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	<title>Blog Sicilia &#187; itinerari</title>
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	<description>Un Blog che racconta la Sicilia</description>
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		<title>15 cose da vedere a Palermo – Video tour</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 00:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una mappa con alcuni dei posti più belli di Palermo, raccontati attraverso dei video caricati in Youtube. 
Un modo come un&#8217;altro per fare un tour di una delle città più belle e ricche di storia del mondo, che testimonia il passaggio di dominazioni molto diverse tra loro che si sono avvicendate nei secoli.
Alcuni monumenti di Palermo fanno respirare l&#8217;anima araba di questa città, che si fonde con quella cristiana testimoniata dalla presenza di moltissime chiese. In alcuni casi lo stile arabo e quello normanno si fondono dando vita a un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/10/Palermo-Zisa.jpg"><img src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/10/Palermo-Zisa-300x200.jpg" alt="" title="Palermo-Zisa" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-14942" /></a>Una mappa con alcuni dei posti più belli di Palermo, raccontati attraverso dei video caricati in Youtube. </p>
<p>Un modo come un&#8217;altro per fare un tour di una delle città più belle e ricche di storia del mondo, che testimonia il passaggio di dominazioni molto diverse tra loro che si sono avvicendate nei secoli.</p>
<p>Alcuni monumenti di Palermo fanno respirare l&#8217;anima araba di questa città, che si fonde con quella cristiana testimoniata dalla presenza di moltissime chiese. In alcuni casi lo stile arabo e quello normanno si fondono dando vita a un nuovo stile.</p>
<p>La cattedrale di Palermo è un esempio di questa commistione di elementi arabi e normanni. </p>
<p>Il consiglio che ti diamo, se non hai ancora visitato Palermo, è di venire a vedere di persona e di vivere l&#8217;atmosfera irripetibile che si vive in questa città dalla storia millenaria.</p>
<p>In questo tour trovi un video di<br />
<strong><br />
1. Cappella Palatina e Palazzo dei Normanni  2. Chiesa del Gesù, detta anche Casa Professa  3. Chiesa della Magione  4. Chiesa della Martorana di Palermo  5. Chiesa di San Francesco  6. Chiesa Santa Maria dello Spasimo  7. Palazzo Steri  8. Catterale   9. Mercato della Vicciria  10. Palazzo Abatellis  11. Piazza Pretoria  12. Teatro Massimo  13. Piazza Vigliena, detta I Quattro Canti  14. San Giovanni degli eremiti  15. Chiesa di San Domenico</strong></p>
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		<title>La VIA DEL SALE &#8211; itinerario fra Trapani e Marsala</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 23:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tramonti tra i più romantici  sono  quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della Via del Sale. La costa che da Trapani va a Marsala in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l&#8217;anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che  trovano casa in questo territorio e in particolare nell&#8217;habitat della Riserva dello Stagnone di Marsala dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai  nostri occhi  sia la misteriosa isola di Mothia (culla della ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-11177" title="Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo-300x199.jpg" alt="Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo" width="300" height="199" />Tramonti tra i più romantici  sono  quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della <strong>Via del Sale</strong>. La costa che da <strong>Trapani</strong> va a <strong>Marsala</strong> in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l&#8217;anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che  trovano casa in questo territorio e in particolare nell&#8217;habitat della <strong>Riserva dello Stagnone di Marsala</strong> dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai  nostri occhi  sia la misteriosa isola di <strong>Mothia</strong> (culla della civiltà Fenicio-Punica di Sicilia),che i mulini a vento e le saline con  i monticelli di sale che è, e sarà ( se l&#8217;uomo saprà preservarlo) l&#8217;unico protagonista del territorio costiero trapanese.<span id="more-11185"></span> Quando l&#8217;acqua marina evapora al calore del sole  resta un grumo di cristalli  bianchi ed asciutti che sembrano simboleggiare, per la loro natura amara e spigolosa, la vita dura degli abitanti di questa terra. Per infinite generazioni di Siciliani della costa occidentale, il sale è  stato ed è ancora  motivo di vita e sopravvivenza: Infatti sulla costa che va da  Trapani e Marsala, sin da tempi remoti ,i residenti hanno convogliato il mare, con l&#8217;aiuto dei mulini a vento,  in basse vasche recintate di tufo . Il sole con il suo calore ha fatto il resto ,permettendo di raccogliere dal fondo delle vasche il sale  e dando  così inizio all&#8217;industria estrattiva  che ancora oggi è fonte di vita e riccheza. Da queste parti il sale è chiamato “oro bianco”: buono per conservare la carne, il pesce o per conciare le pelli, come per scacciare i demoni. Nel &#8217;500, il prezzo era pari all&#8217;oro, ed era usato come moneta di scambio fin dall&#8217;antichità (da cui il termine “salario”). I Fenici furono i primi ad estrarrre il sale in questa zona costiera  e ancora oggi  è una risorsa per tante famiglie, come per  esempio per <strong>Alberto Culcasi</strong> che oggi ha 75 anni ed ha sempre lavorato nella salina. Dalle sue proprietà vicino Paceco racconta:<em>”ho cominciato a 6 anni come bracciante addetto alla pulizia del sale; allora noi operai eravamo schiavi venduti. Poi, nel </em><img class="size-full wp-image-11182 aligncenter" title="Senza nome-True Color-02" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Senza-nome-True-Color-02.jpg" alt="Senza nome-True Color-02" width="690" height="349" /><em>1977, ho comprato dodici ettari. Dopo l&#8217;alluvione i padroni svendevano, avevano paura. Oggi è tutto mio, ma Dio sa quanto è stata dura. Sole è sudore sono gli angeli che hanno cotto la pelle del collo e delle mie mani. Io contro il mare”</em><br />
E&#8217; grazie a uomini come Alberto Culcasi se oggi i vecchi mulini a vento funzionano ancora come quattro secoli fa. I più avevano rinunciato, troppo dura e troppo poco redditizia  l&#8217;attività estrattiva. Ma lui come altri hanno tenuto duro, <em>“ la salina si lavora come un campo qualsiasi”</em> ci dice convinto, e così facendo ogni giorno vince la sua battaglia e regalandoci  anche questi paesaggi unici che oggi è  nostro compito  preservare.<br />
Per concludere mi viene in aiuto un insuperabile <strong>Gesualdo Bufalino</strong> che di sicilianitudine era un maestro: <em>“Conosco solitudini d&#8217;isola di una tenerezza infinita, intime come pieghe di carne. Persino le coste, per quanto manomesse e corrotte dall&#8217;infezione balneare, serbano ancora intatto qualche lembo d&#8217;incantesimo e di pace”</em>. Tutto risponde al vero percorrendo la <strong>Via del Sale</strong> sula costa trapanese</p>
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		<title>CALAMOSCHE Silenzio che si fa spiaggia</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 19:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se chiedete indicazioni per arrivare a Calamosche incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama &#8220;Funni Musca&#8220;. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.
Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un&#8217;area  di parcheggio protetto  dove lasciare l&#8217;auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche-01.jpg"><img class="size-full wp-image-7423 alignleft" title="calamosche-01" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche-01.jpg" alt="" /></a>Se chiedete indicazioni per arrivare a <strong>Calamosche</strong> incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama &#8220;<strong>Funni Musca</strong>&#8220;. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.</p>
<p>Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un&#8217;area  di parcheggio protetto  dove lasciare l&#8217;auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici di Eloro e l&#8217;Oasi Faunistica di Vendicari. <span id="more-7420"></span><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche1.jpg"><img class="size-full wp-image-7424 alignright" title="calamosche1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche1.jpg" alt="" /></a>La Spiaggia è abbastanza isolata e per questo non facilmente raggiungibile; ma il sacrificio è sicuramente ricompensato dalla bellezza dei luoghi. Niente bar , niente musiche assordanti , niente stabilimenti balneari, nessuna presenza molesta ad oltraggiare la natura selvaggia ed incontaminata. La spiaggia di soffice sabbia dorata, larghissima e lunga circa 200 metri, viene lambita da un mare azzurro, cristallino, trasparente , di eccezionale limpidezza e quasi sempre calmo in quanto la caletta è  riparata e circondata da due promontori rocciosi su cui cresce la tipica vegetazione del litorale. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche2.jpg"><img class="size-full wp-image-7425 alignleft" title="calamosche2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche2.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Per fortuna l&#8217;accesso dal mare è vietato ad ogni tipo di imbarcazione. La suggestione della caletta è arricchita da grotte ed anfratti, e alle sue spalle, oltre le piccole dune e la tipica macchia che la orlano, si trova un pantano frequentato spesso da uccelli migratori. Della costa Sud Orientale della Sicilia, Calamosche è sicuramente tra le spiagge più belle.Proprio per questo  nel 2005 è stata insignita dalla Guida Blu di Lega Ambiente del titolo di &#8220;<strong>Spiaggia più bella d&#8217;Italia</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7432" title="calamosche7" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche7.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>Panarea, l’isola delle Eolie piccola e mondana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 07:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.
Sulla piccina delle Eolie oggi l&#8217;atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell&#8217;arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l&#8217;unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14719" title="panarea" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a>Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato <strong>Spallanzani</strong> scriveva “<strong>Panarea</strong> sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.</p>
<p style="text-align: left;">Sulla piccina delle <strong>Eolie</strong> oggi l&#8217;atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell&#8217;arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l&#8217;unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-8245"></span>Non ha strade degne di essere chiamate tali e la sua lunghezza di non più di due chilometri e mezzo consente di percorrerla a piedi. Il suo minuscolo porto-paese è caratterizzato da  case bianchissime di calce con i pergolati sostenuti da “pulera”,( <a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/foto13-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8247" title="foto13-2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto13-2.jpg" alt="" /></a> tipiche colonne tondeggianti delle case Eoliane). Le  terrazze sul mare  e la vegetazione rigogliosa  e pittoresca  fanno dell&#8217;isola una delle mete più alla moda del Mediterraneo.<br />
Tutti insieme residenti e non, animano a tutte le ore il ristretto lungomare, unica zona pubblica ad essere illuminata. Il momento clou è l&#8217;ora dell&#8217;aperitivo, quando si vedono passeggiare molti personaggi dello spettacolo e vip  venuti da tutto il mondo in uno struscìo di sete e bermuda griffati. Tutti  sono rigorosamente a piedi nudi, come detta la moda dell&#8217;isola. Oggi gli amori nascono e muoiono tra i riflettori del <strong>Raya</strong>, albergo conosciuto ovunque e cartina di tornasole degli umori di tutta l&#8217;estate come anche il suo bar esotico lungo il porto che di notte diventa discoteca per tutte le generazioni. Ma a Pararea esistono anche luoghi silenziosi, come l&#8217;abitato di Ditella, nel nord dell&#8217;isola, tutto case candide e giardini fioriti. O come  la passeggiata che dal porto arriva fino a cala Junco: la strada tra capperi, ulivi e panoramici scorci sugli isolotti arriva fino a Drautto e nella splendida caletta degli Zimmari. <a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/dsc_0032-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8249" title="dsc_0032-2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/dsc_0032-2.jpg" alt="" /></a> Il cielo è turchese di giorno e carico di stelle la notte. Il mare è di cristallo e la roccia vulcanica disegna innumerevoli ombre. Dalla spiaggetta sabbiosa iniziano i gradini che conducono ai resti del villaggio protostorico del capo Milazzese. Stazione dell&#8217;età del bronzo. All&#8217;estremo nord, sorge Iditella con la spiaggetta di Calcara, le cui acque sono scaldate da fumarole.<br />
Tutto a Panare sa di mare e sogni anche quando questi alla fine di un&#8217;estate svaniscono e le donne del luogo dopo avere affittato e venduto tutto il possibile, si dedicano al meritato riposo. Adesso tutto il loro tempo è per figli e nipoti,e mentre in cucina preparano “spicchitedda” ,prelibati biscotti di vino cotto, salano i capperi. E quando si avvicina l&#8217;ora del tramonto, scorrendo i grani del rosario tra le dita operose , recitano le preghiere della sera.</p>
<div><a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/panarea-cala-degli-zimmari-779653.jpg"><img class="size-full wp-image-8250 aligncenter" title="panarea-cala-degli-zimmari-779653" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea-cala-degli-zimmari-779653.jpg" alt="" /></a><a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/panarea5-760532.jpg"><img class="size-full wp-image-8251 aligncenter" title="panarea5-760532" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea5-760532.jpg" alt="" /></a></div>
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		<title>Ustica, paradiso non solo dei sub</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 16:35:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ustica è un&#8217;isola molto conosciuta sopratutto per la riserva marina, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.
L&#8217;isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese  ma ci sono anche comode calette per chi vuole un mare più accessibile.
L&#8217;isola è a 36 miglia a nord-nordovest di Palermo, e nelle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/ustica-cala.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8617" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/ustica-cala.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Ustica</strong> è un&#8217;isola molto conosciuta sopratutto per la <strong>riserva marina</strong>, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.</p>
<p>L&#8217;isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese  ma ci sono anche comode calette per chi vuole un mare più accessibile.</p>
<p>L&#8217;isola è a 36 miglia a nord-nordovest di <strong>Palermo</strong>, e nelle giornate più serene è possibile  vederne all&#8217;orizzonte il profilo caretteristico a tartaruga.</p>
<p>La <strong>riserva</strong> nacque dall&#8217;esigenza di salvaguardare un <strong>habitat marino</strong> molto bello ed incontaminato che ancora oggi è il fiore all&#8217;occhiello del mare <strong>Tirreno</strong>. Il fondale che circonda l&#8217;isola è molto tormentato con caverne lunghe e tortuose e secche improvvise che ospitano una varietà estrema di pesci e crostacei; sono presenti anche alghe rarissime tra cui la <strong>Laminaria</strong>. Ustica va scoperta abitandoci e vivendone il mare, unico nel suo genere. I pesci della riserva si fanno avvicinare  e toccare dall&#8217;uomo.<span id="more-14729"></span></p>
<p>Il turismo è la risorsa principale degli abitanti, ma anche la pesca e sopratutto l&#8217;agricoltura sono molto praticate. I terreni, di natura vulcanica sono  molto fertili  e pertanto consentono di produrre prodotti dalle caratteristiche inconfondibili: famose sono le lenticchie piccole e molto saporite.</p>
<p>L&#8217;isola, essendo di natura vulcanica, è prevalentemente formata da rocce laviche e tufi; famose sono le grotte  e  tra di esse le più visitate sono  la grotta azzurra e la grotta segreta o verde, chiamate così dai riflessi  che assume il mare al loro interno. Le coste sono caratterizzate anche da faraglioni: tra i più conosciuti lo <strong>scoglio  colombaro</strong> in cui si è formata per l&#8217;erosione  marina una piccola piscina naturale.</p>
<p>Scavi effettuati  hanno portato alla luce tracce di vita risalenti al 1500 a.C. Due  sono i villaggi scoperti di cui uno risalirebbe al  terzo secolo a.C. Sulla <strong>collina della</strong> <strong>Falconiera</strong> è venuta alla luce una necropoli del IV secolo a.C.</p>
<p>Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani transitarono ed abitarono l&#8217;isola e da un racconto di <strong>Diodoro Siculo</strong> sappiamo  che  ben 6000  Cartaginesi furono abbandonati nell&#8217;isola dai loro capi  a cui si erano ribellati e lì vi morirono di stenti. I naviganti da lontano potevano vederne biancheggiare le ossa, da  quì il nome <strong>Osteodes</strong> (ossario) il nome Ustica.</p>
<p>Anche <strong>Plinio</strong> racconta che l&#8217;isola era abitata e sono state trovate  numerose tracce del periodo romano. La storia più recente dell&#8217;isola racconta che fu abbandonata nel XIV secolo, periodo delle incursioni dei pirati saraceni. L&#8217;isola, essendo priva di  difese e di acque sorgive, stentò ad essere riabitata. I <strong>Borboni</strong> finalmente fortificarono l&#8217;isola nel 1763 e dopo varie vicissitudini <strong>Ustica</strong> venne ripopolata.</p>
<p>L&#8217;isola di <strong>Ustica</strong> oggi è meta di turismo  di tutti i tipi. Esistono molte strutture ricettive e negli ultimi decenni sono state costruite molte case di  vacanza utilizzate sopratutto nel periodo estivo. Anche i diportisti fanno tappa nell&#8217;isola e ne esplorano le coste ed i fondali.</p>
<p>Ustica si raggiunge con l&#8217;aliscafo e con la nave  da Palermo ed è spesso luogo di incontri internazionali degli amanti del mare e della pesca subacquea.</p>
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		<title>L’ISOLA BELLA di TAORMINA</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Isola Bella di Taormina
L&#8217;Isola Bella è il famosissimo e suggestivo isolotto, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, che si trova a pochi metri dalla spiaggia di Taormina. Una sottile striscia di sabbia la collega alla terra ferma e pertanto  la si può  raggiunge  agevolmente a piedi percorrendo  questa  bretella naturale che affiora e scompare secondo i capricci delle correnti  e delle maree.
L&#8217;isolotto venne donato nel 1806 da Ferdinando I di Borbone a Pancrazio Ciprioti sindaco di Taormina. Fu acquistata nel 1890 da Lady Florence Trevelyan, nipote della Regina Vittoria e moglie del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Isola Bella di Taormina</strong></p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/01/isola-bella-taormina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13329" title="isola bella taormina" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/01/isola-bella-taormina.jpg" alt="" width="420" height="280" /></a>L&#8217;Isola Bella è il famosissimo e suggestivo isolotto, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, che si trova a pochi metri dalla spiaggia di Taormina. Una sottile striscia di sabbia la collega alla terra ferma e pertanto  la si può  raggiunge  agevolmente a piedi percorrendo  questa  bretella naturale che affiora e scompare secondo i capricci delle correnti  e delle maree.</p>
<p>L&#8217;isolotto venne donato nel 1806 da <strong>Ferdinando I di Borbone</strong> a <strong>Pancrazio Ciprioti </strong>sindaco di Taormina. Fu acquistata nel 1890 da Lady <a title="Florence Trevelyan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Florence_Trevelyan">Florence Trevelyan</a>, nipote della Regina <a title="Vittoria del Regno Unito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittoria_del_Regno_Unito">Vittoria</a> e moglie del filantropo sindaco di Taormina prof. <a title="Salvatore Cacciola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Cacciola">Salvatore Cacciola</a> che la valorizzò costruendovi una pittoresca casetta e piantumandovi rare essenze pregiate; poi andò in eredità all&#8217;unico nipote maschio avv.<a title="Cesare Acrosso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Acrosso">Cesare Acrosso</a>.</p>
<p>Nel 1954 fu acquistata dai fratelli Busurgi, che vi realizzarono una splendida residenza con una minuscola piscina camuffata fra rocce e piantagioni.</p>
<p>Nel 1984, su sollecitazione del Comune di Taormina, l&#8217;Assessorato regionale dei Beni Culturali dichiarò l&#8217;Isola Bella un monumento d&#8217;interesse storico artistico di particolare pregio in quanto: <em>&#8220;esempio isolato di unicum come valore naturalistico, storico e culturale&#8221;</em>, sottoponendola a vincoli di tutela. Il decreto considerava l&#8217;isola come un &#8220;<a title="Monumento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monumento">monumento</a> naturale&#8221;.</p>
<p>Nel 1990 l&#8217;isola fu messa all&#8217;asta e acquistata dall&#8217;Assessorato dei Beni Culturali. Nel 1998 fu istituita <a title="Riserva naturale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale">riserva naturale</a>, gestita dal <a title="WWF" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WWF">WWF</a> e di recente passata in gestione alla <a title="Provincia di Messina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Messina">Provincia di Messina</a>.</p>
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		<title>Mazara del Vallo, non solo pesce</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara-del-vallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15653" title="mazara-del-vallo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara-del-vallo.jpg" alt="" width="483" height="350" /></a>La città si trova sulla foce  del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui  è  molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna  è dovuta inoltre alla  posizione geografica  che  l&#8217;ha resa ponte naturale  tra Africa ed Europa avvicinando  virtualmente le due sponde separate dal mare <strong>Mediterraneo</strong>. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci  dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno dei più significativi centri italiani per la pesca d’altura, ne fa anche un polo multi-etnico in cui genti e culture diverse hanno saputo trovare la via dell’integrazione.</p>
<p>Vanto della città è la statua bronzea del <strong>Satiro Danzante</strong>. Questa statua, impareggiabile  per la sua bellezza ,è stata recuperata nel 1998 da alcuni pescatori del luogo  che l&#8217;hanno trovata impigliata nelle reti durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia.  Una visita alla città parte sicuramente da piazza del Repubblica:<span id="more-15652"></span>Questa piazza, il cui impianto risale al cinquecento, è circondata da diversi palazzi del XVIII sec.  Al suo centro è collocata la statua  di <strong>San Vito, </strong>patrono della città,  opera del <strong>Marabitti</strong>. Su di essa si affacciano anche il Palazzo Vescovile con cortile e loggiato, ed il<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara_arconormanno.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-15654" title="mazara_arconormanno" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara_arconormanno.jpg" alt="" width="498" height="370" /></a> Seminario dei Chierici, in cui due ordini di archi a tutto sesto creano il portico e  il loggiato.</p>
<p>In epoca Normanna venne istituito il vescovado di <strong>Mazara</strong> e venne anche costruita l’imponente Cattedrale. L’aspetto attuale di questa è tuttavia diverso da quello originario di cui rimangono solo le mura del transetto e l’abside. Il resto venne rimaneggiato in epoca barocca e ne conserva ancora l&#8217;impronta. L’interno diviso in tre navate, conserva numerose opere d’arte. Tra queste, il <strong>gruppo della Trasfigurazione:</strong> opera cinquecentesca di <strong>Antonello Gagini</strong>. Al periodo <strong>Normanno</strong> risale anche l’elegante chiesa di<strong> S. Niccolò Regale </strong>a pianta quadrata con cupola centrale e coronamento a merli stondati, secondo i canoni dell’architettura dell’epoca. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/MAZA_01_STATSVIT_001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15655" title="MAZA_01_STATSVIT_001" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/MAZA_01_STATSVIT_001.jpg" alt="" width="432" height="650" /></a>All’interno sono stati ritrovati dei mosaici paleocristiani.</p>
<p>Passeggiando  per la città si possono  scoprire altre meraviglie di epoca barocca, come le chiese di <strong>Santa Veneranda</strong>, <strong>San Francesco</strong> e <strong>San Michele</strong>, dove le monache di clausura ancora oggi con le loro  mani virtuose producono i <em><strong>Muccuneddi, </strong></em>dolci tipici mazaresi ripieni di conserva di zucca. Non assaggiarli è un vero peccato mortale!  Una giornata a <strong>Mazara del Vallo</strong> può diventare una giornata ricca di piacevoli sorprese, quindi visitatela.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="700" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fsearch%2Fshow%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;page_show_back_url=%2Fsearch%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;method=flickr.photos.search&amp;api_params_str=&amp;api_text=mazara+del+vallo&amp;api_tag_mode=bool&amp;api_media=all&amp;api_sort=relevance&amp;jump_to=&amp;start_index=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="700" height="525" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fsearch%2Fshow%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;page_show_back_url=%2Fsearch%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;method=flickr.photos.search&amp;api_params_str=&amp;api_text=mazara+del+vallo&amp;api_tag_mode=bool&amp;api_media=all&amp;api_sort=relevance&amp;jump_to=&amp;start_index=0"></embed></object></p>
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		<title>MANDANICI piccolo gioiello in provincia di Messina</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 18:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli intenditori lo sanno: il cuore del business è in provincia. Il territorio di Messina non fa eccezione e tra i tesori nascosti c’è anche Mandanici, piccolo comune collinare della costa jonica che grazie al proprio patrimonio artistico inizia ad essere preso in considerazione anche dagli imprenditori nazionali. Il “gioiello della corona” è il monastero basiliano di Santa Maria Annunziata, fondato nel 1100 dal Gran Conte Ruggero dopo la cacciata degli arabi dall’Isola.  Un antico monastero, lo status di “città d’arte” messo a frutto e&#8230;. a Mandanici arrivano le prime ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/Mandanici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14462" title="Mandanici" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/Mandanici.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Gli intenditori lo sanno: il cuore del business è in provincia. Il territorio di <strong>Messina </strong>non fa eccezione e tra i tesori nascosti c’è anche <strong>Mandanici</strong>, piccolo comune collinare della costa jonica che grazie al proprio patrimonio artistico inizia ad essere preso in considerazione anche dagli imprenditori nazionali. Il “gioiello della corona” è il <strong>monastero basiliano di Santa Maria Annunziata</strong>, fondato nel 1100 dal <strong>Gran Conte Ruggero</strong> dopo la cacciata degli arabi dall’Isola.  Un antico monastero, lo status di “<em>città d’arte</em>” messo a frutto e&#8230;. a Mandanici arrivano le prime proposte di investimento anche da imprenditori nazionali.<span id="more-14461"></span> Le trattative sono in corso e l’amministrazione del piccolo centro jonico guidata da <strong>Armando Carpo</strong> glissa quando le si chiede di fare i nomi e preferisce rinviare qualunque comunicazione a cose fatte. Intanto i rumors parlano di compagnie aeree <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-vicoli.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-14463" title="mandanici vicoli" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-vicoli.jpg" alt="" width="334" height="500" /></a>nazionali del Nord Italia e di un gruppo alberghiero isolano con strutture anche all’estero (entrambi vorrebbero realizzare un centro congressi) e di un artista pronto a far nascere un centro per la produzione della carta secondo antichi sistemi che  sono conosciuti solo da pochissimi esperti. Ma nei mesi scorsi degli imprenditori locali hanno presentato all’amministrazione di Mandanici anche altri progetti. <em>“Mandanici è un piccolo centro</em> -spiega il sindaco Armando Carpo-  <em>ma è  ricco di testimonianze storico-artistiche di notevole pregio. Prova ne sia la definizione di “città d’arte” ottenuta due anni fa.  In una fase critica per l’economia ,che non prevede soluzioni a breve termine, l’unica strada per creare occupazione e sviluppo ed impedire che i giovani abbandonino Mandanici è quella di dare un forte impulso al turismo d’arte. Da mesi siamo in contatto con diverse realtà economiche che hanno compreso il potenziale del monastero. Insieme con la mia Amministrazione</em> -conclude  Carpo- <em>stiamo valutando le singole offerte non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo della validità culturale del progetto e non appena il quadro sarà completo decideremo cosa fare. In ogni caso, è evidente che il monastero potrà essere utilizzato solo per progetti di alto spessore culturale”. E in attesa di decidere con la propria amministrazione sul futuro del complesso basiliano, il sindaco  Armando Carpo ha siglato due protocolli d’intesa per sostenere la rivalutazione del sito con l’Archeoclub di Santa Teresa di Riva, un comune messinese del litorale jonico, e con il Consorzio “Itinerari Basiliani”.</em> Tra i numerosi tesori di Mandanici c’è <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-chiesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14464" title="mandanici chiesa" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-chiesa.jpg" alt="" width="210" height="279" /></a>anche un’antica raccolta di manoscritti storici, filosofici, scientifici e medici, alcuni dei quali risalgono al XVI secolo. Tra questi anche un testo di medicina del 1562, del quale esiste solo un’altra copia in Inghilterra.</p>
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		<title>Le saline di Trapani</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 16:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sale, il salario, le saline

Nei tempi passati il sale, più che come correttore del sapore naturale dei cibi, era considerato molto importante per le sue proprietà igroscopiche, che lo rendeva insostituibile nella essiccazione e conservazione dei cibi, in particolare delle carni.
Era tale e riconosciuta l’importanza del sale che esso assunse la dignità di moneta e usato per pagare i soldati delle legioni romane. Il nome di questa forma di pagamento, detta salario, è utilizzata ancora oggi per indicare il compenso corrisposto agli operai.
Il modo più antico per procurarsi il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Il sale, il salario, le saline</strong></h3>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/le-saline-di-trapani.jpg"><img class="size-full wp-image-11181 alignleft" title="le-saline-di-trapani" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/le-saline-di-trapani.jpg" alt="Le saline di Trapani" width="440" height="330" /></a></p>
<p>Nei tempi passati il sale, più che come correttore del sapore naturale dei cibi, era considerato molto importante per le sue proprietà igroscopiche, che lo rendeva insostituibile nella essiccazione e conservazione dei cibi, in particolare delle carni.</p>
<p>Era tale e riconosciuta l’importanza del sale che esso assunse la dignità di moneta e usato per pagare i soldati delle legioni romane. Il nome di questa forma di pagamento, detta salario, è utilizzata ancora oggi per indicare il compenso corrisposto agli operai.<span id="more-15551"></span></p>
<div id="attachment_15553" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/02/salietabacchi.jpg"><img class="size-full wp-image-15553" title="Sicilia Trapani Saline" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/02/salietabacchi.jpg" alt="Sicilia Trapani Saline" width="259" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Quando il sale era monopolio di Stato</p></div>
<p>Il modo più antico per procurarsi il sale è quello di estrarlo dall’acqua del mare. Una forma alternativa di produzione del sale è la sua estrazione dalle miniere. Il sale così ottenuto è di pregio inferiore a quello che si ottiene dall’evaporazione dell’acqua marina, poiché quest’ultimo è ricco di elementi quali lo iodio che hanno effetti particolarmente benefici per la salute.<br />
Un’ultima notazione. Fino agli anni immediatamente seguenti la seconda guerra mondiale, il sale era incluso tra i monopoli di Stato e veniva venduto nelle tabaccherie. Le zone di produzione del sale, ad esempio la Sicilia, godevano del particolare privilegio di poterlo acquistare presso le salumerie ad un prezzo molto inferiore a quello praticato nelle altre parti del paese. La differenza di prezzo era talmente elevata che il sale costituiva un prodotto oggetto di mercato nero.</p>
<p><strong>Le saline o macchine del sale</strong></p>
<p>E’ proprio il caso di dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Infatti, mentre il principio fisico che sta alla base della estrazione del sale dall’acqua del mare è molto semplice, la estrazione effettiva avviene ricorrendo a processi laboriosi che si praticano nelle cosiddette fabbriche del sale, comunemente intese saline.<br />
Per comprendere il principio fisico sul quale si basa l’estrazione del sale dall’acqua del mare, provate a fare questo esperimento. Prendete una bacinella e riempitela di acqua; aggiungete quindi una piccola quantità di sale da cucina e rimescolate per accelerarne lo scioglimento completo. Aggiungete quindi un&#8217;altra piccola quantità di sale e reiterate questo processo fino a quando noterete che il sale non si scioglierà più ed il sale aggiunto si depositerà direttamente sul fondo della bacinella. Un fisico ve lo spiegherebbe dicendo che la soluzione acqua sale è diventata satura. Adesso travasate la sola miscela acqua-sale contenuta nella bacinella in un tegame, stando attenti a non versare anche il sale depositato sul suo fondo. Posto il tegame con la miscela acqua-sale su una fonte di calore, osserverete che man mano che l’acqua evapora, il sale disciolto nell’acqua andrà depositandosi sul fondo del tegame.<br />
Una salina o macchina del sale realizza in grande proprio questo processo. Si tratta di macchine semplici, ma molto ingegnose, risultati di osservazioni e miglioramenti successivi il cui funzionamento, per chi ne fosse interessato è spiegato in numerosi siti web tra i quali ci limitiamo a  ricordare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salina">Wikipedia</a>.</p>
<p><strong>Il lavoro nelle saline<br />
</strong><br />
Il lavoro nelle saline è tra i lavori più ingrati ed usuranti. La durezza di questo lavoro è stato cantato da numerosi poeti, tra i quali vogliamo ricordare il siciliano Renzino Barbera attraverso una sua composizione  “uomo di sale” recitata da Virginia Aloisi.<br />
Il sale brucia nei piedi, nelle mani e negli occhi. E tutto questo in un contesto in cui la temperatura dell’aria raggiunge e talora supera i 40 °C.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tu65AOK8hA8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/tu65AOK8hA8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La buona prestazione di una macchina del sale o salina, richiede condizioni ambientali ben precise. Come abbiamo detto poco prima il sale si deposita facendo evaporare l’acqua nella quale è disciolto. Questo processo ha la massima efficienza quando le condizioni per l’evaporazione sono ottimali e cioè la temperatura dell’aria è elevata, la piovosità è bassa e la forte ventosità rende l’aria più secca favorendo l’evaporazione.</p>
<p><strong>Le saline di Trapani</strong></p>
<p>Trapani, capoluogo della omonima provincia, la più occidentale della Sicilia, possiede le caratteristiche ottimali per il funzionamento di una salina. E’ sul mare, ha la temperatura dell’aria elevata, bassa piovosità e forte ventosità rappresentando un luogo di elezione per l’intallazione di una salina.<br />
Le saline di Trapani sono le più famose della Sicilia e si estendono lungo la fascia costiera a sud della città lungo la strada che porta verso Marsala prima e Mazara del Vallo dopo.</p>
<div id="attachment_15556" class="wp-caption alignright" style="width: 285px"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/02/muliniavento.jpg"><img class="size-full wp-image-15556" title="Sicilia Trapani Saline" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/02/muliniavento.jpg" alt="Sicilia Trapani Saline" width="275" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Mulini a vento di una salina di Trapani</p></div>
<p>Il geografo arabo al-Idrīsī documenta la presenza delle saline già nel periodo della dominazione normanna in Sicilia e cioè subito dopo l’anno 1000. Federico di Svevia istituì il monopolio di Stato sulla produzione del sale, e tale monopolio si protrasse anche durante la dominazione angioina. Gli aragonesi a sancirono il ritorno alla proprietà privata favorendone lo sviluppo che raggiunse la sua acme sotto la corona spagnola, trasformando il porto di Trapani nel più importante centro europeo di commercio del prezioso elemento. Dopo l’unità d’Italia le saline di Trapani subirono un lento inesorabile declino per la concorrenza delle saline di Cagliari.<br />
Le saline occupano oggi una superficie di 1200 ettari circa. Il paesaggio che si può ammirare è suggestivo: distese di vasche dove viene riversata l’acqua da sottoporre all’evaporazione per separarne il sale, cumuli di sale nelle piazzole attigue alle vasche dove si completa la separazione, le opere architettoniche quali magazzini e abitazioni a servizio dell’attività delle saline ed infine i tipici mulini a vento che ricordano i panorami olandesi.<br />
I mulini a vento assolvono due funzioni distinte. Essi azionano le stazioni di pompaggio che consentono di trasferire l’acqua da una vasca all’altra e muovono le macine che provvedono alla raffinazione del sale.</p>
<div id="attachment_15560" class="wp-caption alignleft" style="width: 269px"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/02/Fauna-nelle-saline-Trapani.jpg"><img class="size-full wp-image-15560" title="Sicilia Trapani Saline" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/02/Fauna-nelle-saline-Trapani.jpg" alt="Sicilia Trapani Saline" width="259" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Fauna nelle saline Trapani</p></div>
<p>Il costante controllo del territorio e le migliorate condizioni dell&#8217;ambiente, conseguenti alla elezione a Riserva Naturale Orientata dell’area delle saline, hanno consentito la nidificazione di ben cinque nuove specie: il Gabbiano roseo, la Folaga, il Germano reale, la Pettegola, e la Volpoca.  Molto evidente (anche per i &#8220;non addetti&#8221;) è stato l&#8217;incremento del numero di Fenicotteri, che sono passati dai 40 individui presenti nel 1996 agli 860 censiti nel 2005.<br />
Le saline di Trapani sono, come detto, riserva naturale orientata denominata Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco. Chissà se lo rimarrà ancora per molto dal momento che il governo della Regione occupato da una parte a risolvere beghe interne e dall’altra alla permanente ricerca di consenso a basso costo, con la finanziaria del 2011 ha ridotto del 70% le risorse da destinare alla conservazione della natura e alla gestione delle aree naturali protette per destinarle probabilmente all’assegnazione di qualche consulenza inutile ad amici e parenti.</p>
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		<title>Provincia di Agrigento &#8211; Luoghi da visitare &#8211; Mappa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 18:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gallito</dc:creator>
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Puoi zoomare la mappa e trascinare l&#8217;icona dell&#8217;omino in alto a sinistra sulla zona di tuo interesse per una visita virtuale con Google street view.

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