A Siracusa gli occhi sono solo per Santa Lucia
È dal 1204 che Siracusa aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia venne trafugato dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani) e condotto a Costantinopoli. Secoli dopo ,indetta da Papa Innocenzo III la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi e tra questi vi erano le sacre reliquie di Lucia.
Custodite nella chiesa di Geremia e Lucia a Venezia, ancora oggi i cittadini fratelli di Archimede chiedono a gran voce il suo ritorno, ma fatta eccezione per qualche piccola reliquia, chi di dovere non ha ancora esaudito la giusta richiesta dei siracusani, che desiderano ardentemente di ricondurre le spoglie della loro patrona nell’originale sepolcro che si trova in un tempietto barocco di forma ottagonale costruito nel 1629.
Ugualmente a Siracusa, il 13 dicembre, giorno del suo martirio, vengono indette grandi celebrazioni. Tutto il popolo partecipa ed aspetta con fervore l’uscita, dalla meravigliosa cattedrale, del simulacro argenteo di Lucia, che portato a spalla da 60 fedeli viene condotto attraverso le vie della città, proprio nel luogo del suo sepolcro, ove rimane per otto giorni esposto alla venerazione dei devoti. Capolavoro dell’oreficeria siciliana del ‘500, la statua alta, compreso il trabattello, 3 metri e 70 centimetri, rimane custodita e non visibile per tutto l’anno nella cappella a lei dedicata in cattedrale, e viene fuori soltanto due volte: il giorno del suo martirio e la prima
domenica di maggio per la ricorrenza di Santa Lucia delle Quaglie.
I festeggiamenti solenni e sentiti, vengono aperti da numerosissimi ceri votivi (più di diecimila), mentre ex voto a forma di occhi vengono appesi dai fedeli alla portantina. Alla sfilata partecipa anche la carrozza del senato, custodita all’interno di una teca di vetro entro il palazzo Municipale. Un tempo vi salivano le autorità della città, oggi invece viaggia vuota, trainata da quattro cavalli e cocchieri in livrea di color verde olivo. Di Lucia, portatrice di luce, la luce della vita, la luce nelle tenebre, la luce di Dio, si narra che: di nobile famiglia, si recò il giorno della festività di Sant’Agata, il 5 febbraio, a Catania per chiedere alla santa di intercedere per la madre, gravemente
ammalata. Mentre pregava, presso il sepolcro, Lucia presa dalla stanchezza si addormentò ed ebbe la visione di Agata che chiamandola “sorella vergine di Cristo”, le disse che la madre sarebbe guarita, grazie alla sua fede e alla profonda devozione in Dio. Tornata a casa, la giovane raccontò tutto alla madre e decide di consacrare la sua vita a Cristo. Quando comunicò al fidanzato l’intenzione di non sposarlo più, questi infuriato per vendicarsi la denunciò all’arconte Pascasio. In forza degli editti proclamati dall’imperatore Diocleziano, Lucia venne arrestata e decapitata,( pena inflitta ai nobili), il 13 dicembre del 304 d.C.
Come si può notare, non si fa menzione nel martirio dell’asportazione degli occhi però, la consuetudine di rappresentare Santa Lucia con gli occhi in mano e di ritenerla protettrice della vista, è da attribuire alla somiglianza del suo nome con quello di Lucinia, la divinità romana che gli antichi ritenevano guarisse e preservasse dalla malattie degli occhi. Lucia invece è davvero portatrice di luce perché prima della riforma del calendario gregoriano, avvenuta nel cinquecento, il giorno dedicatole coincideva con il solstizio d’inverno, ossia il giorno più corto dell’anno. E poichè le giornate ,successive alla ricorrenza del martirio della Santa riprendevano ad allungarsi, Lucia divenne il simbolo di colei che portava la luce. Dal 1970 a Siracusa,(dopo il gemellaggio con la Svezia), durante i festeggiamenti della Santa un bellissima bambina bionda che impersona Lucia , sfila portando sul capo una coroncina illuminata da candeline esattamente come nella tradizione nordica.
“Lucia di Svezia” è il nome del concorso che fin dal 1927, ideato da un quotidiano di
Stoccolma, si tiene nel paese scandinavo e che scaturisce dalla grande devozione che questo paese ha per la martire siracusana. Scelgono una ragazza che vestita di una tunica bianca e adorna di una corona di candeline , distribuisce i regali per le case secondo una tradizione svedese. In Sicilia altre città ricordato Lucia, e come nelle migliori usanze isolane, le festa continua a tavola, dove uccioli di Santa Lucia – pani votivi a forma di occhi – vengono consumati con le pietanze, per finire con i dolci della tradizione come panelle dolci e cuccia.
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Ottimo articolo e splendida festa: consigliata!!!
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