Pride uguale orgoglio, orgoglio di vivere da gay, lesbiche, trans e bisex in Sicilia. Finalmente siamo protagonisti dell’abbattimento di un falso mito: la Sicilia come terra di luoghi comuni, un isola di mafia, di ignoranza, di chiusura, di omofobia e maschilismo. Dal 14 al 23 giugno 2013 Palermo sarà protagonista del Pride Nazionale 2013, riportando la nostra terra alla sua antica vocazione, quella dell’incontro, della tolleranza e del rispetto. Sicily in & out tour operator, dichiaratamente LGBTQ, vuole coniugare l’impegno sociale per il riconoscimento dei diritti, all’aspetto culturale e ludico, in una terra che per la prima volta occupa un ruolo importante in un contesto europeo già all’avanguardia. Vogliamo invitarvi a partecipare al Palermo Pride 2013 per essere protagonisti, voi insieme a noi, di questo cambiamento, ed insieme a noi lasciarvi affascinare da una Palermo, culla di civiltà, contraddizioni, buon cibo, sole, mare e tanto divertimento. Nella speciale cornice del Pride Nazionale 2013 vi proponiamo un soggiorno di tre notti all’insegna del relax e del piacere esclusivamente LGBTQ. Hotel friendly, passeggiate culturali ed all’insegna dello svago, aperitivi per godere degli splendidi tramonti sul mare ed ancora spettacoli e serate con dj per scatenarci nelle tiepide notti di inizio estate. Sicily in & out tour operator sostiene che il Palermo Pride nel 2013 possa essere per la città una occasione, diventando un luogo di incontro privilegiato per uomini e donne provenienti da ogni dove, sempre pronti a rinnovare e manifestare il loro orgoglio gay, regalandovi un’esperienza indimenticabile all’insegna dell’ impegno sociale ma anche del divertimento, del relax, tra monumenti, spiagge e tanto mare.
Vedere Palermo è come vedere una nobildonna d’altri tempi, colma di fascino.
Vedere Palermo con gli occhi di Palermo toglie il fiato, ti percuote la mente, la ami alla follia e la odi profondamente perché nonostante i forti contrasti è così bella.
Vedere Palermo è arte, storia, cultura, profumi, gente, è vita vissuta.
Vedere Palermo è una notte piene di luce.
Vedere Palermo tra bizantini e arabi, tra barocco e bell’Epoque, tra gattopardi e suk traboccanti di spezie, tra pasta con le sarde e frutta martorana, tra caponata e arancine, panelle e pane ca’meusa, pesce e bolliti, pasta ncaciata e cassate, cannoli e paste di mandorla, vini nero d’avola e inzolia, tra passito e marsala, dai fenici e greci ai Florio.
Vedere Palermo e i suoi giardini incantati, tra mille alberi esotici e spiagge dorate.
Vedere Palermo con gli occhi di Palermo con noi palermitani, in 3 giorni per amarla, assaggiarla e mai più dimenticarla. (continua…)
Recita l’iscrizione che corre sull’arco del secondo accesso al maniero: quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit (ciò che ai Siculi piacque, solo Sperlinga negò), un motto diventato un modo per indicare chi discorda dal volere comune. Una “reazionaria” del Medioevo, Sperlinga, l’unica rocca a schierarsi dalla parte dei Francesi durante la guerra del Vespro, mentre i nobili siciliani già offrivano la corona agli Aragonesi. Quando il 31 marzo 1282 la rivolta contro gli Angioini di Carlo I deflagrò da Palermo su tutta l’isola, a Sperlinga, in quel castello dell’Ennese arroccato nel cuore della Sicilia, i Francesi capeggiati da Pietro Lemanno si asserragliarono respingendo il nemico. L’assedio della roccaforte durò per almeno un anno e la sopravvivenza dei Francesi dovette necessariamente essere garantita dall’appoggio dei baroni locali. La visione del castello da l’idea di un vascello di pietra ancorato al cielo: da una monolitica rupe di tufo grigio alta circa 70 metri si levano cortine murarie e torri, incagliate in mastodontici costoni di roccia. Avvicinarsi incute un certo timore, unito alla scoperta che, letteralmente, incastrate nella roccia, sopravvivono alcune case di pietra a vista. Abitazioni ancora più arcaiche sono quelle che occhieggiano dai fianchi della rupe: il nome stesso della località pare deriva da spelunca, perché disseminata di grotte abitate dalle più antiche genti ma utilizzate come ricovero per animali e sepolture. Una stretta piazza cinta da una cortina continua di abitazioni, costruite probabilmente su vecchie fortificazioni, apre al castello. Una rampa di scale conduce a un portale ogivale un tempo diviso da un ponte levatoio. Si superano due ambienti voltati, dai quali si esce attraverso l’arco con la celebre iscrizi0ne posteriore (1597) ai fatti del Vespro. Le due sale Baronali concedono sguardi al borgo (continua…)
Aspettando il completamento dei restauri della Villa Romana di Piazza Armerina la provincia di Enna annovera dei bellissimi esempi dell’arte antica, custoditi nel piccolo museo di Aidone-Morgantina, restituiti in diverse fasi e dopo diverse peripezie e lotte da tre Musei Statunitensi.
I primi a tornare nel 2009 furono gli Acroliti di Demetra e Kore, dee legate alla fertilità della terra, molto venerate a Morgantina ed in tutto il territorio ennese. Gli Acroliti sono una serie di elementi di sculture in marmo – due teste con alcune mani e piedi – ritenuti gli esemplari più antichi finora conosciuti di statue eseguite nella tecnica acrolitica, cioé con le estremità in marmo ed il corpo in terracotta o legno. Sarebbero state trovate da scavatori clandestini in contrada S. Francesco Bisconti e dopo essere state trafugate e importate illegalmente negli Stati Uniti, passarono da diverse mani, tra New York e Los Angeles, fino ad arrivare nelle mani di un collezionista, ancora oggi anonimo, che donò le sculture alla Bayly Art Museum dell’Università della Virginia. All’inizio del 2008, decorso il periodo imposto dal donatore, l’Università della Virginia, dopo il primo e unico convegno dedicato alla presentazione delle sculture, ne ha curato la restituzione all’Italia. Oggi le Divinità dai volti enigmatici, siedono elegantemente vestite dalla stilista siciliana Marella Ferrera. (continua…)
La città si trova sulla foce del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui è molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna è dovuta inoltre alla posizione geografica che l’ha resa ponte naturale tra Africa ed Europa avvicinando virtualmente le due sponde separate dal mare Mediterraneo. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno dei più significativi centri italiani per la pesca d’altura, ne fa anche un polo multi-etnico in cui genti e culture diverse hanno saputo trovare la via dell’integrazione.
Vanto della città è la statua bronzea del Satiro Danzante. Questa statua, impareggiabile per la sua bellezza ,è stata recuperata nel 1998 da alcuni pescatori del luogo che l’hanno trovata impigliata nelle reti durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia. Una visita alla città parte sicuramente da piazza del Repubblica: (continua…)
La Sicilia, oltre che per la sua bellezza e per i numerosi luoghi di interesse storico e naturalistico che ospita, è famosa per le sue isole minori.
Queste isole sono famose in tutto il mondo per le splendide spiagge e per il mare cristallino che le caratterizzano.
Tra di esse ricordiamo le più famose: l’arcipelago delle Eolie, Ustica, le isole Egadi, Pantelleria, Lampedusa.
Le isole Eolie sono un arcipelago di sette isole di origine vulcanica situato a nord delle coste siciliane. Tale arcipelago comprende ben due vulcani attivi: Stromboli e Vulcano, che danno il nome a specifiche isole. Le Eolie includono anche: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea e Salina.
L’arcipelago prende il nome dal dio greco dei venti Eolo che, secondo il mito, visse su queste isole riparandole dai venti.
Ustica, situata anch’essa a nord della Sicilia, è caratterizzata dalla presenza di numerose grotte tra cui le più note sono: la grotta Verde, la grotta Azzurra, la grotta della Pastizza, la grotta dell’Oro e la grotta delle Colonne.
Le isole Egadi sono un arcipelago costituito da tre isole principali e due isole minori posto a pochi chilometri dalla costa occidentale della Sicilia. Le isole principali sono Favignana, Marettimo e Levanzo, mentre le isole minori, poco più che scogli, sono Formica e Maraone.
Pantelleria si trova a sud delle coste siciliane ed è anch’essa un’isola di origine vulcanica. Tale origine è riscontrabile in maniera netta nel territorio che vanta la presenza di colate laviche a blocchi, cave e faraglioni.
Lampedusa, situata a sud della Sicilia, è molto famosa per le sue spiagge. Basti pensare che la spiaggia dei Conigli è uno dei pochi siti del mediterraneo in cui le tartarughe marine Caretta Caretta depongono le uova. (continua…)
Da questo mese di gennaio 2011 e fino a marzo, con un appuntamento a cadenza mensile,l’Associazione Turistico Culturale Itiner’ars ripropone l’iniziativa “Sulla Via Dei Domenicani”, inaugurata nell’autunno scorso. Ogni ultimo sabato dei prossimi tre mesi, ovvero il 29 gennaio, il 26 febbraio e il 26 marzo , di mattina dalle ore 9.30 alle ore 13.00 sarà riproposto l’itinerario culturale che ha già riscosso un ottimo consenso :un percorso storico-artistico per conoscere meglio i Complessi Architettonici che ospitano dal XIII secolo, l’Ordine dei Domenicani a Palermo. L’itinerario propone la visita della preziosa Chiesa barocca di Santa Caterina Vergine e Martire di p.zza Bellini, struttura annessa al Monastero di Clausura delle Suore Domenicane, suggerisce la visita della Chiesa di San Domenico, e consente di accedere ad alcuni spazi riservati del Complesso religioso di Padri Domenicani di p.zza San Domenico, tra cui la “Sala Santa Barbara”, “la Sacrestia” della Chiesa e il trecentesco “Chiostro” , un tempo luogo di meditazione dei Padri. (continua…)
Piazza Pretoria, delimitata tra ilPalazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina Palazzo Bonocore, oltre che dalla Via Maqueda, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Al centro della piazza, l’imponente fontana di Francesco Camilliani. La piazza è conosciuta anche come “Piazza della Vergogna” con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati dalle sculture della fontana.
A pochi passi, la piazza ottagonale che rappresenta il centro della città , piazza Vigliena, o Quattro canti raffigurante, le quattro stagioni, le quattro sante patrone del capoluogo, e i quattro re spagnoli di Palermo.
Piazza Indipendenza, collocata alle spalle del Palazzo reale, poco oltre Porta Nuova, presenta al centro un ampio giardino di pini e palme.
Di fronte palazzo Steri l’ampia Piazza Marina, ridefinita da Giovan Battista Basile nel 1863 e dominata da due imponenti tropicali ficus magnolioides. Tra le piante, busti marmorei dedicati a eroi come Giuseppe Garibaldi e Joe Petrosino, ucciso in questa piazza nel 1909.
Tra la chiesa di San Domenico e la via Roma (Palermo) si apre piazza San Domenico, con al centro di essa la Colonna dell’Immacolata, del 1726. Tutt’intorno alla colonna, proprio nel centro esatto della piazza, vi è una formazione circolare di statue marmoree raffiguranti alcuni tra i più grandi cardinali del passato della città . (continua…)
Il Presepe Vivente di Ispica, giunto alla 14^ Edizione, rappresenta un appuntamento importante per il Natale ibleo e di tutta la Sicilia.
Realizzato nel magnifico scenario della zona archeologica di Ispica – “Cava d’Ispica” (zona Barriera) – il Presepe, lo scorso anno, ha profuso la sua magia a circa 25.000 visitatori provenienti dalle città della regione, affermandosi così come il Presepe più visitato della Sicilia.
Il punto di partenza del suo magnifico scenario è la Cava d’Ispica (bivio Ispica-Rosolini-Pachino), la cosidetta “Barriera”.
I tornanti della “Barriera” coprono una distanza di circa 1,5 km costituendo l’ingresso secondario al centro storico della città. Dal fondovalle, volgendo lo sguardo su Ispica è possibile ammirare lo sperone roccioso - le cui pareti ospitavano un tempo abitazioni rupestri e tombe scavate nella roccia – sul quale si erge oggi il Convento dei Frati Minori.
Il suggestivo scenario naturalistico della Cava è arricchito dalla presenza di piccoli santuari rupestri, da una necropoli (la necropoli sicula di Scalaricotta con tombe a grotticella) e dai ruderi di chiese antiche. Il Presepe Vivente di Ispica porta in scena circa 40 mestieri molto antichi ed ospita inoltre un oleificio naturale del 1700, un palmento risalente a fine ‘800, un mulino ad acqua del 1700 . (continua…)
Benvenuti nella nuova pagina di Blog Sicilia, dedicata al turismo e ai viaggi, che nasce
da un’idea ancora in fase embrionale ma, ciò nonostante, molto decisa e diretta a quanti siano interessati a conoscere gli aspetti più nascosti della nostra terra: la Sicilia.
Il turismo, nella sua definizione più asettica e diffusa, è l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione.
E il turismo, inteso come viaggio organizzato e di massa, ha una data di origine certa ed un inventore ben determinato: il 5 luglio 1841, Thomas Cook, sfruttando le nuove possibilità offerte dal treno, (continua…)
Stromboli è una piccola isola nel Mar Tirreno, al largo della costa nord della Sicilia ed è uno dei tre vulcani attivi in Italia. Il nome Stromboli deriva quindi del greco antico, (Strongulē Στρογγύλη, che vuol dire rotondo) nome che fu dato in antichitià a causa della sua forma tondeggiante. La parola greca è entrata nel dialetto siciliano anche con altri significati. Ad esempio la “strummula” è la trottola, il giocattolo tanto amato dai bambini di un tempo. Stromboli è una delle otto isole Eolie, e si trova a nord dell’arcipelago Siciliano. La vetta dell’isola si trova 924 m sul livello del mare, più di 2.000m al di sopra del fondale marino.
L’isola ha una popolazione compresa tra 400 e 750 di abitanti. Il vulcano ha eruttato molte volte, ed è costantemente attivo con eruzioni minori, spesso visibile da molti punti dell’isola e dal mare circostante. Ci sono tre crateri attivi a picco. Una caratteristica significativa geologica del vulcano è la Sciara del Fuoco, una grande depressione a ferro di cavallo generata negli ultimi 13 mila anni da diversi crolli sul lato nord occidentale del cono.
La sala piu’ celebre della villa del Casale di Piazza Armerina raffigura dieci ragazze in bikini impegnate in uno spettacolo in onore della dea Teti. L’abbigliamento contemporaneo delle fanciulle dimostra come il bikini sia un’invenzione molto antica.
Nel mosaico vengono raffigurate varie competizioni ginniche: lancio del disco, gioco con palla, esercizi coi pesi in mano e corsa campestre. In basso a sinistra, l’incoronazione delle due vincitrici. In alto a sinistra si nota la presenza di un doppio pavimento a disegni geometrici, ciò indica il mutamento d’uso della stanza in un periodo più tardo.
Segesta, è l’antica città che sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi-Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo.
Di origine preistorica, antecedente alla colonizzazione fenicia e greca Segesta fu abitata da un popolo misterioso, gli Elimi, che vi costruirono templi e un bellissimo teatro.
La storia di Segesta è stata caratterizzata da una lunga contesa con la città di Selinunte per il controllo dei territori di confine, marcati dal fiume Mazaro.
Fino alla dominazione romana, Segesta fu una città ricca e prosperosa e i suoi commerci passavano attraverso il porto di Castellammare, diventato allora uno scalo di grande importanza. Le devastazioni di Vandali e Saraceni misero fine ad un periodo di lento declino.
Dell’antica città oggi è rimasto ben poco. Miracolosamente intatto è rimasto il tempio, antico 2400 anni. In stile dorico, il tempio di Segesta ha una base di 61,15 per 26,25 metri, con trentasei cononne sul peristilio, sormontate da trabeazione. Rimane il mistero sulla funzione che ebbe il tempio per gli Elimi, dal momento che sembra un’opera non completa, visto che è l’unico edificio a struttura aperta conosciuto del mondo antico. (continua…)