sapori

“Cacio all’argentiera” Sapori di casa.

28 Ago 2010 | By Raisi

Ricordi d’infanzia

Era meravigliosamente inebriante quando alla sera, io ancora intento nei miei studi, sentivo provenire dalla cucina di mamma un intenso profumo di aglio misto ad aceto che diffondendosi per la casa, dava il via ai nostri appetiti da bambini che fino a quel momento al contrario lo studio aveva chiuso. (continua…)

Caponata siciliana di melanzane

10 Ago 2010 | By Ciccio

caponata di melanzane

Caponata siciliana, una storia lunga 1000 anni

Quando il 17 giugno dell’827 gli arabi sbarcarono a Capo Granitola in prossimità di Mazara del Vallo iniziando la conquista della Sicilia, dove sarebbero rimasti fino al 1091 con la caduta di Noto, non potevano sapere che i segni del loro passaggio avrebbero inciso tanto profondamente anche sulla gastronomia siciliana.
Tra i prodotti e i costumi che gli arabi hanno portato in Sicilia c’è la melanzana, un ortaggio non conosciuto prima della loro invasione.
Questo ortaggio che sta alla base di molte ricette di cucina siciliane è l’ingrediente fondamentale della caponata di melanzane.
L’altro ingrediente molto importante, il pomodoro, ce lo avrebbe portato Cristoforo Colombo al ritorno  dalle Americhe circa 700 anni dopo. (continua…)

Cannoli Siciliani

13 Giu 2010 | By Gallito

I cannoli siciliani sono i dolci più famosi della pasticceria siciliana che si vanta di molte altre specialità quali la cassata, la frutta di martorana, i torroncini di Caltanissetta, i pasticcini di mandorla di Santa Venerina e di Erice e tanti altri ancora.

I cannoli siciliani nascono, come tante altre specialità dell’arte dolciaria siciliana, delle mani prodigiose delle monache del convento di clausura di Santa Caterina, meta obbligata per chi voleva acquistare a Palermo dolci di raffinata fattezza e particolare bontà. I cannoli siciliani sono il risultato di una preparazione abbastanza laboriosa. Si ottengono riempiendo un involucro cilindrico di cialda fritta (la scorza) con una deliziosa crema ottenuta impastando la ricotta di pecora con zucchero a velo, gocce di cioccolato fondente e zuccata tagliata a cubetti molto piccoli e aroma di vaniglia. Infine viene impreziosito con canditi di buccia d’arancia o con ciliegine candite ed abbondante spolveratura di zucchero a velo (vedi la foto).

Va detto che ormai le scorze e la crema per il riempimento dei cannoli possono essere acquistate già pronte nei supermercati. Ma quelli riempiti al momento “davanti al cliente” dal pasticciere sono più croccanti e gustosi. La domenica mattina e i giorni festivi si trovano in vendita anche presso alcuni fornai e spesso sono davvero molto buoni.

I cannoli siciliani si preparano con i seguenti ingredienti. (continua…)

Come si prepara la cassata siciliana

11 Giu 2010 | By Gallito

Dal canale video culinarymedia della webtv Howcast, un video in inglese, ma abbastanza comprensibile anche per chi non è madrelingua, che mostra come si fa la cassata.

Una bella esperienza per i signori anglosassoni che sono rimasti affascinati dalla cassata siciliana e che hanno voluto dedicarle un video.

Il Nero d’Avola, il più rinomato tra i vini siciliani

8 Giu 2010 | By Gallito

Il Vitigno

Il Nero d’Avola noto anche come Calabrese o Calabrese d’Avola,è il vitigno rosso più rinomato della produzione vinicola siciliana, soprattutto quelli prodotti a Noto e Pachino.

I vini prodotti da uve di Nero d’Avola sono esportati in tutto il mondo. Presentano una buona acidità che dà loro possibilità di lungo invecchiamento, se ben conservati e se provenienti da alcune zone, soprattutto quelle dette prima, meglio ancora se provenienti da uve allevate con il tradizionale sistema detto ad “alberello” portato in Sicilia dai Greci fra il VIII e il VII secolo A.C. A dispetto del suo nome, che suggerisce la provenienza dalla Calabria, il “Calabrese” è presente quasi esclusivamente in Sicilia, in quanto deriva dall’antica Casata Calabrese originaria della zona di Modica – Avola.

Sono tipicamente vini di forte carattere, talvolta un po’ spigolosi talvolta molto eleganti. Al naso presentano vari sentori: di spezie e viole alcuni, altri di frutta a bacca rossa più o meno matura, altri ancora caratteristici profumi eterei dovuti all’alcolicità. (continua…)

30 Maggio la sagra dei Sapori a Palazzo Adriano

28 Mag 2010 | By Gallito

Domenica 30 Maggio a Palazzo Adriano l’Associazione “Il viale dei mercanti” con il patrocinio del Comune organizzerà la prima Edizione della Sagra dei Sapori Siciliani.

Per le strade di Palazzo Adriano sono previste degustazioni e spettacoli musicali.
(continua…)

Involtini di carne alla siciliana

4 Mag 2010 | By Gallito

Lo spiedino nasce come piatto di cucina povera. Il video di Cucina Italiana vi insegna la tecnica di preparazione di questo secondo piatto tipico della cucina siciliana. Seguite con attenzione la tecnica di preparazione e sbizzarritevi sugli ingredienti. Gli involtini alla siciliana sono un piatto pensato e realizzato per ottenere un piatto a base di carne, utilizzandone poca. E come sempre la ricerca dell’economia in cucina porta a risultati eccellenti sotto il profilo del gusto.
Gli ingredienti e la cottura possono essere variati. Con riguardo al riempimento si usa realizzare un impasto di pane e formaggio grattuggiato, qualche pezzettino di salame o mortadella e aromi amalgamando il tutto con qualche goccia di olio extravergine di oliva. Si possono ipotizzare anche riempimenti più economici a base di verdure.
Per ciò che concerne la cottura, questa può essere realizzata anche alla brace non molto calda per evitare che la parte esterna vada bruciata oppure al forno.
Molte macellerie siciliane provvedono a preparare gli spiedini e fornirli già pronti alla clientela.
Infine le quantità: la quantità preparata nel video è abbondante per una persona e scarsa per due persone. Regolatevi considerando 1 spiedino di 4 bocconcini ciascuno per ogni commensale. (continua…)

Il maiale, re dei salumi siciliani

28 Apr 2010 | By Raisi

Sicuramente utilizzato ed apprezzato fin dall’epoca greca, il suo uso viene notevolmente incrementato in Sicilia con l’arrivo dei Normanni. Gli uomini del nord sicuramente avvezzi ad un tipo di cucina più sostanziosa, introdussero abitudini alimentari più ricche di proteine animali ed insaccati, soprattutto di suino. Cominciando dalla provincia di Enna, un centro rinomato è Nicosia. Le specialità locali sono la salsiccia e il supprissato di Nicosia, un salame straordinario, insaccato con carni sceltissime, legate ben strette con spago e pressate con stecche di legno e messi ad asciugare. La stagionatura avviene all’interno di appositi recipienti, il tutto coperto di cenere per alcuni mesi. Ne viene fuori un prodotto delizioso. Da non dimenticare anche il budello origanato, cioè l’intestino grasso del maiale insaporito con origano e sale e stagionato per 35 mesi. Andando un po’ più a sud-est, sull’altipiano Ibleo, Chiaramonte Gulfi, rimane imbattibile per le salsicce e i salami da consumare crudi e stagionati. Invece le Madonie e i Nebrodi, sulla costa tirrenica, hanno conservato delle tradizioni, nell’uso alimentare e nella lavorazione di salumi che non può essere tralasciata. (continua…)

Olio Siciliano in pole position, Coldiretti certifica la filiera

23 Apr 2010 | By Raisi

Coldiretti tiene a battesimo la prima filiera olivicola italiana firmata da produttori siciliani. E proprio la Sicilia si aggiudica la maglia rosa per la produzione di olio extra vergine di oliva. Secondo uno studio dell’Unaprol, reso noto durante la conferenza stampa della Coldiretti alla Camera di Commercio, l’olivo nella regione copre il 14% della superficie agricola utilizzata nazionale e il 17% della superficie olivicola del mezzogiorno. Percentuale positiva anche per quel che riguarda il numero delle aziende presenti: 196.000, vale a dire il 16% del totale delle aziende dello Stivale e il 22% di quelle del sud Italia. (continua…)

Ricetta Arancini Siciliani

14 Apr 2010 | By Ciccio

Arancini SicilianiArancini siciliani

In un Video di un minuto e mezzo vediamo la preparazione delle arancine (così di chiamano a Palermo) o arancini (così nel resto del mondo) siciliani.

Il traghetto delle Ferrovie dello Stato che collega la Sicilia con il resto dell’Italia aveva un piccolo luogo di ristoro dove i passeggeri potevano prendere un caffé o mangiare una fumante arancina. Per chi lasciava la Sicilia rappresentava l’ultima occasione per gustare una delle più rinomate prelibatezze della cucina siciliana, per coloro che da Villa San Giovanni si dirigevano verso Messina era il preludio degli straordinari sapori che nei giorni successivi avrebbero potuto gustare durante il soggiorno. (continua…)

Malvasia delle Eolie e Carlo Hauner, storia d’amore

30 Mar 2010 | By Raisi

Singolare storia quella di Carlo Hauner e del suo vino. La storia di un bresciano di origine boema che, dopo aver girato il mondo, nel 1962 approda, per un invito casuale a Salina. Vi rimane per sempre. A Salina Hauner, ex architetto, pittore e disigner, noto in ambito internazionale, trova ispirazione per i suoi quadri e in quell’isola per pochi, come lui ama definirla, disegnandola tra le maree e cielo, gli si rivela l’incanto dell’ambrosia degli dei, il dolcissimo vino che persino l’Abate Meli nel settecento aveva fatto sognare. La produzione però è allo stremo: la fillossera aveva ridotto i vitigni Malvasia fino a farli quasi scomparire. (continua…)

Dolci di Pasqua in Sicilia

20 Mar 2010 | By Memory

Cassata siciliana dolci di pasqua sicilianiSi dice “Essere contento come una Pasqua”. La Pasqua è una festa religiosa che porta gioia ed occasioni di svago per tutti. La natura si veste a festa e le tavole si imbandiscono di cibi gustosi e tipici della primavera. L’agnello è il piatto tipico della Pasqua insieme ad una grande varietà di dolci che danno molto lavoro a chi crede alla tradizioni e le segue ancora con devozione. A tale scopo si ricorda il detto”aviri chiu chiffari di lu furnu di Pasqua”.

L’agnello di Pasqua è anche un dolce di pasta reale che riproduce l’agnello (picuredda) con la sacra bandierina rossa tra le zampe accovacciato su un lettino rigido che simula un prato che viene adornato con fiorellini di ostia multicolori e con confetti argentati. Il classico uovo di Pacqua di cioccolata con sorpresa che si trova nei negozi è la versione industriale dei biscotti con l’uovo sodo incluso, che riproducono uccelli e forme di squisita fantasia popolare ,che anticamente ,ma ancora oggi, si preparano in casa: si chiamano “”pupi cu l’ova” o aceddi cu l’ova o cuddura o anche cudduredda. (continua…)

SFINCIUNI, italianizzato Sfincione, delizia in moto Ape

2 Mar 2010 | By Raisi

Fincione 1U Sfinciuni, alcuni storpiano anche in spinciuni, ma se vogliamo proprio italianizzarlo diventa sfincione. Cibo da strada tipico di Palermo, ma diffuso con diverse varianti in tutta la Sicilia occidentale. L’invenzione pare si debba attribuire alle suore del monastero di San Vito di Palermo, che racconti narrano di come le monache usavano farcirlo, per renderlo più appetitoso e sostanzioso, con polpa di maiale e salsiccia. Nell’agrigentino, invece, si prepara con le patate, pomodoro, olive nere, cipolle e pecorino. A Trapani la ricetta è più simile a quella della capitale isolana; solo farina di frumento per la pasta, mentre per il condimento, cipolle affettate finemente e fatte appassire a fuoco lento in padella con acqua, poi si aggiunge pomodoro fresco, acciughe, caciocavallo e cotto per 40 minuti. A Palermo invece, (continua…)

Pasta made in Sicily, certificata e garantita

26 Feb 2010 | By Raisi

LogoPastaSiciliana Made in Sicily, proposto sempre con maggiore oculatezza nel panorama agroalimentare della nostra penisola ma anche all’estero.  Viene varato dalla Regione Sicilia, assessorato all’agricoltura, il marchio di qualità “Pasta di grano duro siciliano di qualità certificata“. Il marchio realizzato nell’ambito del progetto pilota “Implementazione di un sistema di certificazione per la pasta e il pane di grano duro siciliano” avviato dal dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato Agricoltura, in collaborazione con il consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore.
Il governatore Raffaele Lombardo spiega: «L’obiettivo generale del progetto è sviluppare una filiera cerealicola integrata, sostenendo accordi di filiera che puntano a prodotti di elevata qualità. Il marchio regionale avvia un processo virtuoso che può dare i suoi frutti nell’immediato futuro, soprattutto ai granicoltori, perché coinvolge tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione, e in quanto tale può mettere a sistema un intero settore. Oggi la filiera deve fare i conti con il crollo dei prezzi alla produzione e una modesta capacità produttiva e tecnologica delle imprese che non hanno prodotto un reddito tale da consentire investimenti in innovazione per soddisfare l’industria pastaria in termini di qualità, quantità e prezzo». (continua…)

Insalata di Arance, in inverno non può mancare

13 Feb 2010 | By Raisi

insalata di aranceCara alla tradizione culinaria palermitana, la deliziosa Insalata di arance è un classico delle tavole invernali siciliane. Un connubbio di sapori che, anche se a primo acchito, può sembrare strano e forzato, un assaggio, farà cambiare idea anche al più purista amante di agrumi. Un matrimonio di sapori che non teme divorzio. Scegliete 6 belle arancia (non serve sottolineare la provenienza “SICILIA”), qualità ottima la Riberella; sbucciatele completamente, compresa la pellicina bianca, tagliatele e pezzetti ponendole all’interno di una insalatiere. Adesso arriva il bello! Aggiungete, tagliato finemente cipollotto fresco (che noi chiamiamo cipolla scalogna), acciughe sottolio (quelle di Sciacca le migliori) e irrorate (continua…)

Strade del vino: Contea di Sclafani DOC

5 Feb 2010 | By Raisi

1067143599I vini di questa DOC appartengono la centro della Siciclia, alla parte più interna dove le Madonie sembrano vegliare dall’alto gli appezzamenti di vigneto che coprono le zone collinari. Un area che comprende 14 comuni tra le provincie di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, dove la superficie coltivata a vite inscritta all’albo del DOC supera i 350 ettari per una produzione di oltre 5000 ettolitri di vino. Oltre ad avere un territorio molto esteso, Contea di Sclafani abbonda anche nel numero delle tipologie ammesse al disciplinare: ben 21 tra bianchi, rosati, rossi, varietali autoctoni, nazionali ed internazionali.  Ma non è tutto, perchè molte tipologie possono avere la variante Dolce, Vendemmia tardiva, Spumante, Novello, Riserva. Sul piano ampelografico, i vitigni base che danno origine alle tiplogie normali vino-bianco-05sono il Catarratto, l’Inzolia e il Grecanico per i bianchi; il Nero d’Avola, il Perricone e il Merello Mascalese per i rossi e rosati. Tra le varietà internazionali, così come per gli autoctoni che possono dar vita alla DOC con specificazione di vitigno (in presenza dell’85% delle uve corrispettive), sono Chardonnay, Sauvignon blanc, Pinot nero, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah. Date le condizioni ambientali, per una volta il disciplinare non prevede un tetto massimo di altitudine alle coltivazioni  bensì minimo: i vigneti devono avere giaciture ed esposizioni adatti, a esclusione di quelli ubicati a un altezza inferiore a 300 m e su terreni argillosi. Impossibile descrivere le schede organoletiche  di così tanti vini, ci si limiterà all’interessantissimo Contea di Sclafani Rosso, nel quale in genere prevale il Nero d’Avola con aggiunta di Cabernet Sauvignon. (continua…)

DOLCE DI SICILIA diventa un distretto da tutelate.

29 Gen 2010 | By Raisi
cannoli_alla_ricottaParte il Distretto del Dolce di Sicilia. Il protocollo di intesa è stato siglato nei giorni scorsi presso la sede del CNA di Enna, ed è la sintesi – sviluppata su specifico invito del Dipartimento regionale della Cooperazione – dei tre patti di sviluppo distrettuale attualmente definiti in Sicilia sul tema dolciario “Cannolo Siciliano”, “Dolce Tipico Siciliano” e “Taormina-Etna -Filiera dell’Arte Pasticcera”, presentati all’Assessorato Regionale alla Cooperazione.”E’ una grande chance di sviluppo per un settore altamente qualificato e riconosciuto a livello internazionale – spiega l’assessore Titti Bufardeci – che potrà adesso contare su un unico Patto di Sviluppo, con strategie e linee di intervento comuni”.Il Distretto del Dolce di Sicilia rappresenta 350 imprese artigianali e industriali del settore, quasi 2000 addetti, 60 Enti Locali e le Università di Messina e Catania.
“Sono numeri già importanti ma destinati a crescere –spiega l’assessore Titti Bufardeci – perché il Distretto produttivo si candida ad essere l’unico a livello regionale.
Il programma punta a realizzare piani di sviluppo di filiera specifici e principalmente rivolti all’individuazione di azioni innovative a sostegno delle imprese, per la realizzazione e la implementazione di progetti di ricerca industriale e la innovazione dei processi produttivi, valorizzando un comparto di eccellenza dell’economia siciliana”.

Pasta con melanzane e pesce spada

18 Gen 2010 | By Gallito

pasta-melanzane-pescespadaRicetta semplice nella esecuzione, pur se leggermente laboriosa. Questa ricetta nasce per caso. Infatti disponendo di una fetta di pesce spada ed una melanzana in eccesso rispetto alle esigenze della cena alla quale avevo invitato degli amici, ho pensato se erano utilizzabili il giorno dopo per il condimento della pasta. Come pasta ho usato i rigatoni, ma penso che vadano bene anche altri formati da mangiare usando la forchetta. (continua…)

Alcamo DOC. Trapani e il suo vino

11 Gen 2010 | By Raisi

vigneti TrapaniIl Trapanese è la provincia più vinicola della Sicilia, grazie alle vaste estensioni coltivate non solo a Marsala, ma anche ad Alcamo, per tacere delle altre varietà minori che pur si fregiano della DOC. Qui lo spettacolo delle vigne è notevole, sia che ricoprano per intero poggi e colline, sia che tappezzino qua e là la campagna impreziosita dalle splendide rovine di Segesta, dalle bellezze naturali della Riserva Naturale dello Zingaro o delle mille altre risorse che la Sicilia può offrire. Un vino antico – il Bianco d’Alcamo – che in questi ultimi decenni ha saputo imporsi come uno dei migliori in Italia (continua…)

Il buccellato: origini, storia e ricetta di un antico dolce siciliano

21 Dic 2009 | By Manuela
Ancora oggi si vedono in Sicilia i fichi asciugati al sole e infilati in lunghi fili di spago o “incannati”, cioè infilzati in spiedi di canne. Parte di questi serviranno in inverno per fare i buccellati, dolci natalizi che, ancora oggi, contrastano il passo con onore ai nordici panettoni e pandoro. Il “cucciddatu” ha un’origine antica e un sicuro antenato nel “panificatus”dei romani. Il suo nome deriva dal tardo latino buccellatum, cioè pane da trasformare in buccelli, ossia bocconi, per la sua morbidezza.
Diverse sono le varianti per forme e misure: nel palermitano gli “ammara-panza” sono tipi scadenti di buccellati che servono a riempire lo stomaco. Si tratta di un impasto di pasta frolla farcito di un ripieno tutt’altro che dietetico..La farcia, infatti,può essere di mandorle oppure di fichi ,costituita da un impasto di mandorle pelate, zuccata (zucca candita) e gocce di cioccolato.
Il ripieno di fichi, più tradizionale, è invece costituito da un impasto di fichi secchi, frutta candita e pezzetti di cioccolato.
Il buccellato “casereccio” viene solitamente ricoperto di glassa, quello prodotto in pasticceria è ricoperto di zucchero a velo o di frutta candita.
Cotto al forno, il buccellato si conserva a lungo e, sempre presente nelle tavole natalizie, viene consumato nell’intero periodo festivo. (continua…)