Bizzarria e originalità di “tipi” siciliani

Uomo_sicilianoQuesto brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito” che l’autore ci ha consentito gentilmente di pubblicare. Il periodo è quello degli anni 40, il luogo è Sambuca di Sicilia un piccolo paese in provincia di Agrigento ed il tema alcune tipologie di personaggi che nei piccoli centri sono molto più frequenti di quanto non si creda.

“Tutte le estati andavo, con i miei familiari, a Sambuca, ove ci fermavamo per circa due mesi. Ho avuto, quindi, la possibilità di conoscere meglio il mio paese d’origine, i suoi abitanti e le loro vicende pubbliche e private.
Vi erano dei personaggi molto strani e originali, per certi versi quasi pirandelliani.
Ve n’era uno che faceva di professione l’invitato: si era procurato un abito blu da cerimonia e, con questo, si presentava a tutte le feste, a tutti i banchetti, dai matrimoni alle cresime, dai battesimi alle prime comunioni, e così mangiava a sbafo tutti i giorni. Ve n’era un altro che diceva di essere fratello della regina d’Inghilterra: di giorno andava a lavorare in campagna, ma la sera si metteva un mantello pieno di medaglie e raccontava come si era generata questa parentela.
Diceva che, quando re Giorgio era venuto in Sicilia, aveva messo gli occhi su sua madre e, rivolgendosi all’interlocutore di turno, gli chiedeva: “Si po’ diri di no a lu re?”; poi scuotendo la testa in senso negativo, aggiungeva: “E accussì nascivu iu!”. Ve n’era un altro ancora che, da sempre, abitava in una striscia di terra, non lontana dal paese, ove coltivava frutta ed ortaggi. Quando, nel territorio sambucese, ha cominciato a formarsi il lago “Arancio”, imperterrito ha continuato a coltivare, pomodori, zucchine, nespole e susine, nonostante il rischio che le acque invadessero il suo podere.
Non vi è stato verso di convincerlo ad abbandonare la sua striscia di terra: hanno tentato inutilmente di farlo il Sindaco e le altre autorità cittadine, compreso l’Arciprete. Ma lui, invertendo i termini dell’espressione verghiana “Roba mia vientene con me!” e trasformandola in “Roba mia, vengo io con te!”, si è lasciato sommergere dalle acque.
Vi erano, poi, altri personaggi di contorno, un po’meno pirandelliani, ma certamente non normali. Vi era, ad esempio, una donna che parlava da sola perché credeva di avere uno “spirito incorporato”, era cioè convinta che un’altra donna, che lei chiamava “l’inquilina”, abitasse nel suo corpo e con questa giornalmente discuteva e spesso litigava perché pretendeva che le pagasse la pigione.
Vi era un uomo di campagna che discettava intorno ai moti della terra e si poneva il seguente problema: se la terra gira su se stessa e, nello stesso tempo, gira intorno al sole, come mai le gebbie non si capovolgono, svuotandosi di tutta l’acqua che contengono? E poneva lo stesso quesito al veterinario e al medico condotto, che non sapevano, o non volevano, rispondergli. Vi era, inoltre, una donna che, non si sa perché, non sopportava che qualcuno le dicesse “Viva l’Italia!”. Quando, rincorrendola per strada, i ragazzini le gridavano “Viva l’Italia!”, lei prontamente rispondeva “Viva la buttana di to ma’!”.
Una volta, incontrandola per caso, ho provato a dirle: “Viva l’Europa!”, ma non ha dato alcun segno d’insofferenza.
Vi era, anche, un brigadiere, venuto da poco a Sambuca, che entrava nei negozi e prendeva a credito tutto ciò che gli occorreva. Quando qualcuno gli chiedeva i soldi, rispondeva: “io non ho pagato mai nessuno” e, se quello insisteva, lo minacciava così: “Se parli ancora, ti porto subito in prigione!”.
Vi erano, poi, le mie zie, cugine di mia madre, che, in gioventù, avevano organizzato tante feste da ballo nella speranza di trovar marito, ma, poi, rimaste zitelle, si tenevano compagnia fra loro. Di mattina sbrigavano, di comune accordo, le faccende domestiche e, nel pomeriggio, si sedevano nel balcone che si apriva sulla strada principale del paese, ove recitavano il rosario e, nel contempo, commentavano quanto si offriva alla loro vista, pressappoco così: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei la benedetta fra le donne…”. “Talìa cu passa – diceva l’una all’altra –, la figghia di l’Arcipreti!” e proseguiva: “Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori…”. “Chiddu appuiato a la cantunera è don Calicchiu chi lassau la mugghieri e si nni fuju cu Santa” – ricominciava la prima – e riprendeva a pregare: “Ave Maria piena di grazia…“ e così via.”

“Fra arcobaleno e granito” riporta frammenti autobiografici di Epifania Giambalvo, edito dalle “Edizioni della Fondazione Vito Fazio Allmayer”.

4 Set 2009 | By Ciccio
tags:

Lascia un commento

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.

La VIA DEL SALE - itinerario fra Trapani e Marsala

Tramonti tra i più romantici  sono  quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della Via del Sale. La costa che da Trapani va a Marsala in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l'anima per le forti emozioni che suscit..
carnecostagesualdo bufalinoisolamarsalapaesaggipesceprovincia trapanisoleterritoriotrapani

L’ISOLA BELLA di TAORMINA

L'Isola Bella di Taormina L'Isola Bella è il famosissimo e suggestivo isolotto, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, che si trova a pochi metri dalla spiaggia di Taormina. Una sottile striscia di sabbia la collega alla terra ferma e pertanto..
fotoisolamareprovinciaslideshowspiaggespiaggiataormina

L’incanto del Natale rivive nel presepe vivente di Custonaci

La straordinaria suggestione delle immagini, nate dalla creatività, dalla compostezza, dal pathos interpretativo dei personaggi, hanno reso il Presepe Vivente di Custonaci tra i più famosi in Italia . Infatti  durante le festività natalizie ,  p..
amoreisolamortenatalesoletradizioni

Dolci di San Martino

Ogni occasione è buona! Questo direbbe qualunque persona nell’apprendere che per i siciliani tutte le opportunità, specialmente quelle sacre, sono favorevoli per produrre, ma soprattutto per consumare, dolci.  Di certo, alle menti creative e gol..
amoredolcifesteisolapantelleriasan martinosoletradizione

SAN MARTINO – l’11 novembre l’estate ritorna

Passati il Giorno di Ognissanti e la Festa dei Morti, la Sicilia, terra dove tradizione, religione e folklore vivono sempre insieme, a Novembre, mese di passaggio che conduce ai rigori invernali e mese in cui si effettua la svinatura, feste e sagre ..
cinemacittàdolcifestafesta dei mortifestegiuseppe tornatoreimpero romanoisolapalermoprodotti tipiciproverbiprovinciaragusasan martinosoleterritoriotradizione

CRISTO PANTOCRATORE in Sicilia. Luce e Bellezza.

Essere cristiani osservanti non serve, aver fede non serve, ma è inevitabile rimanere attoniti, con tante parole che affollano la mente, con lo sguardo fisso nel suo sguardo che inevitabilmente ti trova, ti cattura e si racconta con tutto se s..
bellezzacappella palatinacefalùcristo pantocreatoreisolala martoranamartoranamonrealepalermosole

Il buccellato: origini, storia e ricetta di un antico dolce siciliano

Ancora oggi si vedono in Sicilia i fichi asciugati al sole e infilati in lunghi fili di spago o "incannati", cioè infilzati in spiedi di canne. Parte di questi serviranno in inverno per fare i buccellati, dolci natalizi che, ancora oggi, contrastan..
aranciacastellodolcisolestoria

Grande Cretto – Burri – Gibellina

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento sisma, di magnitudo 6.0 Richter e con effetti all'epicentro del IX° Mercalli, colpisce una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Tra ..
agrigentobaroccocittàennamortenotopalermopatrimonioprovincia trapanisolestoriatrapani