A San Fratello per Pasqua i Giudei fanno festa

La Settimana Santa è sicuramente il momento più ricco di manifestazioni in Sicilia: la passione di Cristo e la sua resurrezione sono testimoniate, in modi diversi e a volte singolari, da tradizioni  popolari e riti  sacri che attirano la curiosità di tanta gente A volte questi riti hanno un sapore pagano: A San Fratello, piccolo comune  della provincia di Messina adagiato tra le alture dei Nebrodi si rinnova ogni anno il rito pasquale della  Festa dei Giudei . A questa manifestazione partecipano tutti i cittadini: all’alba  del Mercoledì Santo fino al venerdì, suggestivi personaggi con costumi variopinti  detti  “Giudei”, invadono le vie con suoni e balli, che  in verità ricordano più il carnevale che la Pasqua.

I Giudei,  percorrendo le strade del paese, suonano , muovendosi in maniera impertinente, trombette dal suono stridulo  e fastidioso . Il Giudeo in questa rappresentazione simboleggia il crocifissore, il flagellatore, e il soldato che affonda la lancia sul costato di Gesù. Il Giudeo è anche il volto folle dell’uomo che sa di commettere un abominio e  nonostante questo lo compie. Tutto questo viene nettamente dichiarato, e nello stesso tempo reso astratto dalla messinscena surreale  del rito. I costumi variopinti che vengono indossati dai Giudei sono molto preziosi ed antichi , infatti le famiglie  li possiedono  e conservano gelosamente da molte generazioni. I personaggi vestono una giubba e calzoni di mussola rossa con strisce di stoffa di altri colori ( di solito gialle e bianche), la testa  è coperta da  una maschera ed  il  cappuccio  termina con un lungo cordoncino  come  fosse una coda. Altri elementi rendono la maschera grottesca, come la  pelle lucida che forma una lingua,  le sopracciglia lunghe e arcuate,   le scarpe di cuoio o stoffa,  delle catene nella mano sinistra e la tromba sull’altra. Di certo non ricordano coloro che vissero al tempo di Gesù, ma la loro carica simbolica e spettacolare, porta il tutto su un altro piano di attenzione ed astrazione. Nella Corda Pazza, Leonardo Sciascia scrive: “…che cos’è una festa religiosa in Sicilia? Sarebbe facile rispondere che è tutto… é anzi tutto una esplosione esistenziale…esplosione dell’es collettivo di un paese dove la collettività esiste soltanto a livello dell’es… I Giudei (di San Fratello) sono gli uccisori di Cristo, perciò nella rappresentazione della passione di Cristo che viene condannato e crocifisso, essi demonicamente si scatenano…e ci chiediamo se alla formazione di tale tradizione non abbiano concorso più delle ragioni calendariali e liturgiche, ragioni psicologiche, sociali e storiche”, La festa di San Fratello appare distante dal momento che si va a rievocare, e  difficilmente troviamo altrove.

Per questo ,almeno una volta,bisogna andare ad assistere a questa incredibile e seducente pantomima dal sapore amaro, che ricorda  le parole del vangelo: Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. (vangelo di Matteo)

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: “Salve, re dei Giudei!”. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. (vangelo di Marco)

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