Parmigiana di melanzane, specialità siciliana

By Ciccio

pamigiana di melanzane

La ricetta di nonna Bessi

La parmigiana di melanzane va preparata in estate con melanzane e pomodoro di stagione.
La parmigiana di melanzane la potete trovare in diverse varianti, come accade per tutte le ricette di cucina di ampia diffusione.
La ricetta presentata in questo articolo è una variante della parmigiana di melanzane classica, che tra gli ingredienti prevede soltanto melanzane e pomodoro.
Questa variante include due strati di frittata preparata in sottili sfoglie. Per inciso se ad una normale frittata aggiungete 2 cucchiai di salsa di pomodoro fresco e la mangiate accompagnata con pane di semola cotto in forno a legna, sperimenterete un gusto irripetibile.
La parmigiana di melanzana si presta ad essere consumata come antipasto, così come secondo piatto o addirittura come piatto unico. In dipendenza all’uso doserete la quantità. (continua…)

Il cruccio del principe Raimondo Lanza di Trabia

By Ciccio

Tutti hanno un tarlo che rode l’anima. Il tarlo che rodeva l’animo di Raimondo Lanza, giovane brillante e di successo della migliore aristocrazia palermitana, derivava dal fatto di essere nato prima che il padre sposasse la madre, una nobildonna veneziana già sposata e rimasta successivamente vedova. Il diritto di famiglia del tempo, siamo all’inizio del ventesimo secolo, non prevedeva la possibilità del riconoscimento di figli nati fuori dal matrimonio. Cosicché Raimondo all’anagrafe non risultava con il cognome del padre Lanza, bensì con quello del marito della madre, il conte Papadopoli. Nei salotti era Raimondo Lanza, all’anagrafe Raimondo Papadopoli. (continua…)

I siciliani e la superstizione

By Ciccio

Non ci credo, ma mi cautelo

Una signora della borghesia medio-alta di Palermo, superstiziosa fino al midollo, includeva tra gli agenti porta sfortuna le composizioni di fiori secchi.
Tornando a casa dopo la notte di Natale nella quale si era scambiata i regali tra parenti e amici, avendo ricevuto tra le altre cose anche una composizione di fiori secchi, non appena posteggiata l’automobile vicino ad un cassonetto della spazzatura, si premurò a buttarvela dentro.
Durante la notte il cassonetto prese fuoco e con esso anche l’automobile della signora; la quale più che dispiaciuta della perdita dell’auto fu sollevata per la verifica delle sue convinzioni.
La superstizione  in Sicilia è molto diffusa. Ben pochi ammettono di essere superstiziosi, ma i maghi e le fattucchiere di varia natura fanno affari d’oro anche in periodi di crisi economica. (continua…)

La ruota di Pesce spada

By Ciccio

ruota-pescespadaSuccesso assicurato

Recatevi presso la pescheria di fiducia e chiedete di tagliarvi una fetta di Pesce spada dello spessore di 5-7 centimetri tra la coda e lo squarcio praticato per vuotare il pesce dalle interiora. Può essere prudente prenotare il taglio con uno due giorni di anticipo.

Il pezzo avrà un peso variabile tra 1,5 e 2,0 chilogrammi e quindi potrà essere suffciente anche per 10 – 15 persone.

Lasciare il pezzo in frigo in uno scolapasta per circa 2 ore in modo che finisca di scolare il sangue superfluo.

Preparate un miscuglio di olio, aglio e prezzemolo finemente triturati,  2-3  foglie di alloro e distribuitelo tutto attorno e sulle 2 facce del pezzo di pesce. Quindi lasciare riposare per 2 ore.

Preriscaldare il forno a 180 °C e mettere il pezzo poggiato su una delle 2 facce per 20 minuti. Quindi ruotate il pezzo poggiandolo sull’altra faccia e coprite con un foglio di carta stagnola.

Trascorsi altri 20 °C la cottura sarà completata e potrete tirare la ruota fuori dal forno non prima di avere fatto un saggio per accertare che sia effettivamente ben cotta.

Preparate un salmoriglio con olio, limone, aglio, origano e sale che ciascun commensale aggiungerà a piacimento.

Pasta al forno alla palermitana. Rigorosamente anelletti

By Ciccio

pasta al forno alla sicilianaUn vulcano di sapori

La prima devozione dei palermitani è Santa Rosalia, la seconda la pasta al forno. E’ inteso che la parola pasta sottintende il formato anelletti. A Palermo infatti pasta al forno e anelletti al forno possono essere considerati sinonimi.

La pasta al forno è la pasta della domenica e degli altri giorni festivi, in particolare Pasquetta e Ferragosto che, se non ci sono motivi di forza maggiore, si trascorrono fuori casa all’aperto. In questi giorni addirittura l’immenso Parco della Favorita viene chiuso al traffico ed è consegnato a quei palermitani che non hanno una casa al mare o in campagna perché possano trascorrervi l’intera giornata mangiando fino a strafogarsi e bevendo fino a …. .

Il menu del giorno include sempre la pasta al forno. (continua…)

La Pasta alla Norma, un classico della Cucina Siciliana

By Ciccio
pasta alla norma

pasta alla norma

“E’ una Norma!” esclamò Nino Martoglio, il famoso regista, sceneggiatore, scrittore e poeta nato a Belpasso in provincia di Catania nella seconda metà dell’’800, dopo il primo assaggio della pasta e melanzane servitagli al ristorante.

Per un catanese è il massimo riconoscimento possibile data la loro venerazione per il concittadino Vincenzo Bellini compositore dell’opera melodrammatica “La Norma”.

La pasta alla Norma è tra gli esempi che dimostrano come, nella cucina, la semplicità si accompagna sempre alla bontà.

La pasta alla Norma si prepara con grande semplicità.

Si tagliano le melanzane a fette e, dopo averle lasciate spurgare cospargendole di sale per almeno mezz’ora, si friggono in olio di oliva. (continua…)

Lavoro in Sicilia e una politica per lo sviluppo fondata sulle idee

By Ciccio

Mentri u mericu sturia, u malatu sinni va

Abbiamo scelto questo titolo che in italiano si traduce in “Mentre il medico studia, il malato muore“, perchè, da qualche mese aprendo i quotidiani locali siamo bombardati da 2 tipologie di notizie.

Da una parte tante imprese, tra cui anche la Fiat che dichiarano forfait, le città sporche all’inverosimile, i servizi sociali abbandonati a se stessi e dall’altra il dibattito politico se sia preferibile “un partito del Sud” o se “ci voglia più Sud nei partiti”.

In altre parole mentre il cittadino vive disagi gravi, in molti casi legati alla stessa sopravvivenza, la classe politica piuttosto che provare a risolvere anche un solo problema si gingilla su temi di così dotta rilevanza. Essa appare assolutamente schizofrenica.

Ciò che fa rabbia è che la Sicilia è ricca di risorse naturali e umane che potrebbero cambiarle il volto.

Basterebbe poco e in ciò la politica dovrebbe avere una parte rilevante. Questo poco è la creazione di una cultura che abbia in considerazione i valori della competenza e del merito, che non consideri i giovani “handicappati mentali” e sappia incoraggiare l’espressione della loro capacità.

Vogliamo finirla con il piangerci addosso invocando sempre la marginalità geografica e la povertà del nostro tessuto economico che non consente gli investimenti necessari per favorire il decollo dell’economia?

Ragioniamo su questo dato. Le due più grandi imprese nate negli ultimi anni, Microsoft e Google, sono state costituite con risorse finanziarie pari grossomodo a 3 mesi di stipendio di un assessare della Regione Siciliana.

Il primo fattore per la creazione della ricchezza infatti sono le idee.

Immagini di Catania Antica

By Ciccio

Il comune di Catania conta quasi 300.000 abitanti, ed è il secondo comune della Sicilia per popolazione e per densità abitativa. Catania è la più popolata delle città italiane che non sono capoluogo di regione e l’agglomerato urbano comprende una popolazione di circa 580.000 abitanti, mentre l’area metropolitana ne conta circa 750.000.

Catania è stata distrutta più volte da eruzioni vulcaniche (la più imponente, in epoca storica, è quella del 1669) e da terremoti (i più catastrofici ricordati sono stati quelli del 1169 e del 1693).

Il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità, assieme ai sette comuni del Val di Noto, nel 2002.

Per una mappa interattiva dell’area di Catania clicca qui.

Immagini di Catania Antica

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Il nuovo marchio di borse Made in Sicily di Enrica Bartali si chiama Rika

By Ciccio

Rika è il nuovo marchio di borse di Enrica Bartali

Enrica Bartali, toscana di origine, catanese d’adozione fa il suo ingresso nel mondo della “moda” con un nuovo marchio, da lei ideato, e presentato ieri nel capoluogo etneo. Assolutamente made in Sicily, il nuovo marchio si chiama Rika. “Ho cercato di coniugare l’eccellenza nella realizzazione sartoriale artigianale e la creatività nella ricerca dei materiali e nel design, e ho voluto coniugare il look vintage anni ’60 con la contemporaneità” spiega Enrica Bartali che pensa personalmente al disegno e alla realizzazione delle sue borse.
“Non è un caso che la presentazione di queste borse “Hand made in Sicily with passion” avvenga presso Individual, uno spazio dedicato all’hair dressing che fa l’occhiolino all’arte, alla moda, alla musica e al design” spiega la stilista “E’ sì un salone per capelli ma anche spazio capace di ospitare creatività”. E proprio da Individual saranno in vendita le borse “Rika”, in attesa che la stilista avvii un percorso che la porti ad esportare le sue collezioni oltre lo Stretto. “L’obiettivo è quello” asserisce senza remore. E prosegue: “I miei sono pezzi rari accuratamente progettati e realizzati a mano con la stessa passione e capacità di sognare; in cui funzionalità e pura estetica si incontrano in una rivisitazione creativa del vintage. (continua…)

A Palermo il pane con la milza di “Ninu u ballerino”

By Ciccio

Tersicore ai fornelli

Al civico 76 di Corso Camillo Finocchiaro Aprile, l’insigne giurista palermitano che fu più volte ministro del Regno d’Italia nei periodi che precedettero la prima guerra mondiale, c’è un negozietto dove si prepara una delle prelibatezze locali, il pane con la milza.

Un’avvertenza per chi non è palermitano. Se chiederete dove si trovi la suddetta strada è facile che vi si risponda con un garbato “mi spiace, ma non lo so”, anche se la persona a cui avete posto la domanda vi sono già passate centinaia di volte.

Questa strada infatti, anche se porta questo nome ormai da molti decenni, a Palermo è nota, a grandi e piccini, come corso Olivuzza. Chiedete quindi di corso Olivuzza e state certi che chiunque vi saprà indicare il modo più rapido per raggiungerla. (continua…)

Renzino Barbera poeta della Sicilia dimenticata

By Ciccio

Da imprenditore a poeta

Nato a Palermo da una famiglia di industriali dell’olio (nei supermercati si può acquistare l’olio Barbera), spirito estroso e ribelle, ha trovato la sua realizzazione soprattutto nella poesia. E’ deceduto ottantaseienne nella sua casa di Taormina alla fine di maggio di quest’anno.

Esprimeva la sua filosofia di vita con la frase: “Mi sono imposto di svegliarmi ogni giorno come se stessi nascendo e di addormentarmi ogni notte come se stessi morendo. In questo modo ho vissuto molto di più di qualsiasi altra persona”.

La sua poesia ha saputo cogliere i tratti più significativi dello spiritualità siciliana, soprattutto quella delle classi più umili che egli, benché provenisse da una famiglia ricca, rappresentò come se avesse vissuto direttamente le loro stesse esperienze. Basta rileggere le poesie sui salinari di Trapani o sui minatori del Nisseno.

Fu anche cabarettista di successo, ma a noi piace ricordarlo per le composizioni poetiche.

In questa poesia dedicata al “1 Maggio”, fa rivivere la festa ricorrendo ad una bella metafora che identifica il lavoro con le mani callose dei lavoratori.
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Ignazio Buttitta un poeta siciliano

By Ciccio

Più che una poesia un canto

Nato e vissuto a Bagheria una cittadina a pochi chilometri da Palermo è il più conosciuto tra i poeti dialettali italiani.

Nel 1972 ha vinto il premio letterario Viareggio per la raccolta di poesie “Io faccio il poeta”.

Autore e interprete delle sue poesie, in questa “Lingua e dialetto” esprime la profonda amarezza per una modernità che cancella le tradizioni; e tra queste in primo luogo il dialetto. Tema più che mai attuale in un periodo di globalizzazione sfrenata.

Bagheria è un paese tra i più operosi della Sicilia. Ha dato i natali tra gli altri a Renato Guttuso e più di recente a Giuseppe Tornatore che sta girando un film intitolato Baaria, come i suoi abitanti chiamano Bagheria.

L’8 luglio del 1960 a Palermo e la bacheca di piazza Politeama

By Ciccio

Un simbolo dimenticato

Il 1960 è un anno speciale della recente storia italiana.

Preciso che non faccio una ricostruzione storica di alcuni eventi di quell’anno per la quale rimando a testimonianze più autorevoli di cui trovate il link ad articoli scritti da importanti protagonisti di quegli eventi.

Voglio raccontare un fatto, per certi aspetti marginale, ma, che visto nel contesto storico-politico in cui si è verificato, assume uno speciale significato simbolico.

La città è Palermo e la storia è quella della Bacheca di piazza Castelnuovo, piazza che i palermitani chiamano piazza Politeama dal nome dell’omonimo teatro.

Piazza Politeama è la più grande e centrale piazza della città. Era ed è la sede naturale per manifestazioni e comizi per i quali si intuisce una partecipazione massiccia, era ed è tuttora il luogo dove ci si da appuntamento per andare a fare shopping in via Ruggero Settimo o una passeggiata in via Libertà.

Su uno dei marciapiedi della piazza, precisamente quello che ospita la fermata degli autobus che si dirigono verso la Stazione Centrale, a pochi metri dalla storica tabaccheria “Ribaudo”, si ergeva una struttura metallica sollevata circa due metri da terra e delle dimensioni  approssimative di due metri e mezzo per un metro e ottanta. Il riquadro, protetto da vetri, esponeva da entrambe le parti fotografie di eventi di attualità, quali l’inaugurazione della stagione lirica del Teatro Massimo, o qualche immagine significativa dell’ultima partita della squadra di calcio del Palermo o di altri fatti di cronaca nazionale e cittadina. (continua…)