Erice, perla siciliana
Erice è la meta ideale per le gite pomeridiane dei trapanesi che, dopo una mattinata al mare, vogliono godersi un pomeriggio fresco e rilassante.
Erice è anche la residenza estiva di una numerosa schiera di affezionati che vi si reca in vacanza, andando ad abitare le sue case caratteristiche, per i cortili fioriti e per l’architettura medievale.
I cortili, che sono dei patii privati in cui si svolgeva la vita di una volta, permettevano di vivere all’aperto senza essere visti dalla strada. Oggi invece gli abitanti preferiscono rinunziare alla privacy e tenere gli accessi aperti per mostrare a tutti la bellezza delle scalette e dei muretti in pietra viva ornati di piante rampicanti e vasi di fiori variopinti.
La meta principale di chi si reca ad Erice è il Balio, un giardino che circonda il castello e che offre ai visitatori l’occasione di passeggiare all’ombra, di incontrarsi con gli amici, di portare i bambini a respirare aria buona, a meno che non cali improvvisa la nebbia che spesso isola la cima dal resto del mondo. Dal Balio si vede Trapani, le saline, le isole Egadi che sembrano a un passo ed un mare che non si può descrivere quanto è bello soprattutto verso sera quando si appressa il tramonto ed il disco del sole all’orizzonte cala lentamente nel mare infuocato.
Erice è ricca di monumenti e di chiese bellissime. Su tutte spicca la matrice: sorge nella zona periferica del paese, è meta continua di turisti ma anche di cortei nuziali. Sono in molti infatti che scelgono di sposarsi in questa chiesa dall’architettura sobria e solenne allo stesso tempo.
Si arriva ad Erice per due strade panoramiche, da un lato si vede Trapani e le isole Egadi, dall’altra parte il monte Cofano maestoso: isolato tra terra e mare.
Erice è conosciuta anche per i dolci. Una volta i pasticcieri di Erice erano le monache di clausura del Convento San Carlo; confezionavano mustaccioli, genovesi con crema gialla, dolcini di mandorle ed altre squisitezze. Oggi le monache di clausura non ci sono più, ma le loro ricette sono rimaste e l’arte è stata proseguita da pasticcerie che insieme a ristoranti, gelaterie, pizzerie e negozi di tutti i generi accolgono i turisti che affollano il piccolo centro in ogni periodo dell’anno.
Molto visitati sono il castello medievale ed il castello di Venere dalla triste fama, poiché si racconta che la signora dell’epoca ricevesse i suoi amanti con grande fasto e poi ucciderli facendoli precipitare in un trabocchetto.
Per la Pasqua ci sono i Misteri: una processione che ricorda la passione di Gesù. La cera che cola dai carri si spande sul basolato delle stradine medievali che diventano scivolose. Bisogna quindi stare molto attenti quando si cammina in quelle strade di un lindore straordinario tale da far dimenticare di essere in un paese mediterraneo.
Erice è bella e, piena di storia e, visitarla in primavera o d’inverno, quando c’è poca gente, è un privilegio. L’aria resa salubre dalle fitte pinete che la circondano dà la carica: forse per questo che molte coppie vi si recano a cercare tranquillità, e a scambiarsi frasi d’amore sedendosi agli estremi della famosa panchina degli innamorati all’ingresso sud del Balio.
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