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Javier Pastore – Sensazioni dal sapore argentino

By Gallito

Javier Pastore è il giovanissimo argentino del Palermo, appena vent’anni. Javier è un talento puro che si muove nel campo con una naturalezza emozionante. Qualcuno l’ha già paragonato a Kakà. Vederlo giocare in rosanero, col suo stile geniale e imprevedibile, mentre si va affermando come nuovo campione di livello mondiale che probabilmente continuerà la sua carriera nelle migliori squadre del mondo, è un’emozione unica.
La classe di Pastore fa amare il gioco del calcio, perchè ne esalta l’estetica e il divertimento. Molto spesso salta i suoi marcatori con grande naturalezza, dando l’impressione di divertirsi con loro in modo un pò irriverente.
Ecco Javier Pastore in un video su Youtube con alcune delle sue azioni, e siamo solo all’inizio..

Fiumara d’Arte: sculture all’aperto nei dintorni di Librino

By Gallito

Nasce il 21 marzo 2010, allequinozio di primavera, la Piramide-38°parallelo, opera che arricchisce il parco scultoreo più grande dEuropa: Fiumara darte. Ideata da Antonio Presti, la maestosa scultura è stata realizzata dallartista Mauro Staccioli.

Servizio di SkyTg24 sull’inaugurazione della Piramide – 38° parallelo

Pupari per tradizione. TEATROARTE-CUTICCHIO

By Raisi

Viva Palermo e Santa Rosalia – Cunto

By Gallito

Spettacolo “Viva Palermo e Santa Rosalia” di Ciprì&Maresco con Mimmo Cuticchio e Franco Scaldati. Musica di Salvatore Bonafede & Enrico Rava Bologna. Spettacolo del 30 maggio 2005

SICILIAN OPENING Salvatore Bonafede Trio

By Gallito

Video sul canale youtube di JazzEyes records del nuovo disco del musicista palermitano Salvatore Bonafede “Sicilian Opening”.

Pianista e compositore Salvatore Bonafede torna con un trio, con Marcello Pellitteri (batteria) e Marco Panascia (elettrico e contrabbasso). Il Salvatore Bonafede Trio prende melodie mediterranee immerse nei colori agrodolci della loro sicilia e li presenta al pubblico mondiale del jazz. Il suo nuovo album Sicilian Opening è originale e caratterizzato da belle linee melodiche e un suono evocativo. Con questo album Bonafede si afferma come uno tra i più interessanti musicisti e brillanti compositori per pianoforte sulla scena attuale.

Sito web di Salvatore Bonafede: http://salvatorebonafede.com

Noi che…ascoltavamo ARIA di Marcella Bella

By Raisi

MARCELLA BELLA AIRENoi che…ragazzini degli anni ottanta cantavamo ARIA di Marcella Bella, e non capivamo il perché le nostre nonne, con rosario alla mano, ci dicevano: STI RAGAZZI D’AVANNO NUN HANNU RUSSURU NTE FACCI?, SU SEMPRI CHIU’ VASTASI E SVERGOGNATI.
AHHH…povera nonna, solo oggi comprendo che intonando ingenuamente “Spero solo che non bussi un uomo adesso / mi comporterei come non vorrei / la mia mente è chiara, ma a volte è più forte il sesso / la mia gatta è ancora lì, non parla ma dice sì…”, come potevi sentirti.
Tempo che fù. La cosa che più mi lascia sgomento e pensare alla gatta che comprendendo tutto dice di si !!!! Lascio a voi altri commenti, nel frattempo godiamoci la canzone, della nostra beniamina catanese Marcella; da uno stralcio di SuperFlash.

P.S: il balletto è da urlo…credetemi… (continua…)

Mi votu e m’arrivotu, Consoli & Venuti

By Raisi

Canzone d’amore stuggente, “Mi votu e m’arrivotu“, interpretata da tanti artisti isolani, prima fra tutti Rosa Balistreri che ne restituisce una sublime interpretazione. Anche altri si sono cimentati, una ammaliante Ornella Vanoni  nel concerto di Catania Tributo a Rosa. Vi proponiamo la versione che in Rai ci hanno regalato Mario Venuti e Carmen Consoli.

(continua…)

Carmen Consoli omaggia Rosa Balisteri

By Raisi

Carmen Consoli all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco canta “ROSA CANTA E CUNTA” cover di Rosa Balistreri – settembre 2008

Sicilia Occidentale, un piccolo promemoria

By Raisi

Un piccolo promemoria sui luoghi più belli e affascinanti della città di Palermo e della Sicilia Occidentale, anche se qualche piccolo appunto sull’oriente dell’isola non manca.  Nel riproporvelo, ringraziamo Giorgio Cannizaro per questo semplice ma prezioso elenco.

La Baronessa di Carini, sigla del 1975

By Raisi

Baronessa_di_CariniSolo il ricordo resta di quello che erano un tempo gli sceneggiati televisivi; vere opere d’arte a cui la Rai dava molto spazio e dove la qualità era evidente, sia nella scelta del cast di attori, che in tutto il resto della produzione. Non sono nato in quell’epoca, ma per fortuna oggi i modi per recuperare questi gioielli della televisione pubblica non sono difficili. Tutt’altro si può dire di quello che oggi prende il nome di Fiction. Negli sceneggiati financo la sigla era di altissima qualità, quella che vi propongo ha un cantante d’eccezione. L’amaro caso della baronessa di Carini è uno sceneggiato tv del 1975, diretto da Daniele D’Anza e scritto da Daniele D’Anza e Lucio Mandarà, ebbe un tale successo che solo quando il nome di Carini viene menzionato, tutti ricordano di averlo visto, certo risulta più frequente nelle persone meno giovani. Lo sceneggiato si ispira ad una ballata popolare siciliana che narra di un delitto avvenuto nel ’500: il 4 dicembre 1563 la baronessa di Carini, Donna Laura Lanza, moglie di Don Vincenzo La Grua – Talamanca, venne uccisa per motivi di onore dal padre, Don Cesare Lanza. La Ballata di Carini, su testo tratto da una delle innumerevoli versioni del poemetto anonimo giunte fino a noi, è musicata da Romolo Grano e cantata, in lingua siciliana, da un giovane ma già grande attore Gigi Proietti: (continua…)

Rosalia Lombardo – la bella addormentata di Palermo

By Raisi

Palermo_Rosalia_LombardoDorme o almeno da questa impressione la piccola Rosalia Lombardo. Viso d’angelo, capelli biondi, zigomi paffuti, uno splendido nasino all’insù, un fiocco giallo tra i capelli. “Grande merito, dicono gli studiosi, è l’aver rivolto attenzione all’aspetto estetico per dare l’impressione non di un cadavere ma di un dormiente. Dario Piombino, che lavora a un programma mondiale di ricerche e test con Albert Zink, sul fenomeno della mummificazione, da tempo ricercava la formula segreta di Alfredo Salafia, tassidermista e imbalsamatore palermitano che aveva mantenuto intatto il corpicino di Rosalia Lombardo, morta il 6 dicembre 1920 ad appena due anni. La nipote del Salafia, Anna, gli ha consegnato un manoscritto, in una carpetta blu, dove era contenuta la misteriosa formula, scomparsa con la morte per ictus del Salafia. Una miscela di formalina, glicerina, Sali di zinco, alcool e acido salicilico. Quasi tutti questi ingredienti si usano ancora oggi e a essi si poteva aggiungere un trattamento del volto con paraffina disciolta in etere, giusto per mantenere un aspetto vivo e tondeggiante. Il Salafia con questa formula rivoluzionava le tecniche per immersione adoperate fino allora per avviare il processo di mummificazione. Questa tecnica messa a punto è uno dei primi esempi dell’uso della formaldeide per l’imbalsamazione umana. E’ stato radiografato il corpo con difficoltà perché la bara è circondata dal piombo, sono ben visibili il fegato, il cervello e un polmone. (continua…)

Mummie a Palermo – le Catacombe dei Cappucini

By Raisi

cappuccini 2Una visita assolutamente da consigliare, per comprendere meglio l’idea di morte che i siciliani, ed in questo caso i palermitani, atavicamente si tramandano, e per capire quale concetto i nobili e il clero panormiti avevano di se stessi e del loro destino. La visita  presso “le Catacombe dei Cappuccini” a Palermo, inizialmente risulta un pugno nello stomaco; non è facile trovarsi faccia a faccia con la morte, ed in questo luogo non è un eufemismo, ma poi la nostra anima viene rapita da quel mondo di volti putrefatti e spontaneamente siamo portati a riflettere sull’aldilà ma anche a sorridere della morte. In effetti assumiamo delle facce buffe da trapassati. Ridere però non è consigliabile in questo luogo, il Cimitero sotterraneo dei Cappuccini impropriamente chiamato “ Catacombe “ ancora oggi viene custodito dai frati francescani (continua…)

Santa Lucia delle quaglie

By Raisi

Santa-Lucia-GLa festa RE QUAGGHIE si svolge la prima domenica di maggio, a mezzogiorno in punto, con il simulacro di Santa Lucia che viene esposto ai fedeli nel centro di piazza Duomo e viene condotto nella Badia di Santa Lucia, sulla stessa piazza, finita di restaurare quest’anno, dove resta per una settimana, e prima di raggiungere la chiesetta attigua alla cattedrale, vengono liberate delle colombe (quagghie in siracusano) come segno di ringraziamento. Ricordiamo che da quest’anno all’interno della stessa chiesa è stata posta la magnifica tela del Caravaggio, Il Seppellimento di Santa Lucia. La domenica successiva, il fercolo viene portato in giro per il centro storico, soprattutto verso il lungomare dove accadde il miracolo. Questa grande festa cittadina fu istituita nel 1646 in seguito ad un evento prodigioso attribuito all’intercessione di Santa Lucia: in quell’anno la città era stata colpita da una grave e drammatica carestia e si temeva per la sopravvivenza della popolazione. Il vescovo di Siracusa del tempo promosse pubbliche preghiere nel duomo della città per implorare un miracolo dalla patrona Lucia. Il 13 maggio il popolo orante era attorno al simulacro-reliquiario argenteo della Santa, realizzato pochi anni prima, quando una colomba bianca entrò nel tempio e si posò sul soglio episcopale, attirando l’attenzione di tutti. In quel momento giunse una notizia sorprendente: un bastimento carico di grano era entrato nel porto di Siracusa e poteva finalmente sfamare la cittadinanza. (continua…)

Tour della Sicilia e delle isole Egadi – Video

By Gallito

CIURI CIURI REMIX

By Raisi

ciurCiuri Ciuri insieme a  Vitti na crozza, è di sicuro la canzona polopare siciliana più conosciuta al mondo. Tutti i turisti almeno un volta alla settimana mi chiedeno di cantarla, o peggio ancora, cominciano loro ad intonarla.  Versioni ne esistono tante, il rifornello per tutte rimane sempre uguale. I “Ciuri” (in italiano  “i Fiori”) ciuri di tuttu l’anno l’amuri ca mi dasti ti lu tornu (fiori di tutto l’anno, l’amore che mi hai dato io te lo restituisco), è semplicemente lo stornello tormentone di tutta la canzone che si arrichhisce di strofe che parlano di abbandono, di lavoro, di amore e a volte di corna, ma l’epilogo finale, un po maschilista canta ciuri di rosi russi, a lu sbucciari: amaru a l’omu ca e fimmini cridi…(fiori di rose rosse, che sbocciano: danno solo dolore all’uomo che crede alle donne), che sottolinea la disillussione che provoca l’amore ma anche a chi crede che in sicilia la donna sia stata sempre sottomessa. Per sorridere vi propongo la versione remix fatta da giovani di Licata, per i siciliani di tutto il mondo. (continua…)

Ciprì e Maresco – cinema attonito e grottesco

By Raisi

ArtN23_VE2004_Italiani_ciprì&maresco“Corpi umani che diventano rovine” queste le visioni di Daniele CiprìFranco Maresco – scoperti  da Enrico Ghezzi e inseriti all’interno del programma televisivo Blob, in onda su Rai3, si presentano come una variante delle teorie del Trash del momento, comparendo con i loro sketch grotteschi e crudi.
Il  loro lavoro, sotto una visione di insieme, apre una finestra verso un mondo artistico, un mondo sub-umano, un mondo a parte, un mondo trascurato, dimenticato, fatto di segni, fatto di brutti, di sporchi e cattivi. Cipri e Maresco non sanno si ripetere all’infinito sempre la stessa cosa: divorare-digerire-espellere. I selvaggi, unicamente uomini, che popolano i film dei due palermitani, portano alle estreme conseguenze quel corteggiamento della morte che è cosi radicata alla cultura isolana e incarnano quella “pena di vivere” che un grande scrittore siciliano come Pirandello (continua…)

SICILIANI E MODI DI DIRE

By Raisi

Parlare per metafore, gesti, suoni e suggestioni è tipico dell’espressività siciliana. Elencarli tutti è impossibile, ma più che scriverli è meglio ascoltarli dalla viva voce di chi con lo slang isolano si rapporta nel  fare di tutti i giorni. Un vero spasso prestargli orecchio. Fatemi sepere e segliete il vostro preferito, per i non siciliani, chiedetemi pure una traduzione o spiegazioni dei modi di dire. Raisi.

La spiaggia di Mondello e il cinema – Ragazzi Fuori

By Raisi

mondelloSpiaggia dei palermitani, Mondello gode di un clima tipicamente mediterraneo: caldo e secco in estate e piovoso e fresco in inverno. Si raggiunge velocemente anche con i mezzi pubblici e si rimane sorpresi nello scoprire che vicino ad una grande città si trova un incredibile golfo sabbioso dai colori tropicali. La zona è inoltre rinomata per le sue numerose ville in stile liberty. Ricordiamo la spiaggia, attraverso uno stralcio del film Ragazzi Fuori di Marco Risi che nel 1990 vinse due David di Donatello.

Storia della Sicilia raccontata in cento secondi

By Gallito

Storia della Sicilia in cento secondi

La Siclia ha una lunghissima storia alle spalle, e questo si sa. Ma la novità è che con buona volontà e tanto lavoro la si può raccontare in 100 secondi. E’ quello che ha fatto tureturillo nel suo canale youtube con questo video ” che vi proponiamo.
Attenzione però, l’autore consiglia di non battere le palpebre mentre si guarda il video: c’è il rischio di perdersi un intero secolo.

Trascrizione di Storia della Sicilia in 100 secondi

180 milioni di anni fa l’oceano Tetide spezza la Pangea
tra i blocchi corallini emergono Madonie Nebrodi Peloritani ed Erei
fa caldo
flora, fauna ed elefanti nani
dalle eruzioni sottomarine si forma il vulcano Etna
poi 5000 anni fa a Stentinello la prima civiltà neolitica
i sicani vengono sopraffatti dai siculi
Pantalica è la necropoli per tutti i morti (continua…)

SICILIA e la Malarazza

By Raisi

Parole che volano, spero, alle orecchie dei miei conterranei. Non siamo stanchi di subire, di farci trattare come terzo mondo, di lasciar pensare di noi come gente che non lavora e che elude appena possibile le maglie della giustizia. Non siamo stanchi di lasciar  pensare che in Sicilia non si pagano le tasse e che veniamo campati dal Nord. Non siamo stanchi della solita mala politica che ancora oggi fa versare Palermo sotto cumuli di immondizia, Catania priva di regole e servizi, Messina con gente che vive ancora in baracche del 1908, con ferrovie che non esistono, con la rete stradale e autostradale che è colma di buche e non mi va più di continuare perchè la cosa è veramente una sofferenza senza fine.
Il dramma si acuisce sempre di più nel vedere che la mia terra, la terra dei mie avi Fenici, Greci, Arabi, Normanni, Svevi etc… si stia disfacendo sotto i colpi di una politica sorda che non comprende che preservare il nostro patrimonio culturale, ambientale, agricolo e marino deve essere il punto fondamentale dell’agenda di chiunque voglia occuparsi del governo della Sicilia.
Ma come Carmen Consoli ci insegna:
il SERVO (siamo tutti noi siciliani delusi) un giorno si rivolge a CRISTO in CROCE e gli dice:“Cristo il mio Padrone (chiamiamola politica?) mi stapazza,  mi tratta come un SERVO, si piglia tutto con la sua MANAZZA, distruggila tu sta MALARAZZA.
E Cristo dalla Croce gli risponde: “ Tu ti lamenti !!! di chi ti lamenti ? Pighia lu bastuni e tira fora li denti !!!”