Carciofi del mercato del Capo di Palermo, ispiratori di versi

Carciofi del mercato del capo di Palermo
Carciofi del mercato del capo di Palermo

Può capitare che passeggiando per un mercato, in questo caso si trattava del mercato del Capo di Palermo, l’occhio cada su un mazzo di fiori di carciofo, coperti dalle tipiche foglie carnose di colore verde violaceo culminate da spuntoni, che è buona norma maneggiare con cura.

I carciofi sono protagonisti di moltissimi piatti, non solo siciliani. Carciofi alla romana, caponata di carciofi, carciofi alla brace, paste con crema di carciofi. E sono buonissimi.

Oltre alla loro bontà, madre natura li ha dotati di una forma davvero insolita. Un cuore tenero protetto da un’armatura acuminata.

Al carciofo dedicò un’ode il poeta cileno Pablo Neruda, che immaginiamo, stette molto ad osservarli affascinato prima di mangiarseli.


Ode al carciofo

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l’origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,
voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo,
non lo teme,
lo esamina,
l’osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde.

Pablo Neruda

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