosa ne pensate. Buon Appetito. Vostro RAISI.</p>
<p>P.s.: c&#8217;è chi usa il caciocavallo, ma il risultato molto piccante, non è certamente quello originale di altri tempi.</p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/caciocavallo-allargentiera1.jpg"><img class="size-full wp-image-8521 alignright" title="caciocavallo-allargentiera1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/caciocavallo-allargentiera1.jpg" alt="" width="390" height="231" /></a></p>
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		<title>La politica siciliana e la storia dei carciofi</title>
		<link>http://www.blogsicilia.eu/la-politica-siciliana-e-la-storia-dei-carciofi/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[
All&#8217;inizio degli anni &#8217;80 fui invitato ad una riunione nella quale doveva essere presentato il nuovo responsabile del Partito Comunista Italiano per l&#8217;area delle Madonie.
Come sede fu scelta la sede di un&#8217;associazione di artigiani.
L&#8217;economia del paese poggiava in prevalenza sulla coltivazione del carciofo.
L&#8217;introduzione del responsabile locale dell&#8217;associazione e gli interventi successivi ruotarono tutti attorno alla crisi che colpiva il settore. Non è detto in effetti che la crisi ci fosse davvero in quanto in Sicilia, e forse non solo in Sicilia, gli agricoltori si lamentano sempre.
La discussione andava avanti con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://farm4.static.flickr.com/3283/2976363310_1d6a9d27ef_m.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3283/2976363310_1d6a9d27ef_m.jpg" alt="" width="229" height="240" /></a></h3>
<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;80 fui invitato ad una riunione nella quale doveva essere presentato il nuovo responsabile del Partito Comunista Italiano per l&#8217;area delle Madonie.</p>
<p>Come sede fu scelta la sede di un&#8217;associazione di artigiani.</p>
<p>L&#8217;economia del paese poggiava in prevalenza sulla coltivazione del carciofo.</p>
<p>L&#8217;introduzione del responsabile locale dell&#8217;associazione e gli interventi successivi ruotarono tutti attorno alla crisi che colpiva il settore. Non è detto in effetti che la crisi ci fosse davvero in quanto in Sicilia, e forse non solo in Sicilia, gli agricoltori si lamentano sempre.</p>
<p>La discussione andava avanti con il predestinato a rappresentare il PCI che dimostrava sempre più segni di insofferenza.</p>
<p>Quando per lui la misura fu colma, sbottò: &#8220;Compagni, io sono venuto per parlare di politica, non di carciofi&#8221;.</p>
<p>Ho voluto ricordare questo episodio perchè proprio in quel periodo cominciavano a manifestarsi con chiarezza i segni del distacco della politica dai biosgni della gente. Una vera mutazione che invertiva il processo &#8220;dai carciofi alla politica&#8221; nel processo &#8220;dalla politica ai carciofi&#8221;. La politica tendeva a diventare una categoria autonoma e indipendente dai bisogni della gente. Si spegneva la capacità di ascolto.<span id="more-7213"></span></p>
<p>Quel processo purtroppo ancora non si è arrestato. La disaffezione per la politica è cresciuta e ne stiamo pagando un prezzo molto alto.</p>
<p>Che le nuove generazioni riportino la politica al servizio del cittadino e non com&#8217;è adesso, i cittadini al servizio della politica.</p>
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		<title>Grande Cretto – Burri – Gibellina</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 11:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento sisma, di magnitudo 6.0 Richter e con effetti all&#8217;epicentro del IX° Mercalli, colpisce una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Tra i quattordici centri colpiti alcuni risultano completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago&#8230;, troppe voci, tutte in una notte, si alzarono verso il cielo, ma le cronache dei fatti dell&#8217;Abruzzo ci possono dare un chiaro esempio di quello che è successo quella notte. Il sindaco di Gibellina di allora, Ludovico ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10267" title="5232824" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/08/52328243.jpg" alt="5232824" /></p>
<p>Nella notte tra il <strong>14</strong> e il <strong>15 gennaio 1968</strong> un violento sisma, di magnitudo 6.0 Richter e con effetti all&#8217;epicentro del IX° Mercalli, colpisce una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Tra i quattordici centri colpiti alcuni risultano completamente distrutti: <strong>Gibellina</strong>, Poggioreale, Salaparuta, Montevago&#8230;, troppe voci, tutte in una notte, si alzarono verso il cielo, ma le cronache dei fatti dell&#8217;Abruzzo ci possono dare un chiaro esempio di quello che è successo quella notte. Il sindaco di Gibellina di allora, <strong>Ludovico Corrao</strong>, oltre a chiedere per i suoi cittadini tutto quello che necessitavano, chiamò a raccolta <strong>Pietro Consagra</strong>, <strong>Carlo Accardi</strong>, <strong>Arnaldo Pomodoro</strong>, <strong>Mimmo Paladino</strong>, <strong>Vittorio Gregotti</strong> e tanti altri&#8230;, chiamò a raccolta L&#8217;ARTE per combattere il senso di morte che si respirava nella sua città. Sicuramente bene Ludovico Corrao aveva imparato la lezione dalla storia, di come un medesimo cataclisma nel 1693 mortifico la Val di Noto, e  di come dalle ceneri di città, risorse attraverso l&#8217;arte la vita in quel Tardo-Barocco dichiarato dall&#8217;Unesco patrimonio dell&#8217;umanità. Fu chiamato anche <strong>Alberto Burri</strong>, ma solo lui non volle che la sua opera fosse realizzata nella nuova città che si andava definendo.<span id="more-10251"></span> Racconta Burri: <em>&#8220;Andammo a Gibellina con l’architetto Zanmatti, il quale era stato incaricato dal sindaco di occuparsi della cosa. Quando andai a visitare il posto, in Sicilia, il paese nuovo era stato quasi ultimato ed era pieno di opere. Qui non ci faccio niente di sicuro, dissi subito,… andiamo a vedere dove sorgeva il vecchio paese. Era quasi a venti chilometri. Una stradina tortuosa, bruciata dal sole, si snoda verso l’interno del trapanese fino a condurci, dopo chilometri di desolata assenza umana, ad un cumulo di ruderi&#8230;, Ne rimasi veramente colpito. <img class="alignright size-full wp-image-10268" title="cretto" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/08/cretto1.jpg" alt="cretto" width="560" height="277" />Mi veniva quasi da piangere…e subito mi venne l’idea: ecco, io qui sento che potrei fare qualcosa. Io farei così: compattiamo le macerie che tanto sono un problema per tutti, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso <strong>CRETTO BIANCO</strong>, così che resti – perenne ricordo – di quest’avvenimento. Ecco fatto!”</em>.<br />
Burri trasformò la distesa di rovine in un immensa tomba. Lo si vede da lontano sulla strada: si rimane sgomenti quando si arriva a Gibellina vecchia, si scorge come un sudario, candido, abbacinante, gettato sul pendio della montagna.<img class="alignleft size-full wp-image-10270" title="24058433" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/08/240584332.jpg" alt="24058433" /> Occupa parecchi ettari, ed è la più vasta scultura contemporanea al mondo. Lasciatemi dire, è più che una scultura: “è un paesaggio scolpito”. L&#8217;unico luogo in cui Alberto Burri senti la necessità di creare qualcosa fu proprio lo stesso luogo in cui le forze violente delle terra avevano sentito la necessità di sprigionarsi. Entrando nel suo ventre le macerie compattate stanno sotto uno strato di cemento imbiancato a calce dello spessore di un metro e mezzo, creano in questo monumento che non ha eguali, trincee sinuose, che rispettano l&#8217;antico tracciato delle vie e degli incroci. Sembra di sentirli ancora, i pianti di migliaia di cortei funebri, tra le pareti lisce, fredde, immacolate del cretto.<br />
Sulle rovine del vecchio comune di Gibellina sorge oggi il «<strong>Grande Cretto</strong>» di Alberto Burri, realizzato tra il 1985 e il 1989, uno dei rari esempi di Land Art in Italia.<br />
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		<title>Pantelleria, la figlia del vento</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 10:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
				<category><![CDATA[foto]]></category>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;isola di Pantelleria si trova a 70 km dall&#8217;Africa ed a 85 km dalla Sicilia. Ha coste prevalentemente rocciose ed un&#8217;altura &#8211; &#8220;Montagna Grande&#8220;- che si eleva fino a 863 metri sul livello del mare. Pantelleria fa parte della provincia di Trapani con cui è collegata sia via mare che via aerea. Pantelleria infatti possiede un aeroporto che la collega all&#8217;Italia continentale con voli di linea.
Il nome Pantelleria deriva dall&#8217;arabo (Bent-el Rhia) che vuol dire figlia del vento: infatti sono numerosi i venti che soffiano durante tutto l&#8217;anno, essi rendono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/07/Pantelleria_Costa.jpg"><img class="size-full wp-image-14638 alignnone" title="Pantelleria_Costa" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/07/Pantelleria_Costa.jpg" alt="" width="640" height="317" /></a></p>
<p>L&#8217;isola di <strong>Pantelleria</strong> si trova a 70 km dall&#8217;Africa ed a 85 km dalla Sicilia. Ha coste prevalentemente rocciose ed un&#8217;altura &#8211; &#8220;<strong>Montagna Grande</strong>&#8220;- che si eleva fino a 863 metri sul livello del mare. Pantelleria fa parte della provincia di <strong>Trapani</strong> con cui è collegata sia via mare che via aerea. <strong>Pantelleria</strong> infatti possiede un aeroporto che la collega all&#8217;Italia continentale con voli di linea.</p>
<p>Il nome Pantelleria deriva dall&#8217;arabo <em>(<strong>Bent</strong></em><strong>-el Rhia</strong>) che vuol dire <strong>figlia del vento</strong>: infatti sono numerosi i venti che soffiano durante tutto l&#8217;anno, essi rendono il clima più mite, ma tengono lontane le nuvole e quindi le piogge, provocando una forte siccità. La natura del suolo è <strong>vulcanica</strong>: le colate laviche hanno formato rocce molto caratteristiche, <strong>calette</strong> e <strong>faraglioni</strong> suggestivi che uniti alle opere dell&#8217;uomo fanno di Pantelleria un contesto unico caraterizzato da giardini strappati alle rocce con l&#8217;aiuto di muri a secco e costruzioni tipiche come i <strong>dammusi</strong>. Sono presenti sorgenti di acqua calda, molto apprezzate dai turisti, che testimoniano una latente attività vulcanica.</p>
<p>La storia dell&#8217;isola risale almeno a 5000 anni fa, quando veniva visitata per l&#8217;estrazione ed esportazione dell&#8217;ossidiana che era molto utilizzata per costuire utensili affilati. A <strong>Mursia</strong> sono presenti tracce di insediamenti dell&#8217;Età del bronzo e sono state messe alla luce anche tracce di fabbricati e cisterne di origine punica. I <strong>Romani</strong> occuparono l&#8217;isola e nel periodo imperiale ne fecero luogo di esilio. La storia antica più recente risale agli <strong>arabi</strong> ( 700 d.C.) che sterminarono la popolazione Cristiana e diedero all&#8217;isola il nome che ha oggi. Nel 1123 i <strong>Normanni</strong> conquistarono l&#8217;isola e nel 1311 divenne <strong>principato Aragonese</strong> fino a 1500 quando i temutissimi <strong>Turchi</strong> la conquistarono con un&#8217;azione di estrema ferocia.<span id="more-9645"></span></p>
<p>Per la sua posizione geografica <strong>Pantelleria</strong> è stata anche molto importante per i traffici commerciali. Oggi è meta di turismo internazionale e personaggi molto noti ne hanno fatto la loro residenza estiva. E&#8217; possibile incontrarli a passeggio nell&#8217;isola insieme ad altre celebrità scesi a terra dalle loro lussuose imbarcazioni in transito nel Mediterraneo.</p>
<p>L&#8217;economia, oltre che sul <strong>turismo</strong>, è basata sulla coltivazione dello <strong>zibibbo</strong>: un&#8217;uva dolcissima da cui si ricavano vini pregiati cone il <strong>Moscato</strong> e il <strong>Passito di Pantelleria</strong>. Il <strong>cappero</strong>, frutto tipico dell&#8217;Isola, è un&#8217;altro prodotto molto apprezzato in tutto il mondo.<!--more--></p>
<p>Gli <strong>arabi</strong>, che hanno abitato lungamente Pantelleria, hanno lasciato moltissime tracce. Infatti quasi tutte le località dell&#8217;Isola hanno nomi che derivano dall&#8217;arabo. Tipiche le abitazioni rurali chiamate &#8220;<strong>dammusi</strong>&#8220;. Queste sono costruzioni cubiche con copertura a cupola strutturate per combattere il caldo afoso e sono molto apprezzate dai turisti che le affittano o acquistano e ristrutturano per soggiornarvi nei periodi estivi.</p>
<p>Pantelleria è molto conosciuta anche per la gastronomia: i ristoranti presenti nell&#8217;Isola sono famosi per le loro pietanze che prevedono l&#8217;utilizzo sapiente sia dei frutti del mare che di quelli della terra.<br />
Pantelleria ha dei posti davvero unici come lo scoglio detto dell&#8217;<strong>Elefante</strong>, il<strong> laghetto di Venere</strong>, grotte con acque calde in cui immergersi e coste frastagliate lambite da acque cristalline.<br />
Sono frequenti passaggi di delfini lungo le coste dell&#8217;isola, che con il loro caratteristico modo di solcare il mare, si avvicinano alle coste come ad offrire uno spettacolo unico a chi li osserva, sopratutto al tramonto quando la sera imminente rende l&#8217;atmosfera irreale.</p>
<p>Pantelleria è un&#8217;isola incredibile, <strong>selvaggia</strong> ed <strong>esclusiva</strong> al tempo stesso, capace di colpire il cuore e i sensi dei suoi visitatori, che spesso sentono il bisogno di tornare.</p>
<p>Guardando questo video possiamo immaginare di visitare l&#8217;isola, con le sue <strong>coste laviche</strong>, i suoi <strong>dammusi</strong> e i suoi celebri <strong>capperi</strong> e tanto altro.<!--more--></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="430" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jz5hvcea_FY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="430" src="http://www.youtube.com/v/Jz5hvcea_FY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Leonardo Sciascia, intellettuale contro la mafia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 17:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Una penna chiara e impietosa
Scrittore e saggista, nasce a Racalmuto il 1921- muore a Palermo nel 1989.
La crescente fama letteraria e un’intensa attività pubblicistica lo hanno trasformato ben presto da insegnante elementare a protagonista del dibattito ideologico e politico.
Leonardo Sciascia inizia la carriera politica come consigliere comunale di Palermo per il PCI (1975) e poi viene eletto deputato radicale al Parlamento nazionale (1979) e successivamente anche a quello europeo. La carriera letteraria comincia nel 1950 con un libretto, favole della dittatura, e prosegue con saggi vari e poesie fino ad ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Leonardo Sciascia un intellettuale contro la mafia frasi" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7c/Statua_sciascia.jpg/250px-Statua_sciascia.jpg" alt="" width="200" height="266" /></p>
<h3>Una penna chiara e impietosa</h3>
<p>Scrittore e saggista, nasce a Racalmuto il 1921- muore a Palermo nel 1989.<br />
La crescente fama letteraria e un’intensa attività pubblicistica lo hanno trasformato ben presto da insegnante elementare a protagonista del dibattito ideologico e politico.</p>
<p><strong>Leonardo Sciascia</strong> inizia la carriera politica come consigliere comunale di Palermo per il PCI (1975) e poi viene eletto deputato radicale al Parlamento nazionale (1979) e successivamente anche a quello europeo. La carriera letteraria comincia nel 1950 con un libretto, favole della dittatura, e prosegue con saggi vari e poesie fino ad approdare alla narrativa con Le parrocchie di Regalpietra (1956).</p>
<p>Da qui inizia la sua prolifica produzione letteraria fatta di racconti e romanzi spesso brevi centrati su temi di grande attualità e molto significativi. L’opera più nota <strong>“Il giorno della civetta”</strong> è del 1961 seguito dal <strong>“Consiglio d’Egitto“</strong> del 1963, <strong>“Morte dell‘ìnquisitore”</strong> del 1964. Con <strong>“A ciascuno il suo”</strong> del 1966 ritorna al romanzo siciliano sulla mafia e negli anni settanta e ottanta da le sue prove migliori con <strong>“Il contesto”</strong> e <strong>”Todo modo”</strong> optando per il genere narrativo del romanzo giallo a sfondo politico. Tutti gli interventi saggistici della sua opera confermano in Sciascia l’intellettuale più acuto e inquietante di quei decenni .<span id="more-7264"></span></p>
<p>Da alcune opere di Sciascia sono state tratte interpretazioni teatrali e soprattutto cinematografiche da parte di registi come Damiani, Petri, Rosi. Per altro sulla via e le opere di Leonardo Sciascia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Sciascia">clicca qui</a></p>
<p><b>Anteprima de &#8220;Il contesto&#8221; su Google Libri</b><br />
<iframe frameborder="0" scrolling="no" style="border:0px" src="http://books.google.it/books?id=gS5Bs44mu90C&#038;lpg=PA1&#038;dq=sciascia&#038;pg=PA1&#038;output=embed" width=650 height=1000></iframe></p>
<p>Per leggere stralci di altre opere di <strong>Leonardo Sciascia</strong> su <strong>Google libri</strong>, <a href="http://www.google.it/search?tbs=bks%3A1&amp;tbo=1&amp;q=sciascia&amp;btnG=Cerca+nei+libri">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Stromboli, l&#8217;isola vulcano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 10:08:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stromboli è l&#8217;isola piu settentrionale delle Eolie e si estende per 12,6 kmq.  Nonostante l&#8217;intensa attività vulcanica che l&#8217;ha sempre caretterizzata è abitata da tempo immemorabile. Infatti l&#8217;isola è un vulcano attivo che ha origine a  1700 metri di profondità dei fondali marini  ed emerge  926 metri  dal mare.
Negli anni trenta dello scorso secolo  la maggioranza degli abitanti emigrò in Australia ed America  sia per un&#8217;attività  vulcanica molto intensa e pericolosa  che rendeva  quindi invivibile l&#8217;isola, sia perchè  l&#8217;agricoltura, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/250px-Stromboli1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14290" title="250px-Stromboli1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/250px-Stromboli1.jpg" alt="" width="407" height="287" /></a>Stromboli</strong> è l&#8217;isola piu settentrionale delle <strong>Eolie</strong> e si estende per 12,6 kmq.  Nonostante l&#8217;intensa attività vulcanica che l&#8217;ha sempre caretterizzata è abitata da tempo immemorabile. Infatti l&#8217;isola è un vulcano attivo che ha origine a  1700 metri di profondità dei fondali marini  ed emerge  926 metri  dal mare.</p>
<p>Negli anni trenta dello scorso secolo  la maggioranza degli abitanti emigrò in Australia ed America  sia per un&#8217;attività  vulcanica molto intensa e pericolosa  che rendeva  quindi invivibile l&#8217;isola, sia perchè  l&#8217;agricoltura, che era la base della sua economia, era in crisi profonda.</p>
<p>Il regista <strong>Rossellini</strong> che la riportò all&#8217;attenzione  del pubblico col film del  1949 &#8220;Stromboli terra di Dio&#8221;.  Gli abitanti chiamano l&#8217;isola &#8220;Struognoli&#8221;  ed anche &#8220;Iddu&#8221; che in siciliano significa &#8220;Lui&#8221;: questo  secondo appellativo  fa capire  quanto forte sia sempre stato il timore  verso questa terra, dalla natura così imprevedibile, da attribuirle una natura quasi divina.<span id="more-14767"></span></p>
<p><strong>Stromboli</strong> in greco significa rotondo ed in effetti l&#8217;isola ha la forma di un cono: è  un <strong>vulcano</strong> tra i più attivi d&#8217;Europa . Le sue emissioni avvengono a ritmi molto serrati con boati e  lanci di lapilli ceneri e blocchi che raggiungono l&#8217;altezza di 120 metri. Periodicamente si verificano anche colate laviche che essendo confinate nella <strong>Sciara di Fuoco</strong> non sono un pericolo per gli abitanti. Il  vulcano di <strong>Stromboli</strong> si è formato  ben 160.000 anni fa e successivamente ha cambiato  morfologia in conseguenza ad aperture di nuovi crateri ed emisssioni laviche abbondanti.</p>
<p>Oggi <strong>Stromboli</strong> ha 400  abitanti e fa parte del comune di <strong>Lipari</strong>. I centri abitati sono <strong>San Vincenzo</strong> (borgo degli agricoltori) ,&#8221;<strong>Piscità</strong> &#8220;e &#8220;<strong>Ficogrande</strong> &#8220;(borgo dei pescatori). A sud -ovest accessibile solo dal mare c&#8217;e il villaggio di <strong>Ginostra</strong> molto visitato per la sua natura ancora incontaminata: infatti  vi si circola solo a dorso di mulo.</p>
<p>Come tutte le Isole <strong>Eolie</strong> <strong> Stromboli</strong> è raggiungibile col traghetto e con l&#8217;aliscafo. Il flusso turistico è la principale risorsa economica degli abitanti. Il turista sa di trovare un&#8217;ambiente particolare,  unico nel suo genere , dove sono possibili escursioni guidate sul vulcano . La vita notturna  è caratterizzata dalla mancanza di illuminazione stradale: una scelta che ne fa un&#8217;importante attrattiva turistica. Infatti il buio della notte è una cornice unica per le attività eruttive del <strong>vulcano</strong>. Sono possibili escursioni   notturne in barca verso  la movimentata <strong>Panarea</strong>, lo scoglio di <strong>Strombolicchio</strong> e <strong>Ginostra</strong>.</p>
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		<title>Quattro Canti di Palermo – Particolari</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 17:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Quattro Canti o Piazza Vigliena sono i quattro prospetti architettonici che rappresentano il cuore di Palermo, all&#8217;incrocio fra i due principali assi viari della città: la via Maqueda, a metà della sua lunghezza, e il Cassaro, la più antica strada di Palermo, anch&#8217;esso a metà del suo tragitto.
Si tratta di prospetti barocchi realizzati tra il 1609 e il 1620  e costituiti da quattro ordini, sormontati dagli stemmi reali, senatorio e viceregio scolpiti in marmo bianco e decorati secondo un principio di ascensione dalla Natura al Cielo.
Nell&#8217;ordine superiore sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4075/4890741721_1522c59abe.jpg" alt="" width="300" height="400" />I <strong>Quattro Canti</strong> o Piazza Vigliena sono i quattro prospetti architettonici che rappresentano il <strong>cuore</strong> di Palermo, all&#8217;incrocio fra i due principali assi viari della città: la <strong>via Maqueda</strong>, a metà della sua lunghezza, e il <strong>Cassaro</strong>, la più antica strada di Palermo, anch&#8217;esso a metà del suo tragitto.</p>
<p>Si tratta di prospetti barocchi realizzati tra il 1609 e il 1620  e costituiti da quattro ordini, sormontati dagli stemmi reali, senatorio e viceregio scolpiti in marmo bianco e decorati secondo un principio di ascensione dalla Natura al Cielo.</p>
<p>Nell&#8217;ordine superiore sono raffigurate le quattro sante palermitane, <strong>Agata</strong>, <strong>Ninfa</strong>, <strong>Oliva</strong> e <strong>Cristina</strong>, patrone della città prima dell&#8217;avvento di <strong>Santa Rosalia</strong>. L&#8217;ordine inferiore, in stile ionico, ospita le statue di <strong>Carlo V</strong>, <strong>Filippo II</strong>, <strong>Filippo III</strong> e <strong>Filippo IV</strong>. Un ordine in stile dorico decorato dalle stagioni (rappresentate da <strong>Eolo</strong>, <strong>Venere</strong>, <strong>Cerere</strong> e <strong>Bacco</strong>) sovrasta infine il piano inferiore dalle fontane, che rappresentano i quattro fiumi della città antica: <strong>Oreto</strong>, <strong>Kemonia</strong>, <strong>Pannaria</strong> e <strong>Papireto</strong>.</p>
<p>Nelle foto che seguono alcuni particolari delle quattro fontane, così come appaiono a chi vi passa davanti. Quattro facce che esprimono emozioni molto diverse tra loro.<span id="more-14745"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="450" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F28891199%40N05%2Fsets%2F72157624723288880%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F28891199%40N05%2Fsets%2F72157624723288880%2F&amp;set_id=72157624723288880&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="450" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F28891199%40N05%2Fsets%2F72157624723288880%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F28891199%40N05%2Fsets%2F72157624723288880%2F&amp;set_id=72157624723288880&amp;jump_to="></embed></object></p>
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		<title>Sagra della Spiga a Gangi (PA) – 8 Agosto 2010</title>
		<link>http://www.blogsicilia.eu/sagra-della-spiga-a-gangi-pa-8-agosto-2010/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 16:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come  ogni anno, la località madonita mette in scena una sfilata che si snoda  lungo le strade cittadine, coniugando tradizioni popolari legate alla  terra e rappresentazioni dal sapore antico, con il ricorso di decine di  figuranti vestiti in maschera. Foto di Rino Liguoro

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come  ogni anno, la località madonita mette in scena una sfilata che si snoda  lungo le strade cittadine, coniugando tradizioni popolari legate alla  terra e rappresentazioni dal sapore antico, con il ricorso di decine di  figuranti vestiti in maschera. Foto di Rino Liguoro</p>
<p><object width="600" height="400"><param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=en-us&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F24086635%40N04%2Fsets%2F72157624583957337%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F24086635%40N04%2Fsets%2F72157624583957337%2F&#038;set_id=72157624583957337&#038;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=en-us&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F24086635%40N04%2Fsets%2F72157624583957337%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F24086635%40N04%2Fsets%2F72157624583957337%2F&#038;set_id=72157624583957337&#038;jump_to=" width="600" height="400"></embed></object></p>
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		<title>Ustica, paradiso non solo dei sub</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 16:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Memory</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ustica è un&#8217;isola molto conosciuta sopratutto per la riserva marina, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.
L&#8217;isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese  ma ci sono anche comode cale per chi vuole un mare più accessibile.
L&#8217;isola è a 36 miglia a nord-nordovest di Palermo e nelle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/ustica-cala.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8617" title="ustica-cala" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/ustica-cala.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Ustica</strong> è un&#8217;isola molto conosciuta sopratutto per la <strong>riserva marina</strong>, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.</p>
<p>L&#8217;isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese  ma ci sono anche comode cale per chi vuole un mare più accessibile.</p>
<p>L&#8217;isola è a 36 miglia a nord-nordovest di <strong>Palermo</strong> e nelle giornate più serene è possibile  vederne all&#8217;orizzonte il profilo caretteristico a tartaruga.</p>
<p>La <strong>riserva</strong> nacque dall&#8217;esigenza di salvaguardare un <strong>habitat marino</strong> molto bello ed incontaminato che ancora oggi è il fiore all&#8217;occhiello del mare <strong>Tirreno</strong>. Il fondale che circonda l&#8217;isola è molto tormentato con caverne lunghe e tortuose e secche improvvise che ospitano una varietà estrema di pesci e crostacei; sono presenti anche alghe rarissime tra cui la <strong>Laminaria</strong>. Ustica va scoperta abitandoci e vivendone il mare, unico nel suo genere. I pesci della riserva si fanno avvicinare  e toccare dall&#8217;uomo.<span id="more-14729"></span></p>
<p>Il turismo è la risorsa principale degli abitanti, ma anche la pesca e sopratutto l&#8217;agricoltura sono molto praticate. I terreni, di natura vulcanica sono  molto fertili  e pertanto consentono di produrre prodotti dalle caratteristiche inconfondibili: famose sono le lenticchie piccole e molto saporite.</p>
<p>L&#8217;isola, essendo di natura vulcanica, è prevalentemente formata da rocce laviche e tufi; famose sono le grotte  e  tra di esse le più visitate sono  la grotta azzurra e la grotta segreta, o verde, chiamate così dai riflessi  che assume il mare al loro interno. Le coste sono caratterizzate anche da faraglioni: tra i più conosciuti lo <strong>scoglio  colombaro</strong> in cui si è formata per l&#8217;erosione  marina una piccola piscina naturale.</p>
<p>Scavi effettuati  hanno portato alla luce tracce di vita risalenti al 1500 a.C. Due  sono i villaggi scoperti di cui uno risalirebbe al  terzo secolo a.C. Sulla <strong>collina della</strong> <strong>Falconiera</strong> è venuta alla luce una necropoli del IV secolo a.C.</p>
<p>Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani transitarono ed abitarono l&#8217;isola e da un racconto di <strong>Diodoro Siculo</strong> sappiamo  che  ben 6000  Cartaginesi furono abbandonati nell&#8217;isola dai loro capi  a cui si erano ribellati e lì vi morirono di stenti. I naviganti da lontano potevano vederne biancheggiare le ossa, da  quì il nome <strong>Osteodes</strong> (ossario) il nome Ustica.</p>
<p>Anche <strong>Plinio</strong> racconta che l&#8217;isola era abitata e sono state trovate  numerose tracce del periodo romano. La storia più recente dell&#8217;isola racconta che fu abbandonata nel XIV secolo, periodo delle incursioni dei pirati saraceni. L&#8217;isola, essendo priva di  difese e di acque sorgive, stentò ad essere riabitata. I <strong>Borboni</strong> finalmente fortificarono l&#8217;isola nel 1763 e dopo varie vicissitudini <strong>Ustica</strong> venne ripopolata.</p>
<p>L&#8217;isola di <strong>Ustica</strong> oggi è meta di turismo  di tutti i tipi. Esistono molte strutture ricettive e negli ultimi decenni sono state costruite molte case di  vacanza utilizzate sopratutto nel periodo estivo. Anche i diportisti fanno tappa nell&#8217;isola e ne esplorano le coste ed i fondali.</p>
<p>Ustica si raggiunge con l&#8217;aliscafo e con la nave  da Palermo ed è spessissimo luogo di incontri internazionali degli amanti del mare e della pesca subacquea.</p>
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