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	<title>Blog Sicilia &#187; Raisi</title>
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	<description>Un Blog che racconta la Sicilia</description>
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		<title>Bamminiddari tradizione di natale in Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente Gesuzzu Bamminu cioè il Bambinello Gesù è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12518" title="gesu_bambino" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/gesu_bambino.jpg" alt="gesu_bambino" width="400" height="406" />Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente <strong>Gesuzzu Bamminu</strong> cioè il <strong>Bambinello Gesù</strong> è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo agro pastorale che per la prima volta <strong>San Francesco D’Assisi</strong> realizzò nel 1223. In Sicilia il piccolo Gesù fin dal medioevo era spesso in cera, eseguito con il gusto per i più minuti particolari, la cui produzione si è andata perdendo nel tempo, rappresentano oggi dei veri e propri pezzi da collezione. Custodi di quest’arte sopraffina i cosiddetti “<em><strong>Bamminiddari</strong></em>” e &#8220;<em><strong>Ceraiuli</strong></em>&#8220;. La tradizione di lavorare la cera &#8211; la ceroplastica, parte dal medioevo ed  era particolarmente diffusa in Sicilia, da Palermo a Trapani e nella regione Iblea. Attività esercitata prevalentemente nei conventi e nei monasteri, dalla seconda metà del &#8217;600 divenne una vera e propria arte eseguita da artigiani conosciuti e richiesti in tutta Europa.<span id="more-12517"></span> <img class="alignright size-full wp-image-12519" title="Bambinello 3" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/Bambinello-3.jpg" alt="Bambinello 3" width="250" height="240" />I “<em><strong>cerari</strong></em>” a Palermo si erano riuniti in maestranza e avevano stabilito bottega in una strada dietro la <strong>Chiesa di San Domenico</strong> tra il 600 e il 700, dando il loro nome alla via, proprio la <strong>via Bambinai</strong>. Di ciò riferisce anche il <strong>Pitrè</strong>: <em>“Le famiglie li acquistavano, li facevano benedire e li conservavano per devozione”</em>. Caposcuola riconosciuto di quest&#8217;arte fu il siracusano <strong>Gaetano Zummo</strong> che, dopo l&#8217;iniziale apprendistato fatto nell&#8217;Isola, venne chiamato alle migliori corti dell&#8217;epoca per eseguire i suoi raffinati lavori: così a Napoli si può oggi ammirare la sua Peste, a Firenze alcune delle sue opere più famose come il Trionfo del Tempo e la Corruzione dei corpi, a Bologna le teste anatomiche che realizzò per uno dei più famosi centri di anatomia umana dell&#8217;epoca. Ma la sua produzione più celebre è rappresentata senz&#8217;altro dal gruppo della Natività esposto al <strong>Victoria and Albert Museum</strong> di Londra che l&#8217;acquistò nel 1953.<img class="alignleft size-full wp-image-12520" title="bambinello2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello2.jpg" alt="bambinello2" width="340" height="356" /> Vanno ricordati anche <strong>Giovanni Rosselli</strong> per la sua opera al <strong>Museo Regionale di Messina</strong> nonché <strong>Anna Fortino</strong>, <strong>Giacomo Serpotta</strong> e <strong>Anna La Farina</strong>. I Bambinelli sono di fattura raffinata, preziosi e ieratici. Nel &#8217;800 sono rinomati i <em>&#8220;cerari&#8221;</em> siracusani che producono presepi interi o Bambinelli dall&#8217;espressione gioiosa o dormienti, recanti nelle mani un agnellino, un fiore o un frutto e immersi in un tripudio di fiori di carta e lustrini colorati dentro teche di vetro (scarabattole). Tra loro eccellono Fra&#8217; Ignazio Macca, del quale si conservano alcuni presepi nell&#8217;eremo di San Corrado a Noto e nel <strong>Museo Bellomo</strong> di Siracusa e <strong>Mariano Cormaci</strong> ricordato dal presepe in cera a grandezza naturale sito nella grotta di Acireale. Notevole anche il presepe conservato nel palazzo Vescovile di Noto, che rappresenta uno spaccato di vita contadina, composto da 38 figure inserite nel paesaggio dei <strong>Monti Iblei</strong>. Per quanto riguarda i Bambini di cera i <em>“Bammineddi”</em> è opportuno osservare alcune differenze. A prescindere dalle dimensioni, la loro lavorazione può distinguersi per una fondamentale caratteristica: vi erano botteghe di “<em><strong>Bamminiddari</strong></em>” che offrivano il prodotto “<em>cavo</em>” mentre altri plasticatori realizzavano statuette piene. <img class="alignright size-full wp-image-12521" title="bambinello_teca" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello_teca.jpg" alt="bambinello_teca" width="224" height="300" />Queste ultime pare avessero due momenti di fusione: all’esterno veniva realizzata una consistente patina spessa diversi millimetri (anche in rapporto alle dimensioni) e dentro quest’involucro più raffinato, sia nella materia prima che nella necessaria lavorazione, veniva versata altra cera grezza conferendo così maggiore consistenza alla statuetta. E evidente che all’interno di queste due principali categorie vi erano poi tanti altri caratteri distintivi in funzione dell’abilità e della sensibilità artistica del modellatore. Un’altra diversità essenziale stava nel modo di realizzare gli occhi del Bambino. E chiaro che l’impiego di bulbi oculari finemente lavorati in pasta vitrea comportava contatti con ambienti tecnologicamente avanzati, per non dire di carattere industriale. Quindi sarà difficile riscontrare specie nel XVIII secolo l’impiego di questo specifico accessorio nella produzione di un Bambinaio magari abile, non ritenuto un artista quindi emarginato. A parte gli esemplari conservati nei vari Musei dell&#8217;Isola, una produzione non indifferente di questi piccoli capolavori appartiene all&#8217;eredità, tramandata di generazione in generazione, di molte famiglie siciliane che li hanno gelosamente custoditi quasi fossero divinità che proteggono la famiglia.<img class="aligncenter size-full wp-image-12522" title="Gaetano Zummo 2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/Gaetano-Zummo-2.jpg" alt="Gaetano Zummo 2" width="667" height="318" /> Una curiosità del passato ma ancora in voga in alcune parrocchie e quella, con una sorta di “lotteria” tra i fedeli, sorteggiavano il Bambinello esposto nel presepio. Chi lo vinceva, oltre a sentirsi “prescelto dalla fortuna” si impegnava a dargli una adeguata sistemazione all’interno della sua casa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12524" title="G. Zummo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/G.-Zummo.gif" alt="G. Zummo" width="461" height="297" /><img class="alignright size-full wp-image-12525" title="bambinello" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/12/bambinello.jpg" alt="bambinello" width="175" height="324" /></p>
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		<title>La VIA DEL SALE &#8211; itinerario fra Trapani e Marsala</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 23:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-11177" title="Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo-300x199.jpg" alt="Le_saline_di_Trapani_-_Il_Mulino_by_Davide_Restivo" width="300" height="199" />Tramonti tra i più romantici  sono  quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della <strong>Via del Sale</strong>. La costa che da <strong>Trapani</strong> va a <strong>Marsala</strong> in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l&#8217;anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che  trovano casa in questo territorio e in particolare nell&#8217;habitat della <strong>Riserva dello Stagnone di Marsala</strong> dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai  nostri occhi  sia la misteriosa isola di <strong>Mothia</strong> (culla della civiltà Fenicio-Punica di Sicilia),che i mulini a vento e le saline con  i monticelli di sale che è, e sarà ( se l&#8217;uomo saprà preservarlo) l&#8217;unico protagonista del territorio costiero trapanese.<span id="more-11185"></span> Quando l&#8217;acqua marina evapora al calore del sole  resta un grumo di cristalli  bianchi ed asciutti che sembrano simboleggiare, per la loro natura amara e spigolosa, la vita dura degli abitanti di questa terra. Per infinite generazioni di Siciliani della costa occidentale, il sale è  stato ed è ancora  motivo di vita e sopravvivenza: Infatti sulla costa che va da  Trapani e Marsala, sin da tempi remoti ,i residenti hanno convogliato il mare, con l&#8217;aiuto dei mulini a vento,  in basse vasche recintate di tufo . Il sole con il suo calore ha fatto il resto ,permettendo di raccogliere dal fondo delle vasche il sale  e dando  così inizio all&#8217;industria estrattiva  che ancora oggi è fonte di vita e riccheza. Da queste parti il sale è chiamato “oro bianco”: buono per conservare la carne, il pesce o per conciare le pelli, come per scacciare i demoni. Nel &#8217;500, il prezzo era pari all&#8217;oro, ed era usato come moneta di scambio fin dall&#8217;antichità (da cui il termine “salario”). I Fenici furono i primi ad estrarrre il sale in questa zona costiera  e ancora oggi  è una risorsa per tante famiglie, come per  esempio per <strong>Alberto Culcasi</strong> che oggi ha 75 anni ed ha sempre lavorato nella salina. Dalle sue proprietà vicino Paceco racconta:<em>”ho cominciato a 6 anni come bracciante addetto alla pulizia del sale; allora noi operai eravamo schiavi venduti. Poi, nel </em><img class="size-full wp-image-11182 aligncenter" title="Senza nome-True Color-02" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/10/Senza-nome-True-Color-02.jpg" alt="Senza nome-True Color-02" width="690" height="349" /><em>1977, ho comprato dodici ettari. Dopo l&#8217;alluvione i padroni svendevano, avevano paura. Oggi è tutto mio, ma Dio sa quanto è stata dura. Sole è sudore sono gli angeli che hanno cotto la pelle del collo e delle mie mani. Io contro il mare”</em><br />
E&#8217; grazie a uomini come Alberto Culcasi se oggi i vecchi mulini a vento funzionano ancora come quattro secoli fa. I più avevano rinunciato, troppo dura e troppo poco redditizia  l&#8217;attività estrattiva. Ma lui come altri hanno tenuto duro, <em>“ la salina si lavora come un campo qualsiasi”</em> ci dice convinto, e così facendo ogni giorno vince la sua battaglia e regalandoci  anche questi paesaggi unici che oggi è  nostro compito  preservare.<br />
Per concludere mi viene in aiuto un insuperabile <strong>Gesualdo Bufalino</strong> che di sicilianitudine era un maestro: <em>“Conosco solitudini d&#8217;isola di una tenerezza infinita, intime come pieghe di carne. Persino le coste, per quanto manomesse e corrotte dall&#8217;infezione balneare, serbano ancora intatto qualche lembo d&#8217;incantesimo e di pace”</em>. Tutto risponde al vero percorrendo la <strong>Via del Sale</strong> sula costa trapanese</p>
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		<title>CALAMOSCHE Silenzio che si fa spiaggia</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 19:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se chiedete indicazioni per arrivare a Calamosche incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama &#8220;Funni Musca&#8220;. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.
Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un&#8217;area  di parcheggio protetto  dove lasciare l&#8217;auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche-01.jpg"><img class="size-full wp-image-7423 alignleft" title="calamosche-01" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche-01.jpg" alt="" /></a>Se chiedete indicazioni per arrivare a <strong>Calamosche</strong> incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama &#8220;<strong>Funni Musca</strong>&#8220;. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.</p>
<p>Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un&#8217;area  di parcheggio protetto  dove lasciare l&#8217;auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici di Eloro e l&#8217;Oasi Faunistica di Vendicari. <span id="more-7420"></span><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche1.jpg"><img class="size-full wp-image-7424 alignright" title="calamosche1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche1.jpg" alt="" /></a>La Spiaggia è abbastanza isolata e per questo non facilmente raggiungibile; ma il sacrificio è sicuramente ricompensato dalla bellezza dei luoghi. Niente bar , niente musiche assordanti , niente stabilimenti balneari, nessuna presenza molesta ad oltraggiare la natura selvaggia ed incontaminata. La spiaggia di soffice sabbia dorata, larghissima e lunga circa 200 metri, viene lambita da un mare azzurro, cristallino, trasparente , di eccezionale limpidezza e quasi sempre calmo in quanto la caletta è  riparata e circondata da due promontori rocciosi su cui cresce la tipica vegetazione del litorale. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche2.jpg"><img class="size-full wp-image-7425 alignleft" title="calamosche2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche2.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Per fortuna l&#8217;accesso dal mare è vietato ad ogni tipo di imbarcazione. La suggestione della caletta è arricchita da grotte ed anfratti, e alle sue spalle, oltre le piccole dune e la tipica macchia che la orlano, si trova un pantano frequentato spesso da uccelli migratori. Della costa Sud Orientale della Sicilia, Calamosche è sicuramente tra le spiagge più belle.Proprio per questo  nel 2005 è stata insignita dalla Guida Blu di Lega Ambiente del titolo di &#8220;<strong>Spiaggia più bella d&#8217;Italia</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7432" title="calamosche7" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/06/calamosche7.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>Panarea, l’isola delle Eolie piccola e mondana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 07:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.
Sulla piccina delle Eolie oggi l&#8217;atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell&#8217;arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l&#8217;unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14719" title="panarea" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a>Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato <strong>Spallanzani</strong> scriveva “<strong>Panarea</strong> sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.</p>
<p style="text-align: left;">Sulla piccina delle <strong>Eolie</strong> oggi l&#8217;atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell&#8217;arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l&#8217;unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-8245"></span>Non ha strade degne di essere chiamate tali e la sua lunghezza di non più di due chilometri e mezzo consente di percorrerla a piedi. Il suo minuscolo porto-paese è caratterizzato da  case bianchissime di calce con i pergolati sostenuti da “pulera”,( <a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/foto13-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8247" title="foto13-2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto13-2.jpg" alt="" /></a> tipiche colonne tondeggianti delle case Eoliane). Le  terrazze sul mare  e la vegetazione rigogliosa  e pittoresca  fanno dell&#8217;isola una delle mete più alla moda del Mediterraneo.<br />
Tutti insieme residenti e non, animano a tutte le ore il ristretto lungomare, unica zona pubblica ad essere illuminata. Il momento clou è l&#8217;ora dell&#8217;aperitivo, quando si vedono passeggiare molti personaggi dello spettacolo e vip  venuti da tutto il mondo in uno struscìo di sete e bermuda griffati. Tutti  sono rigorosamente a piedi nudi, come detta la moda dell&#8217;isola. Oggi gli amori nascono e muoiono tra i riflettori del <strong>Raya</strong>, albergo conosciuto ovunque e cartina di tornasole degli umori di tutta l&#8217;estate come anche il suo bar esotico lungo il porto che di notte diventa discoteca per tutte le generazioni. Ma a Pararea esistono anche luoghi silenziosi, come l&#8217;abitato di Ditella, nel nord dell&#8217;isola, tutto case candide e giardini fioriti. O come  la passeggiata che dal porto arriva fino a cala Junco: la strada tra capperi, ulivi e panoramici scorci sugli isolotti arriva fino a Drautto e nella splendida caletta degli Zimmari. <a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/dsc_0032-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8249" title="dsc_0032-2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/dsc_0032-2.jpg" alt="" /></a> Il cielo è turchese di giorno e carico di stelle la notte. Il mare è di cristallo e la roccia vulcanica disegna innumerevoli ombre. Dalla spiaggetta sabbiosa iniziano i gradini che conducono ai resti del villaggio protostorico del capo Milazzese. Stazione dell&#8217;età del bronzo. All&#8217;estremo nord, sorge Iditella con la spiaggetta di Calcara, le cui acque sono scaldate da fumarole.<br />
Tutto a Panare sa di mare e sogni anche quando questi alla fine di un&#8217;estate svaniscono e le donne del luogo dopo avere affittato e venduto tutto il possibile, si dedicano al meritato riposo. Adesso tutto il loro tempo è per figli e nipoti,e mentre in cucina preparano “spicchitedda” ,prelibati biscotti di vino cotto, salano i capperi. E quando si avvicina l&#8217;ora del tramonto, scorrendo i grani del rosario tra le dita operose , recitano le preghiere della sera.</p>
<div><a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/panarea-cala-degli-zimmari-779653.jpg"><img class="size-full wp-image-8250 aligncenter" title="panarea-cala-degli-zimmari-779653" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea-cala-degli-zimmari-779653.jpg" alt="" /></a><a href="http://www.blogsicilia.eu/wp-content/uploads/2009/07/panarea5-760532.jpg"><img class="size-full wp-image-8251 aligncenter" title="panarea5-760532" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/panarea5-760532.jpg" alt="" /></a></div>
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		<title>Mazara del Vallo, non solo pesce</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara-del-vallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15653" title="mazara-del-vallo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara-del-vallo.jpg" alt="" width="483" height="350" /></a>La città si trova sulla foce  del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui  è  molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna  è dovuta inoltre alla  posizione geografica  che  l&#8217;ha resa ponte naturale  tra Africa ed Europa avvicinando  virtualmente le due sponde separate dal mare <strong>Mediterraneo</strong>. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci  dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno dei più significativi centri italiani per la pesca d’altura, ne fa anche un polo multi-etnico in cui genti e culture diverse hanno saputo trovare la via dell’integrazione.</p>
<p>Vanto della città è la statua bronzea del <strong>Satiro Danzante</strong>. Questa statua, impareggiabile  per la sua bellezza ,è stata recuperata nel 1998 da alcuni pescatori del luogo  che l&#8217;hanno trovata impigliata nelle reti durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia.  Una visita alla città parte sicuramente da piazza del Repubblica:<span id="more-15652"></span>Questa piazza, il cui impianto risale al cinquecento, è circondata da diversi palazzi del XVIII sec.  Al suo centro è collocata la statua  di <strong>San Vito, </strong>patrono della città,  opera del <strong>Marabitti</strong>. Su di essa si affacciano anche il Palazzo Vescovile con cortile e loggiato, ed il<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara_arconormanno.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-15654" title="mazara_arconormanno" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/mazara_arconormanno.jpg" alt="" width="498" height="370" /></a> Seminario dei Chierici, in cui due ordini di archi a tutto sesto creano il portico e  il loggiato.</p>
<p>In epoca Normanna venne istituito il vescovado di <strong>Mazara</strong> e venne anche costruita l’imponente Cattedrale. L’aspetto attuale di questa è tuttavia diverso da quello originario di cui rimangono solo le mura del transetto e l’abside. Il resto venne rimaneggiato in epoca barocca e ne conserva ancora l&#8217;impronta. L’interno diviso in tre navate, conserva numerose opere d’arte. Tra queste, il <strong>gruppo della Trasfigurazione:</strong> opera cinquecentesca di <strong>Antonello Gagini</strong>. Al periodo <strong>Normanno</strong> risale anche l’elegante chiesa di<strong> S. Niccolò Regale </strong>a pianta quadrata con cupola centrale e coronamento a merli stondati, secondo i canoni dell’architettura dell’epoca. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/MAZA_01_STATSVIT_001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15655" title="MAZA_01_STATSVIT_001" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/05/MAZA_01_STATSVIT_001.jpg" alt="" width="432" height="650" /></a>All’interno sono stati ritrovati dei mosaici paleocristiani.</p>
<p>Passeggiando  per la città si possono  scoprire altre meraviglie di epoca barocca, come le chiese di <strong>Santa Veneranda</strong>, <strong>San Francesco</strong> e <strong>San Michele</strong>, dove le monache di clausura ancora oggi con le loro  mani virtuose producono i <em><strong>Muccuneddi, </strong></em>dolci tipici mazaresi ripieni di conserva di zucca. Non assaggiarli è un vero peccato mortale!  Una giornata a <strong>Mazara del Vallo</strong> può diventare una giornata ricca di piacevoli sorprese, quindi visitatela.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="700" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fsearch%2Fshow%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;page_show_back_url=%2Fsearch%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;method=flickr.photos.search&amp;api_params_str=&amp;api_text=mazara+del+vallo&amp;api_tag_mode=bool&amp;api_media=all&amp;api_sort=relevance&amp;jump_to=&amp;start_index=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="700" height="525" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fsearch%2Fshow%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;page_show_back_url=%2Fsearch%2F%3Fq%3Dmazara%2Bdel%2Bvallo&amp;method=flickr.photos.search&amp;api_params_str=&amp;api_text=mazara+del+vallo&amp;api_tag_mode=bool&amp;api_media=all&amp;api_sort=relevance&amp;jump_to=&amp;start_index=0"></embed></object></p>
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		<title>A San Fratello per Pasqua i Giudei fanno festa</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 00:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/giudei-di-san-fratello_resize.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13777" title="giudei di san fratello_resize" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/giudei-di-san-fratello_resize.jpg" alt="" width="530" height="354" /></a>La <strong>Settimana Santa</strong> è sicuramente il momento più ricco di manifestazioni in Sicilia: la passione di Cristo e la sua resurrezione sono testimoniate, in modi diversi e a volte singolari, da tradizioni  popolari e riti  sacri che attirano la curiosità di tanta gente A volte questi riti hanno un sapore pagano: A <strong>San Fratello</strong>, piccolo comune  della provincia di Messina adagiato tra le alture dei <strong>Nebrodi </strong> si rinnova ogni anno il rito pasquale della  <strong>Festa dei Giudei </strong>. A questa manifestazione partecipano tutti i cittadini: all&#8217;alba  del Mercoledì Santo fino al venerdì, suggestivi personaggi con costumi variopinti  detti  &#8221;Giudei&#8221;, invadono le vie con suoni e balli, che  in verità ricordano più il carnevale che la <strong>Pasqua</strong>.</p>
<p><span id="more-13776"></span>I Giudei,  percorrendo le strade del paese, suonano , muovendosi in maniera <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/3447439673_20f6afd1c1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13778" title="3447439673_20f6afd1c1" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/3447439673_20f6afd1c1.jpg" alt="" width="500" height="394" /></a>impertinente, trombette dal suono stridulo  e fastidioso . Il Giudeo in questa rappresentazione simboleggia il crocifissore, il flagellatore, e il soldato che affonda la lancia sul costato di Gesù. Il Giudeo è anche il volto folle dell’uomo che sa di commettere un abominio e  nonostante questo lo compie. Tutto questo viene nettamente dichiarato, e nello stesso tempo reso astratto dalla messinscena surreale  del rito. I costumi variopinti che vengono indossati dai Giudei sono molto preziosi ed antichi , infatti le famiglie  li possiedono  e conservano gelosamente da molte generazioni. I personaggi vestono una giubba e calzoni di mussola rossa con strisce di stoffa di altri colori ( di solito gialle e bianche), la testa  è coperta da  una maschera ed  il  cappuccio  termina con un lungo cordoncino  come  fosse una coda. Altri elementi rendono la maschera grottesca, come la  pelle lucida che forma una lingua,  le sopracciglia lunghe e arcuate,   le scarpe di cuoio o stoffa,  delle catene nella mano sinistra e la tromba sull’altra. Di certo non ricordano coloro che vissero al tempo di Gesù, ma la loro carica simbolica e spettacolare, porta il tutto su un altro piano di attenzione ed astrazione. Nella <em><strong>Corda Pazza</strong></em>, <strong>Leonardo Sciascia</strong> scrive: <em>“&#8230;che cos’è  una festa religiosa in Sicilia? Sarebbe facile rispondere che è tutto&#8230; é anzi tutto una esplosione esistenziale&#8230;esplosione dell’es collettivo di un paese dove la collettività esiste soltanto a livello dell’es&#8230; I Giudei (di San Fratello) sono gli uccisori di Cristo, perciò nella rappresentazione della passione di Cristo che viene condannato e crocifisso, essi demonicamente si scatenano&#8230;e ci chiediamo se alla formazione di tale tradizione non abbiano concorso più delle ragioni calendariali e liturgiche, ragioni psicologiche, sociali e storiche”,</em> La festa di San Fratello appare distante dal momento che si va a rievocare, e  difficilmente troviamo altrove.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-13779" title="giudeo 2" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/giudeo-2.jpg" alt="" width="480" height="578" />Per questo ,almeno una volta,bisogna andare ad assistere a questa incredibile e seducente pantomima dal sapore amaro, che ricorda  le parole del vangelo:  <em>Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: &#8220;Salve, re dei Giudei!&#8221;. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo</em>. (<strong>vangelo di Matteo</strong>)</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: &#8220;Salve, re dei Giudei!&#8221;. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo</em>. (<strong>vangelo di Marco</strong>)<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="700" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fsearch%2Fshow%2F%3Fq%3Dfesta%2Bdei%2Bgiudei&amp;page_show_back_url=%2Fsearch%2F%3Fq%3Dfesta%2Bdei%2Bgiudei&amp;method=flickr.photos.search&amp;api_params_str=&amp;api_text=festa+dei+giudei&amp;api_tag_mode=bool&amp;api_media=all&amp;api_sort=relevance&amp;jump_to=&amp;start_index=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="700" height="525" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fsearch%2Fshow%2F%3Fq%3Dfesta%2Bdei%2Bgiudei&amp;page_show_back_url=%2Fsearch%2F%3Fq%3Dfesta%2Bdei%2Bgiudei&amp;method=flickr.photos.search&amp;api_params_str=&amp;api_text=festa+dei+giudei&amp;api_tag_mode=bool&amp;api_media=all&amp;api_sort=relevance&amp;jump_to=&amp;start_index=0"></embed></object></p>
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		<title>MANDANICI piccolo gioiello in provincia di Messina</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 18:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli intenditori lo sanno: il cuore del business è in provincia. Il territorio di Messina non fa eccezione e tra i tesori nascosti c’è anche Mandanici, piccolo comune collinare della costa jonica che grazie al proprio patrimonio artistico inizia ad essere preso in considerazione anche dagli imprenditori nazionali. Il “gioiello della corona” è il monastero basiliano di Santa Maria Annunziata, fondato nel 1100 dal Gran Conte Ruggero dopo la cacciata degli arabi dall’Isola.  Un antico monastero, lo status di “città d’arte” messo a frutto e&#8230;. a Mandanici arrivano le prime ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/Mandanici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14462" title="Mandanici" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/Mandanici.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Gli intenditori lo sanno: il cuore del business è in provincia. Il territorio di <strong>Messina </strong>non fa eccezione e tra i tesori nascosti c’è anche <strong>Mandanici</strong>, piccolo comune collinare della costa jonica che grazie al proprio patrimonio artistico inizia ad essere preso in considerazione anche dagli imprenditori nazionali. Il “gioiello della corona” è il <strong>monastero basiliano di Santa Maria Annunziata</strong>, fondato nel 1100 dal <strong>Gran Conte Ruggero</strong> dopo la cacciata degli arabi dall’Isola.  Un antico monastero, lo status di “<em>città d’arte</em>” messo a frutto e&#8230;. a Mandanici arrivano le prime proposte di investimento anche da imprenditori nazionali.<span id="more-14461"></span> Le trattative sono in corso e l’amministrazione del piccolo centro jonico guidata da <strong>Armando Carpo</strong> glissa quando le si chiede di fare i nomi e preferisce rinviare qualunque comunicazione a cose fatte. Intanto i rumors parlano di compagnie aeree <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-vicoli.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-14463" title="mandanici vicoli" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-vicoli.jpg" alt="" width="334" height="500" /></a>nazionali del Nord Italia e di un gruppo alberghiero isolano con strutture anche all’estero (entrambi vorrebbero realizzare un centro congressi) e di un artista pronto a far nascere un centro per la produzione della carta secondo antichi sistemi che  sono conosciuti solo da pochissimi esperti. Ma nei mesi scorsi degli imprenditori locali hanno presentato all’amministrazione di Mandanici anche altri progetti. <em>“Mandanici è un piccolo centro</em> -spiega il sindaco Armando Carpo-  <em>ma è  ricco di testimonianze storico-artistiche di notevole pregio. Prova ne sia la definizione di “città d’arte” ottenuta due anni fa.  In una fase critica per l’economia ,che non prevede soluzioni a breve termine, l’unica strada per creare occupazione e sviluppo ed impedire che i giovani abbandonino Mandanici è quella di dare un forte impulso al turismo d’arte. Da mesi siamo in contatto con diverse realtà economiche che hanno compreso il potenziale del monastero. Insieme con la mia Amministrazione</em> -conclude  Carpo- <em>stiamo valutando le singole offerte non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo della validità culturale del progetto e non appena il quadro sarà completo decideremo cosa fare. In ogni caso, è evidente che il monastero potrà essere utilizzato solo per progetti di alto spessore culturale”. E in attesa di decidere con la propria amministrazione sul futuro del complesso basiliano, il sindaco  Armando Carpo ha siglato due protocolli d’intesa per sostenere la rivalutazione del sito con l’Archeoclub di Santa Teresa di Riva, un comune messinese del litorale jonico, e con il Consorzio “Itinerari Basiliani”.</em> Tra i numerosi tesori di Mandanici c’è <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-chiesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14464" title="mandanici chiesa" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/06/mandanici-chiesa.jpg" alt="" width="210" height="279" /></a>anche un’antica raccolta di manoscritti storici, filosofici, scientifici e medici, alcuni dei quali risalgono al XVI secolo. Tra questi anche un testo di medicina del 1562, del quale esiste solo un’altra copia in Inghilterra.</p>
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		<title>Palermo Araba di Ibn-Haucal, luogo di delizie.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sicilia è un’ isola di sette giornate di cammino in lunghezza sopra quattro di larghezza; essa è coperta di monti e castelli, e di fortezze, abitata e coltivata dovunque. Palermo, la città più popolosa e più rinomata di quest’isola, è altresì sua metropoli. Situata sulle sponde del mare dal lato settentrionale, Palermo di divide in cinque quartieri distinti fra loro, quantunque poco lungi l’uno dall’altro. Il primo è la città circondata da un muro di pietra elevato e formidabile. La pianta oggi presenta un rettangolo situato sulla spiaggia del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-13397" title="documento arabo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/documento-arabo.jpg" alt="documento arabo" width="500" height="409" />La Sicilia è un’ isola di sette giornate di cammino in lunghezza sopra quattro di larghezza; essa è coperta di monti e castelli, e di fortezze, abitata e coltivata dovunque. <strong>Palermo</strong>, la città più popolosa e più rinomata di quest’isola, è altresì sua metropoli. Situata sulle sponde del mare dal lato settentrionale, Palermo di divide in cinque quartieri distinti fra loro, quantunque poco lungi l’uno dall’altro. Il primo è la città circondata da un muro di pietra elevato e formidabile. La pianta oggi presenta un rettangolo situato sulla spiaggia del mare; in tempi assai remoti, il mare penetrava in questo luogo per mezzo di una laguna divisa in due rami </em>(<strong>Fiumi Papireto</strong> e <strong>Kemonia</strong>). <em>La città greco-fenicia fu fabbricata sulla lingua di terra compresa tra i due rami, il margine che rimaneva verso scirocco offri il sito ad un novello quartiere, ch’esisteva di già al tempo della prima guerra punica, la <strong>Khalessah</strong> o la <strong>Kalsa</strong> o Gausa d’oggidì.<span id="more-13395"></span></em> <em>La città vecchia, la Paleapoli, fu chiamata <strong>El-Kassar</strong>, il castello<img class="alignright size-full wp-image-13398" title="palermo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/palermo.jpg" alt="palermo" width="500" height="523" /> o palazzo; è questo il centro dell’attuale città. La strada principale, che divide la città in due parti uguali, chiamasi ognora il <strong>Cassaro</strong>. Questo quartiere è i soggiorno de’ mercanti. Vi si ritrova la gran moschea del venerdì, altra volta chiesa de’ cristiani. La Khalessah che ha pure le sue muraglia costruite in pietra, è il soggiorno del sultano e del suo seguito; non vi si vedono né mercanti, ne magazzini di mercanzie; ma bagni, una moschea del venerdì di mezzana grandezza, la prigione del sultano, l’arsenale, e gli uffici delle amministrazioni.</em> <em>Questa città ha quattro porte dal lato di mezzodì; e dal lato di levante di settentrione e di ponente, il mare ed una muraglia senza porte. Il quartiere detto Sacalibah</em> (quartiere degli schiavoni)<em> è i più popolato e più considerevole delle due città, di cui ho fatto parola. Qui è il porto marettimo. Il quartiere della Moschea, che prende il suo nome dalla moschea detta d’Ibn-Saclab, è del pari notevole. I corsi d’acqua vi mancano affatto, e gli abitanti bevono acqua de’ pozzi</em> (secondo <strong>Michele Amari</strong> <img class="alignleft size-full wp-image-13399" title="vicolo meschita" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2010/03/vicolo-meschita.jpg" alt="vicolo meschita" width="180" height="114" />dietro la chiesa di San Tolentino, dove si riscontra il toponimo moschitta o meschita). <em>A settentrione della città scaturisce una riviera nominata Oued-Abbas, gran riviera, sulla si rinvengono molti molini, verzieri e giardini di delizia che non danno alcun prodotto</em> (si parla della costa che va verso il fiume oreto). <em>Il quartiere Sacalibah non è circondato da alcuna muraglia. I più grandi mercati, non che quello di tutti i venditori d’olio, trovansi fra la moschea d’Ibn-Saclab ed il quartiere <strong>El-Jadid</strong> </em>(attuale <strong>Albergheria</strong> ove si trova il <strong>mercato di Ballarò</strong>). <em>Nella città si rinviene un immenso numero di moschee, la più parte delle quali sono frequentate e ritte coi loro tetti, le loro mura e le loro porte, sorpassano il numero di 300. esse servono di radunanza agli uomini per comunicarsi i loro lumi ed accrescerli. Al di fuori, tutto lo spazio che la circonda e che ne forma la continuazione, spazio compreso fra le torri e i giardini, è occupato da mehall (Mehall può significare vie, paesaggi, luoghi di delizia e padiglioni sicuramente tutto quello che in periodo normanno viene chiamato Genoardo). Un altra linea di abitazioni si prolunga sino al luogo detto <strong>Baida</strong>. Un villaggio che s’innalza al di sopra della città. </em>(Toponimo di Baida ancora oggi utilizzato per la frazione sopra il borgo nuovo. A Baida, bianca in arabo, vi si trova una terra bianchissima che è un misto di carbonato di calcio, di magnesio, ossido di ferro e allume)<em>. Circa <strong>al Kassar</strong>, esso è Palermo propriamente detto, o la città vecchia. La più celebre delle sue porte è la <strong>Bab-el-Bahr</strong> </em>(porta del mare)<em>. La città è circondata da parecchi ruscelli che scorrono da ponente a levante, e che danno forza di far girare due macine da molino. I margini di questi sono circondati da terreni paludosi, ove cresce la canna persiana, non sono malsani ne stagni ne luoghi asciutti. Nel centro del paese vi ha una valle coperta, i gran parte di papiri, che si impiega per la carta del sultano</em> (luogo oggi detto Papireto).</p>
<p>Questa breve descrizione, racconta della bellezza di una Palermo ormai dimenticata, ma che tutti noi  potremmo e dovremmo ritrovare.</p>
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		<title>Matteo Bonello e la sua Spada inchiodata sul portone del Palazzo Arcivescovile di Palermo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 09:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul piano della Cattedrale di Palermo si trova anche il Palazzo Arcivescovile. Posiamo il nostro sguardo sul portale principale e precisamente osserviamo l&#8217;anta destra del portone: a circa tre metri di altezza, si trova l&#8217;elsa di una spada. E&#8217; quanto rimane dell&#8217;arma con cui Matteo Bonello, signore di Caccamo, uccise il primo ministro del Re Guglielmo I, Maione di Bari.Come mai l&#8217;arcivescovo sentì il bisogno di inchiodare la spada di Bonello sulla porta del suo palazzo?
Facciamo un salto indietro nella storia: Guglielmo I, tutto preso dai suoi piaceri dell&#8217;harem e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10536" title="7479659" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/09/7479659.jpg" alt="7479659" width="500" height="375" />Sul piano della <strong>Cattedrale di Palermo</strong> si trova anche il <strong>Palazzo Arcivescovile</strong>. Posiamo il nostro sguardo sul portale principale e precisamente osserviamo l&#8217;anta destra del portone: a circa tre metri di altezza, si trova l&#8217;elsa di una spada. E&#8217; quanto rimane dell&#8217;arma con cui <strong>Matteo Bonello</strong>, signore di Caccamo, uccise il primo ministro del <strong>Re Guglielmo I</strong>, <strong>Maione di Bari</strong>.Come mai l&#8217;arcivescovo sentì il bisogno di inchiodare la spada di Bonello sulla porta del suo palazzo?</p>
<p>Facciamo un salto indietro nella storia: Guglielmo I, tutto preso dai suoi piaceri dell&#8217;harem e della tavola, regnava con lo sfarzo e il distacco di un sovrano orientale; il governo effettivo era nelle mani del pugliese ammiraglio Maione, che doveva fronteggiare la pericolosa irrequietezza dei nobili e dell&#8217;alto clero.<span id="more-10535"></span> Nel 1168 l&#8217;arcivescovo Ugo si mise alla testa di una congiura che aveva come obbiettivo la detronizzazione di Guglielmo I, l&#8217; insediamento di Guglielmo II (ancora bambino )e la presa effettiva del potere da parte di un comitato di nobili presieduta dell&#8217;arcivescovo.<img class="alignright size-full wp-image-10537" title="spada" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/09/spada.jpg" alt="spada" width="368" height="348" /><br />
Per difendere il Re ed anche se stesso, Maione di Bari tentò di avvelenare il prelato. Gli fece propinare una dose di arsenico, che però non risultò mortale. Impaurito dall&#8217;insuccesso cercò di ripetere il colpo con medici di sua fiducia e medicine truccate: ma Ugo non abboccò e, pur debolissimo, fece avvisare Matteo Bonello (capo militare della congiura). Bonello, tra l&#8217;altro, aveva un buon motivo per volersi sbarazzare di Maione: fidanzato della figlia, non intendeva più sposarla, essendo nel frattempo entrato nelle grazie di una principessa reale.<br />
L&#8217;arcivescovo Ugo ebbe la sua vendetta. Bonello, la fosca notte di San Martino tra il 10 e 11 novembre del 1160 a Palermo, tese una trappola a Maione , collocando molti dei suoi fidati all&#8217;imbocco della via Coperta, strada che a quel tempo dalla Cattedrale portava fino a Palazzo Reale. L&#8217;ammiraglio si trovò circondato e senza via di scampo. Tento di battersi, ma Bonello l&#8217;infilzò. Ugo, raggiante, quella spada volle farsela regalare e l&#8217;inchiodò sulla porta del suo Palazzo perché fosse di eterno ammonimento al potere politico. Seguì una sommossa di popolo; il corpo di Maione fu consegnato alla folla che lo fece a pezzi; durante i disordini si dette l&#8217;assalto alle case degli arabi, si sfondarono le porte degli harem, le donne vennero  violentate. Solo allora Re Guglielmo si svegliò dal letargo. Furioso e disgustato organizzò una rappresaglia memorabile, dopo la quale fu soprannominato IL MALO. Se la prese soprattutto con i Baroni che, essendo arrivati  dalla Lombardia avrebbero dovuto  essere più  prudenti con le congiure. <strong>Butera</strong>, <strong>Piazza Armerina</strong> e altre colonie lombarde furono passate a ferro e fuoco. Gli stessi mussulmani si occuparono di inseguire Matteo Bonello, che fu arrestato e processato. Per punizione gli furono cavati gli occhi e tagliati i tendini delle braccia e delle gambe. Ridotto un cencio, poco dopo morì. La lama della sua spada fu spezzata, ma l&#8217;elsa rimase inchiodata sulla porta dell&#8217;arcivescovo e nessuno la toccò.</p>
<div id="attachment_10543" class="wp-caption alignleft" style="width: 452px"><img class="size-full wp-image-10543" title="Castello_di_Caccamo" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/09/Castello_di_Caccamo1.jpg" alt="CASTELLO DI CACCAMO" width="442" height="343" /><p class="wp-caption-text">CASTELLO DI CACCAMO</p></div>
<p>Ma è bene ridimensionare li fatti e e guardare con molta attenzione  l&#8217;arma spezzata.<br />
Non serve un attenta analisi per notare subito che l&#8217;elsa della spada che è del tipo <em><strong>“a vela”</strong></em>, tipica del XVI secolo. Quindi è fuor di dubbio che non può essere l&#8217;elsa con la quale venne ucciso l&#8217;ammiraglio Maione. Inoltre antichi scrittori e cronisti, non ne fanno mai menzione, neanche lo scrupoloso <strong>marchese di Villabianca</strong>. Ci sono due ipotesi che spiegano il fatto:<br />
La prima, che l&#8217;arma venne collocata e attribuita a Matteo Bonello verso la fine del 1800, quando venne cambiato il nome alla “salita dell&#8217;Angelo Custode” con l&#8217;intitolazione all&#8217;uccisore dell&#8217;ammiraglio, facendo cosi nascere la leggenda.<br />
La seconda, che l&#8217;elsa fosse presente già sul portone ma con un altro significato. Ricordiamo, come <strong>La Duca</strong> riporta  che, in periodo feudale, vigeva il “mero e misto imperio”. Privilegio nonché facoltà dei Baroni di procedere al giudizio dei propri vassalli e con lo “ius gladii et necis” avere anche il diritto di spada e morte. Infatti all&#8217;ingresso di ogni feudo la forca denotava proprio questa autorità.<br />
Non risultava esonerato di certo l&#8217;arcivescovo di Palermo, proprietario anche lui di un ingente patrimonio terriero, e sicuramente anche lui pose le forche all&#8217;ingresso dei feudi,ed è molto probabile che volle sottolineare la sua potestà civile e criminale apponendo come simbolo sul suo Palazzo Palermitano un elemento meno macabro delle forche.Proprio lo ius gladi già citato. Di certo per l&#8217;attento Villabianca questo simbolo doveva essere di normale <img class="alignright size-full wp-image-10539" title="1547848" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/09/1547848.jpg" alt="1547848" width="500" height="375" />amministrazione e quindi non degno di nota. Aboliti successivamente i diritti feudali, forse l&#8217;elsa fu dimenticata e nessuno si curò di toglierla. Ma dopo qualche tempo  venne notata nuovamente  e quindi si cerco di darle un significato &#8230;.ed ecco rispolverata su misura la storia tragica di Maione di Bari e del suo carnefice Matteo Bonello.<br />
La storia piacque molto, infatti l&#8217;elsa è ancora al suo posto ;alcune guide della città non perdono occasione per racontarla ai turisti che, ammirando un&#8217;elsa del seicento, ascoltano la storia tragica sulla notte  di San Martino del 1160 e dell&#8217;ammiraglio di Re Guglielmo I.</p>
<div id="attachment_10542" class="wp-caption alignleft" style="width: 156px"><img class="size-full wp-image-10542" title="guglielmoI" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2009/09/guglielmoI1.jpg" alt="Re Guglielmo I" width="146" height="200" /><p class="wp-caption-text">Re Guglielmo I</p></div>
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		<title>PALERMO UNA CAPITALE: tour nella città delle contaminazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 13:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tour in 4 giorni
Vedere Palermo è come vedere una nobildonna d&#8217;altri tempi, colma di fascino.
Vedere Palermo con gli occhi di Palermo toglie il fiato, ti percuote la mente, la ami alla follia e la odi profondamente perché nonostante i forti contrasti è così bella.
Vedere Palermo è arte, storia, cultura, profumi, gente, è vita vissuta.
Vedere Palermo è una notte piene di luce.
Vedere Palermo tra bizantini e arabi, tra barocco e bell&#8217;Epoque, tra gattopardi e suk traboccanti di spezie, tra pasta con le sarde e frutta martorana, tra caponata e arancine, panelle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Tour in 4 giorni</em></strong></p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/cattedrale-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15373" title="cattedrale-3" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/cattedrale-3.jpg" alt="" width="450" height="333" /></a>Vedere <strong>Palermo</strong> è come vedere una nobildonna d&#8217;altri tempi, colma di fascino.</p>
<p><span>Vedere Palermo con gli occhi di Palermo toglie il fiato, ti percuote la mente, la ami alla follia e la odi profondamente perché nonostante i forti contrasti è così bella.</span></p>
<p><span>Vedere Palermo è arte, storia, cultura, profumi, gente, è vita vissuta.</span></p>
<p><span>Vedere Palermo è una notte piene di luce.</span></p>
<p><span>Vedere Palermo tra <strong>bizantini</strong> e <strong>arabi</strong>, tra <strong>barocco</strong> e <strong>bell&#8217;Epoque</strong>, tra <strong>gattopardi</strong> e <strong>suk</strong> traboccanti di spezie, tra <strong>pasta con le sarde </strong>e <strong>frutta <em>martorana</em></strong>, tra <strong>caponata</strong> e <strong>arancine</strong>, <strong>panelle</strong> e <strong>pane <em>ca’meusa</em></strong>, pesce e bolliti, pasta <em>ncaciata</em> e <strong>cassate</strong>, <strong>cannoli </strong>e <strong>paste di mandorla</strong>, vini <strong>nero d’avola</strong> e inzolia, tra <strong>passito</strong> e <strong>marsala</strong>, dai <strong>fenici</strong> e <strong>greci </strong>ai <strong>Florio</strong>.</span></p>
<p><span>Vedere Palermo e i suoi giardini incantati, tra mille alberi esotici e spiagge dorate.</span></p>
<p><span>Vedere Palermo con gli occhi di Palermo con noi palermitani, in 3 giorni per amarla, assaggiarla e mai più dimenticarla.<span id="more-15366"></span></span></p>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">Giovedi: </span> Arrivo a Palermo e sistemazione in Hotel (3 o 4 stelle). Cocktail con il nostro accompagnatore. Cena e Pernottamento<br />
</span></p>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">Venerdì:</span> Prima colazione.</span></p>
<ul>
<li><span>Mattina, <strong>Itinerario Normanno</strong>, tra gli ori dei Re. <strong>Cappella palatina</strong>, all&#8217;interno del <strong>Palazzo dei Normanni</strong>. <a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/sic-pa-martorana.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-15374" title="sic-pa-martorana" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/sic-pa-martorana.jpg" alt="" width="266" height="399" /></a>Bellissimo esempio di cappella reale con soffitto ligneo intarsiato e dipinto e magnifici mosaici in oro zecchino di scuola bizantina; <strong>Cattedrale di Palermo</strong>, con le tombe dei re normanno-svevi e del&#8217;imperaore <strong>Federico II</strong>; <strong>Duomo di Monreale</strong> con la più ampia superficie musiva del mondo. Pranzo con cibi “da strada” presso l&#8217;antica <strong>Focacceria di S. Francesco</strong>.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Pomeriggio, visita della <strong>Casina Cinese</strong> presso la <strong>Real Tenuta della Favorita</strong>. Costruita per volere di <strong>Ferdinando IV di Borbon</strong>e, la Casina è uno splendido esempio di decorazione in stile cinese nell&#8217;ambito di una moda diffusissima a fine &#8217;700 in tutta Europa. Tour orientativo della città ottocentesca e <strong>liberty</strong> con soste presso i teatri principali della città. Sosta pressso il <strong>Teatro Massimo</strong>, secondo teatro più grande in Europa. Tempo libero per lo shopping. Cena e pernottamento.</span></li>
</ul>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">Sabato:</span> Prima colazione</span></p>
<ul>
<li><span>Mattina, alla scoperta dei sapori locali con spesa presso uno dei mercati storici della città, luoghi vitali di suoni e colori e ricchi di splendidi esempi di barocco palermitano. Incontro con uno chef con cui si prepareranno alcuni piatti della cucina siciliana da assaporare insieme a pranzo.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Pomeriggio, <strong>La Kalsa</strong> con fronte a mare e l&#8217;<strong>Orto Botanico</strong> tra i più vasti d’Europa, con bellissime piante esotiche. In serata rientro in hotel. Cena e pernottamento.<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/ficus-macrophylla-piazza-marina-palermo-photo-by-giuseppe-marino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15375" title="ficus-macrophylla-piazza-marina-palermo-photo-by-giuseppe-marino" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/ficus-macrophylla-piazza-marina-palermo-photo-by-giuseppe-marino-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></span></li>
</ul>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">Domenica:</span> Prima colazione</span></p>
<ul>
<li><span>Mattina, Tour 5 Piazze, un percorso a piedi nella storia della città. Si ammirernno  la <strong>piazze Bellini</strong>, <strong>Pretoria</strong>, <strong>Villena </strong>o <strong>quattro canti</strong>, <strong>piazza S’Anna</strong>, <strong>piazza Marina</strong>, tra chiese monumentali, fontane, e giardini lussureggianti. Visita di <strong>palazzo Mirto</strong>, tipico esempio di dimora aristocratica settecentesca con arredi originali. Pranzo a base di pesce.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Pomeriggio, <strong>Monte Pellegrino</strong> e <strong>Santuario di Santa Rosalia</strong>, all&#8217;interno di una suggestiva grotta naturale, per rendere omaggio alla Patrona della città. Passeggiata per la <strong>Spiaggia di Mondello</strong>, lido dei palermitani, tra sabbia dorata e splendidi esempi del liberty siciliano. Tempo libero per la balneazione, in base alla stagione. Cena e pernottamento.<a href="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/pane-ca-meusa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-15376" title="pane-ca-meusa" src="http://www.blogsicilia.eu/blog/wp-content/uploads/2011/01/pane-ca-meusa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></li>
</ul>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">Lunedì: </span> Prima colazione. Fine dei nostri servizi.</span></p>
<p><span>COSTO DEL TOUR 600 EURO</span></p>
<p><span>supplemento singola 50 euro</span></p>
<p><span>riduzione terzo letto 20%</span></p>
<p><span>La quota tour comprende:</span></p>
<ul>
<li><span>Trasferimenti di inizio e fine tour da e per l’aeroporto.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Accoglienza in aeroporto di un nostro assistente che vi condurrà al vostro albergo per disbrigo pratiche check in e informazioni generali sullo svolgimento del giorno successivo.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Sistemazione Hotel ¾ stelle con la formula mezza pensione, menu fisso, bevande incluse (1/2 minerale, ¼ di vino ai pasti).</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Servizio mini-Bus o mini-van per l’intera durata del tour.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Servizio accompagnatore per tutto il tour.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Guide locali: Palermo</span></li>
</ul>
<p><span>La quota non comprende</span></p>
<ul>
<li><span>Voli aerei A/R dalla città d’origine.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>Ingressi ove previsto, in conformità al D.Min. n. 357 del 28/09/99, a monumenti, musei, gallerie, siti archeologici statali o appartenenti alla Regione Sicilia, a fondazioni private, curie arcivescovili ecc…(costo degli ingressi previsti dal programma: Palazzo Reale, Cappella Palatina, Duomo di Monreale, Casina Cinese, Palazzo Mirto, orto botanico, circa 25 €). Per i monumenti che appartengono alla Regione Sicilia: ingresso gratuito per i minori di 18 anni e per chi ne ha compiuti 65, ridotto per gli insegnanti e per giovani 18/25 anni presentando un documento che lo certifichi.</span></li>
</ul>
<ul>
<li>Durante i pranzi e le cene, caffè, super alcolici e bevante analcoliche in genere.</li>
</ul>
<ul>
<li><span>Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span>By nigth di Palermo.</span></li>
</ul>
<p><span>I mezzi a disposizione del tour sono dei minibus da 9  a 16 posti. Teniamo a precisare che la nostra proposta di vacanza è per piccoli gruppi, al massimo di 16 persone, onde offrire la possibilità di godere della città e dei servizi in maniera più intima e familiare. Vicere palermo come la vivono i palermitani.</span></p>
<p><span>Eventuali inversioni di visita da una giornata all&#8217;altra non comprometteranno la sostanza del tour; le visite e i servizi di cui sopra verranno comunque garantiti.</span></p>
<p><span>PER INFO E PRENOTAZIONI: <a href="mailto:knidia@libero.it">knidia@libero.it</a></span></p>
<p><span>cell: 349 6732331 // 333 6781892<br />
</span></p>
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